La perfida Albione pare voglia uscire dalla porta principale d’Europa,non valgono minacce né lusinghe,pare proprio voglia uscire dall'”eletto” consesso,all’Italia invece, non serve chiedere se desidera uscire,per buttarla fuori basteranno un paio di calci nel culo.
Mein kampf.
Premesso che Mein Kampf non l’ho mai letto per mancanza di tempo e per dare quanto merita quella lettura un minimo di attenzione,non capisco tutto il quarantotto che si è scatenato sulla pubblicazione del libro allegato ad un giornale.Sarebbe come dire che non occorre documentarsi sull’olocausto,non leggere nulla delle documentazioni che riguardano quel periodo che seguì appunto il Mein Kampf.Dell’orrore teorico ,seguito dalla pratica,quella “pratica” che non solo sconvolge ma ha sconvolto il mondo.Tutto quello che riguarda quel periodo va studiato spiegato documentato e chi volesse, dovrebbe avere il dovere di documentarsi circa l’orrore e la banalità del male,come venne in seguito definito il periodo.Pieghe di male assoluto,comportamento umano che tutta la letteratura storica di quel momento ci ha ben definito,spiegato,illustrato.Anche oggi non mancano manifestazioni di quel genere,senza però mai assumere l’aspetto di fabbrica della morte,tuttavia si esprimono e si evidenziano e sopravvivono ancora quei comportamenti criminali.Si sono visti in Yugoslavia in Medio Oriente o in Africa, per citare i primi luoghi che vengono alla memoria.Quel male,quel male privato però del suo aspetto di:” fabbrica della morte” come al tempo del nazismo, si manifesta ancora,continuamente gira negli stati e fra le popolazioni,si esplica si evidenzia provoca orrore e sgomento ancora,orrore e sgomento,ecco perché oltre la pratica praticata occorre leggere,rileggere riflettere su quanto viene e fu scritto e fu ed è causa di odio e divisione di razzismo bestiale come in Mein kampf appunto, di Hitler.
Europei sotto attacco.
Tutto era pronto in Francia per prevenire possibili attacchi terroristici dell’isis,sono invece scoppiati gli hooligan facendo impallidire il più bieco terrorismo.
Amorosi occhi.
Non c’è cosa più ovvia, per due ,due che si amano che fissarsi profondamente, avidamente, negli occhi,negli occhi,come per cogliere l’assenso la corresponsione amorosa,la sudditanza di due corpi che cominciano sempre dalla testa quale gradimento dell’altro,del nuovo dell’improvviso.No,non c’è nulla di più amoroso che fissarsi negli occhi per coglierne la profondità di un emozione vera, straripante di desiderio.Si comincia sempre con gli occhi ma poi, si mira sempre alle frattaglie.
D’amore non si muore.
D’amore non si muore,sarà anche vero ma , ogni tanto forse troppo,troppo spesso per “amore” si da fuoco a qualcuno,anzi più d’uno,o meglio d’una,si accoppano figli e mogli sull’altare dell’amore,anche quello dell’anello al dito invece che al naso.Quello dell’anello al dito davanti a qualche bianco altare per dire si,si, se t’ammazzerò t’ammazzerò per amore, solo per “amore”,anche se d’amore non si muore,no ,non si muore più,se si è fortunati.
Roma.
C’era una volta il bar del fico a Roma, quartiere Parione,poi l’hanno chiuso,c’era il Bar Pace dove la Melato leggeva il giornale.Di sera il bar della Pace ,dopo le nove faceva scattare l’orario notturno e tutto costava il doppio.In una scaffa li vicino ,c’era anche un immagine della Madonna del Buoncosiglio , il fruttivendolo,ogni mattina metteva in quell’angolo la sua sua verdura.Di sera,da quelle parti c’era ancora aperto il bar di un americano,piccolo bar pieno di luci come a Natale ,e l’americano ,aveva due belle figlie bariste e un cesso dicono,da vedere,una poetessa di quel quartiere, si era suicidata gettatandosi dalla finestra ma non ne ricordo il nome.In fondo Roma muore a poco a poco, giorno per giorno,cambia,si aggiorna o si smarrisce come quell’ improbabile impresario di dive alle prime armi che girava con un mazzo di belle fotografie e l’occhio drogato,chissà se è ancora vivo.
Pensateci.
Siamo allo sbranamento in diretta,giornalisti servi difendono con i denti e le unghie la loro catena,abbaiono mordono.Il potere si arrocca resiste,persegue,calunnia.In questa livida orgia di avversari pochi mantengono la calma ed il senso critico,uno che ci ha colpito è Mieli che è rimasto nel mezzo senza eccedere e dare , quando c’era da dare.In fondo la polemica in cosa consiste,i cinquestelle votarli si o no,votarli si o no per coloro che avevano appoggiato la Meloni.Renzi a casa,lo scopo era questo,il fine era solo questo e, il risultato è a portata di mano,anche se non è detta che una sconfitta di Renzi,oggi lo manderebbe a casa,a casa forse no,ma potrebbe preparare la valigia.Insomma, pensateci bene.
PD e massa.
Forse,forse è arrivato il momento per dirlo,anzi scriverlo, il PD non esiste più ,è solo un agglomerato parlamentare autoreferenziale,non c’è un PD di Renzi,nemmeno quello di Bersani e ancora meno quello di D’Alema,figurarsi quello di Napolitano mentre una “sinistra” folkloristica si agita su fondo moribonda.Il soggetto politico del popolo,le esigenze del polpolo,non corrispondono più ad un popolo ma ad una massa.
Elezioni con il morto.
Tutto come previsto per l’elezioni dei sindaci,Berlusconi ha preso una cantonata tremenda (qualcuno dice apposta per Roma),i cinquestelle avanzano,la Lega con le sue alleanze tiene,i piccoli partiti, quelli del tre o due per cento ribadiscono che senza di loro non si può fare nulla,quindi teneteveli buoni,lasciateli seduti dove stanno.Il PD,come un asino ubriaco va a pattinare sul ghiaccio facendo le piroette del caso,altre ed eventuali?Nulla,se non che nessuno aveva previsto l’uscita tragica di scena di Gianluca Buonanno,leghista provocatorio ma efficace.Secondo le ultime ,ulteriori notizie con relativi chiarimenti fatti dai capi bastone risulta quanto segue:il PD pur nella scontentezza di Renzi, tiene,la Lega a pancia a terra verso il ballottaggio,il movimento cinquestelle vince solo a Roma,ma tira aria nuova e sono contenti,a loro Roma è sempre stata sul gozzo,i resti (politici) farfugliano e non si capisce cosa dicono,spaccando in quattro il classico capello.Ci troviamo davanti, per quel che concerne i sotto-capi bastone a dei veri virtuosi dell’argomento pseudo criptico che, tutto o nulla,poco o niente contiene pur inoltrandosi con sotto-parole in sotto lunghi-discorsi tutti veri e falsi allo stesso tempo,opinabili ma fragili che, si complimentano sfacciatamente e completano a vicenda.La notizia stabile è ,Buonanno tragicamente morto ,come all’inizio della giornata.
Recep Tayyip Erdogan.
Secondo Recep Tayyip Erdogan la Turchia non ha compiuto nessun genocidio verso gli armeni,secondo invece Hitler che, di cognome faceva Adolf,la Turchia fu maestra di quel genocidio ,proprio perché pur avendolo perpetrato nessuno ne parlò mai,quindi decise di fare come la Turchia sterminando gli ebrei,se la fece franca la Turchia con gli armeni perchè non poteva andare bene anche a lui,lui Adolf Hitler di Braunau contro i giudei, disse fra sè e sè.E, quello degli ebrei, perpetrato da Hitler,il loro genocidio ,fu in seguito accertato condannato e stigmatizzato dalla stessa Germania,quello degli armeni no.In fondo Erdogan non ha tutti i torti negandolo,di quel genocidio,quello del popolo armeno non se ne parlò mai,proprio mai,anzi, sopra quel genocidio, si stese un lungo, funebre silenzio,di tomba.