Mozart,dite quel volete, ma, Mozart ,quando si inabissa nel minore,nel senso di tono minore, si apre ad un cupo dramma,mostra la sua anima profonda che,finito di saltellare di gioiose puntature si allarga, abissale e denso. Ammantandosi di toni violacei e trasparenti, nuotando per mezzo di un anima musicale che trascende la scrittura stessa.La grande scrittura, indica e recepisce,anticipa ripensamenti pre-romantici,cupe pensose atmosfere che sorprendono e appaiono nel loro universo stellato di luminose fiaccole , sorrisi, che reclinano,si purificano in un maturo meditare della carne e del sangue.Quali passioni possano fissarsi in questo ragazzo precoce che cresce di spessore ,sovrapponendo tono su tono ,intensità di pensiero ,fatalità’ del destino,destino che è e rimane mistero.La musica,come la poesia si fa parola,suono insegnamento ,la musica ,la sua musica, comunica direttamente un suo linguaggio un suo pensiero.Linguaggio per altri uomini ,che bussano aspettando un poi,un dopo,il “dopo” di ogni cosa, uomini che vanno, semplicemente,fatalmente verso il loro destino.L’arte è emozione senza parole ma più della parola esprime l’inesprimibile senso del vivere.L’arte è arte non c’è parola che la definisca,Mozart non è solo un artista,ma è un grande, gradissimo pensatore di cose indicibili e,
il suo valore non è quel che si dice o si è detto di lui,il suo immortale valore è avere pensato e scritto vissuto del suo pensiero,inizia con lui,finisce con lui in un tacet ad libitum.
Mozart: tacet ad libitum.
Abu Mazen & Vaticano.
L’ecumenismo Vaticano o ,il suo voler abbracciare tutti a tutti i costi ,a volte da frutti incerti,quando non controproducenti.Il suo recente accordo con Abu Mazen ha rafforzato il fronte integralista,quel fronte che attraverso la Turchia e Abu Mazen potrebbe giocare il gioco ambiguo di tirare il sasso e nascondere la mano.Tirare il sasso e nascondere la mano,ancora una volta contro Israele gli stessi arabi e, il mondo cristiano , non ci sembra una buona scelta al tempo di Isis.
Vergognarsi & vergognarsi.
Bellissima la storia De Luca, se fa il paio con quella di Berlusconi,bellissima senza possibile commento,lascia basiti,tutto a posto avanti,a Berlusconi dobbiamo fare ancora un poco le pulci,contare i peli,contargli quello che è ricresciuto sul suo cuoio capelluto,una volta calvo.Non c’è pace,il gioco di sponda si fa perverso,quando al centro di Renzi,le bocce sono ferme,immobili.Vergognarsi almeno,non dico reintegrare Berlusconi che sarebbe giusto e ovvio,ma ,vergognarsi,vergognarsi un pochino,vergognarsi in quel PD,vergognarsi, in quel partito che non si sa più cosa sia né di chi sia,né quello che può o porta’ essere,dittatura da scrivania e di tagliaborse arroganti,bugiardi verso tutti,senza giustizia,senza pudore,un meglio non identificato partito della Nazione,il partito di Renzi.
Italia Italia!
Alla televisione italiana, oggi si fa del terrorismo verso un popolo,quello italiano ,già fifone di suo,pensionati a terra,spavento e agonia.L’Europa, quella dei soldi tuona,minaccia la Grecia:vi toglieremo anche la pelle ,greci idioti.Mentre, a quelle terrificanti immagini, pensionati morti di fame d’Italia tremano come foglie al vento:piangono,pigolano,fate tutto quel che volete,santi del nord,fate tutto quel che volete, noi non faremo mai come la Grecia, mai,noi siamo buoni italiani.Merkel aiutaci tu,Santa Odino d’Europa,Merkel, illuminaci.Dall’altra parte ci siamo tutelati dal terrorismo arrestando un intera famiglia,con una figlia invasata che ,dalla terra di Maometto blaterava al telefono di religione e di regole sante,come fanno tutti gli esaltati,di tutte le religioni.Se il terrorismo fosse quello potremmo stare tranquilli,e lasciarli andare e venire,dopo aver messo pero’ le gomme nuove alla macchina,come consigliava “Fatima” a suo padre,neo convertito con tanto di barba napoletano (ricordate Caravan petrol di Carosone?),mentre la madre ,spiegava alla figlia al telefono ,che aveva fatto la pizza,dico la pizza, facendola lievitare,per ben dodici ore.
Arte senza preservativo.
Non è ancora apparso il pezzetto scritto sull’arte, che c’è già chi borbotta protesta, e con ragione,il pezzo sotto è oscuro,oscuro,come oscura è la materia,oggi si potrebbe definirla:materia oscura.Semplifichiamo,l’arte (esemplificando) è il pene,il pene,sì il pene,avete capito bene,il pene,quello che procura piacere,quello che desidera,motore e,a volte trasmettitore,organo di vita,fare l’arte(pene) ,con intelligenza è mettere il preservativo,l’intelligenza-preservativo pero’, pare ,attutisca l’effetto naturale e già ,preparasi all’operazione,mettere cioè il preservativo è un operazione “intellettuale”, vuole una certa pratica.Allora se l’arte è il pene e la sua intelligenza è il preservativo,occorre dedurne che l’intelligenza è un controllo sugli effetti dell’istinto,un freno al godimento senza intelligenza, che poi è il procedimento che natura ci ha dato per godere, gira che ti gira ,è sempre la solita storia fatta di tradizione,e mi permetto di aggiungere:di bella tradizione.L’arte pene dovrebbe suscitare tutto questo,un pieno piacere,soddisfacimento proiezione,creazione,procreazione.Con il preservativo (intelligenza), la si limita,la si contiene la si vanifica,il preservativo sta all’arte(detta contemporanea) come la calza al piede,vi siete mai lavati i piedi con le calze?No?Provate.Oggi ,anzi ,da tanti e tanti anni, va di moda il preservativo al posto del pene-arte,e chi professa la bontà’ del preservativo?Chi?Uno che vuol mettervela nel culo,ed è vero che ai piacentini (ma non solo), è più’ facile metterlo nel sedere che in testa,ma tant’è,chiaro?Se non avete capito rileggetelo da capo.
Fondazione zoppa.
Ovviamente la Fondazione di Piacenza e Vigevano non è preparata per un’avventura culturale che identifichi il nostro territorio con quelle radici che le sono congeniali.Tutta sbilanciata su delle pseudo “novita’”, si pone al di fuori di una qualsiasi realtà’ non solo cittadina,ma umana.Nel fare cultura non si dovrebbe mai baipassare le esigenze di una tradizione (mito) che si trova ad essere sempre più avanti di ogni proposta così detta culturale (ragion pura),essendo come la lingua,la tradizione, materiale vivo in continua evoluzione ,l’uomo è sempre lo stesso.E ,la sua originalità'(nella sua pseudo tradizione), la si vede e la si tocca nell’oggi come metamorfosi,nella sua capacita’(espressione delle fondamenta umane) di cogliere l’attimo come apparizione,dialogante.Ogni “tradizione” si arricchisce di un substrato d’oggi,dell’oggi come gesto ancestrale, pseudo-intelligente,ed è costretta e vivere e liberarsi immediatamente del suo oggi (linguaggio adattato antropologicamente utile),liberarsi del suo momento,di quel momento ,senza mai definirsi, annullando qualsiasi “ragione pura”,in quanto come tradizione è solo motore emozionale , sopratutto personale che si modifica secondo i luoghi o anche solamente dal luogo in cui emerge,mantenendo quella istanza iniziale che la fa essere poesia,vita, consapevolezza inconsapevole(amore,sesso,odio,passione,dubbio Dio).Un opera,più è intellettuale meno è arte,la comunicazione passa attraverso le emozioni,vorrei dire la libido (e questo lo sanno anche i sassi),tutto il resto sono cazzate per ignoranti che si danno un codice per definirsi “intelligenti”.Dovrebbe quindi, la Fondazione, non sbilanciarsi verso un vuoto formale ma riscoprire l’umanità ,un umanità piena ,non solo cittadina e universale,un umanità che sia comprensione riconoscimento, sforzo verso le ritrovate,”nuove” ragioni della vita di ognuno, pulsioni profonde e nascoste che solo l’arte, checche’ se ne dica,l’arte,anche nelle radici di una citta’,quando le ritrova (riconoscimento agnizione) nella sua veste autenticamente propedeutica fa riemergere e scoprire all’osservatore,fa riscoprire quella sua “anima”(esecutore-osservatore), che vede e sente e vive di essere viva.Quindi,la politica culturale della Fondazione,è quella che è ,e la si può vedere, in questi giorni noiosi,sbilanciata e zoppa.
Nutrire il pianeta.
Versione definitiva di sfamare il pianeta.E’ sufficiente aprire Google e scrivere Grassi Bersani nutrire il pianeta.Buona visione, la precedente(di come sfamare il mondo) ha valore di appunto. Anche questa è stata realizzata con il contributo degli allievi de Gazzola e di Alessandro Bersani,buona visione.
Violenza & biciclette.
Una cosa colpisce nello stupro di ieri a Roma,stupro subito da una ragazzina sedicenne,l’uomo,lo stupratore,prima di compiere la sua violenza ha legato la sua bicicletta ad un palo,aveva paura che gliela rubassero.Il mondo è strano e bizzarro,l’uomo,anche il peggiore, rimane razionale nel compiere misfatti d’ogni sorta.Questo,stava per violentare una ragazzina,l’aveva già presa e portata con se’ , ma, ha avuto “l’accortezza” di legare la sua “amata” bici ad un palo,valli a capire,quando si tratta di male,c’è sempre della banalità, forse non solo.
Se fossi un greco.
Se fossi un greco,se io fossi un greco,oggi ,invece di piangere e cercare euro nelle banche, comincerei a stampare dracme,fiammanti dracme ,che non varranno anche un cazzo ma sono sempre meglio di un euro sporco di merda.E la Merkel,la Merkel ,se lo vada a prendere ,invece di continuare a “metterlo” all’Europa intera.Forza Grecia.