Un giornale di provincia strilla in prima pagina:due cittadini su tre non riescono a pagare l’affitto per la crisi economica.Pensiamo che una bella “barzelletta” di Benigni potrebbe risolvere il caso,magari pagandolo duecentomilaeuro.
Il gatto.
Gli amministratori lanciano l’idea di un monumento per un gatto morto e per questo morto il popolo si mobilita:gatto subito!Un architetto con la sua morale cita un morto africano senza monumento e senza ricordo,l’architetto come un tempo Savonarola s’impunta reclama rimprovera riprende.Il gatto ,il monumento al gatto si farà per dar soddisfazione al popolino,al popolo che ,come popolo di catari adora ancora il suo bel gatto,per il suo gatto,per questo gatto però,però non c’è una lira,nemmeno quella di una volta.Dicono i comunali regnanti:noi vi concediamo il posto,il posto per il vostro monumento felino,voi cacciate i soldi o fanatici adoratori di gatti, cacciate questi soldi e sarete soddisfatti.Visto l’aria che tira, non sarebbe giusto e opportuno a questo punto,per questo città ,invece di un monumento al gatto,un bel monumento al pescegatto?
Per il e un NO.
Vincere subito,subito senza fatica,vincere in pochi, con pochi regnare, prendendo tutto il “regno”, è una cosa inaudita che si è già sentita,sentita,come regola di furbi.La nuovissima Costituzione dei furbi degli scaltri,di quelli del gioco delle tre carte,gioco severamente vietato,vietato come reato ma,reato possibile tollerato,incoraggiato farfugliato e sbrodolato da tutti i truffatori del si.Truffate truffate signori. che qualche cosa prima o poi raccoglierete.
Gender.
Che bello il genere gender che bello,che bello quello che insegnano a scuola,dove qualsiasi cosa insegnino nessuno lo applica fosse anche il gender, o lo applica a suo modo,oppure qualche volta esce un “dotto” dalla scuola,come si diceva una volta,”dotto con libro” e questo lo possono essere tutti,tutti senza sapere fare nulla, compreso i teorici del gender.Gender, e il terrore pre-genere invade il mondo,quello “civilizzato” s’intende, perché l’altro,l’altro ,il selvatico terzo quarto o quinto mondo se ne impippa del genere-gender non rientra nelle sue pratiche analitiche o d’uso.E’ vero ,ognuno prova piacere,piacere fisico con tendenza al psicologico e lo fa come gli pare, o gli viene,è vero,questo lo si faceva forse anche quando l’uomo (prima di Adamo), era solo un girino pinnato,lo si faceva anche allora,in qualche modo ci si sfregava per alleviare una qualche tensione,ci si sfregava perché una volta fatta la carne la carne per sua natura si sfrega,ma nessuno prorio nessuno,nemmeno il girino,l’ignaro girino aveva capito che sfregandosi , si potesse fare un figlio-a,trasmettendo così il genere gender nel nuovo nato.Insomma una forma entità tutto sesso senza genere,ma ,con un unico principio l’essere gender,rigorosamente gender indifferenziato,per la gioia di coloro che hanno sempre praticato il gender ,senza tante remore e tante palle,perché spaccando il cappello in quattro si vive (pare) felici.La ministra frencese dell’istruzione ha rimproverato il Papa perché qualcuno gli aveva riferito (sbagliando) che un bambino francese, alla domanda di cosa volesse fare da grande disse:voglio fare la ragazza.Santità non si proccupi, di queste ragazzate,o ragazze così ce ne sono,eccome se ce ne sono,colte o ignoranti,comunque indifferenti a qualsiasi indottrinamento gender,ci sono,ci sono state e ci saranno, sempre.
Zagrebelsky l’amico di Scalfari.
Scalfari l’ultima volta che l’ho visto era sulla sette con una disanima al fil di voce sui cinquestelle stravagante,perlomeno parziale,ieri ci ha detto,anzi scritto che, il suo amico Zagrebelsky ha perso nel confronto con Renzi.E’ sempre la stessa questione, dipende da dove si guarda la cosa,da che punto di vista e con quali preconcetti.L’incontro Renzi Zagrebelsky è stato purtroppo un “scontro” tecnico,fra un tecnico e un pasticcione.Scalfari pende per il pasticcione?Gli è piaciuto o ha giudicato superiore il raffazzonato Renzi?Ma era raffazzonato,raffazzonato e sbagliava tutto,pasticciando su tutto, balbettando su tutto,non è vero?No?Vedete come si possono guardare le cose?Dove pendo io lo si capisce bene e,dove pende Scalfari lo si capisce altrettanto bene,questione di punti di vista,però,però permettetemi,quando chiamate Scalfari,e se lo chiamate ancora,posto che possa presentarsi ,fatelo con il rituale classico ,quello del medium preceduta dall’invocazione :se ci sei batti un colpo,con il turbante potrebbe andare bene anche la Gruber.
Luigi Brugnaro.
Il sindaco di Venezia si sente solidale con Renzi,come lui,si sente pieno di entusiasmo e dichiara che tutti,tutti dovremmo collaborare con il governo di Roma.Il sindaco di Venzia se non sbaglio, si è presentato con il centrodestra ed è un imprenditore che si è fatto da sé,come si sottolinea oggi con orgoglio.E vero, tutti dovrebbero collaborare e sorridere di più,come dice il signor sindaco fatto da sé,tutto da sé,ma,ma occorrebbere far ridere o sorridere anche chi è in difficoltà,cioè tutta quella gente a cui è passata la voglia di sorridere grazie al governo di Roma e ,per quanto si sforzi,gli viene solo da piangere.Come è altrettanto vero, per altra parte,anzi verissimo che, in questi tristi tempi, a qualche peones portaborse del PD sorridere,o ridere come il sindaco di Venezia fa gioco, anzi da un certo tono,fa in qualche modo chic,come fa molto chic sorridere a Napolitano che da piangere lui, gli son rimasti solo gli anni.
Il vecchio e il giovane.
C’è qualche cosa di tragico nell’essere e sentirsi giovane invecchiando ,essere e sentirsi giovane per vivere,vivere e vivere e ancora vivere,vivere un infinita giovinezza,infinita ma, senza futuro.
Renzi-Zagrebelski.
Che Renzi voglia apparire di fare senza fare credo sia noto anche ai sassi,infatti ieri sera incontro Renzi-Zagrebelsky,Renzi nella Costituzione ci inzuppava il biscotto,ci metteva le dita si sbrodolava come fanno quelli che hanno altro a cui pensare altroché Costituzione.Il primo ministro era la classica anguilla,lo sfuggente sapone,il latte versato su cui non piangere.Le ragioni del no e quelle del si in questo marasma ,per uno che non sia stato troppo attento a spaccare il capello in quattro, passavano del tutto in secondo piano, per il continuo gorgoglio del tubo digerente renziano fatto di ruttini.Bene,detto questo la vittoria del no,non è affatto scontata,non è affatto scontata per una ragione di peccato originale tutto italiano ,la gente desidera ed ama sviseratamente aggiungerei in modo ancestrale un Duce ma,non potendone avere uno a tutto tondo,si accontenta di un ducetto come Renzi .La cosa straordinaria è che a fornircelo è un partito che l’ha,a parole, da sempre combattuto,il PD.
Il solito Augias,il vecchio Paolucci.
Non guardo più Augias,non lo guardo da quando a Roma ho saputo come tratta i collaboratori,eppure ,eppure oggi per caso accendendo la televisione, rai 3 chi vedo? Augias e Paolucci,Paolucci che si inventava tutto quello che la sua modesta fantasia gli dettava attorno alla Venere di Tiziano.Mi son fermato curioso e ho ascoltato,ascoltato senza ricredermi su quanto pensavo di negativo per Augias,pessimo informatore.Un ragazzo (domanda del pubblico) chiedeva a Paulucci se anche per l’antichità o,per gi autori antichi venivano pagati prezzi esorbitanti come per gli autori di oggi.Allora il direttore dei musei Vaticani si dilungava in una lista di “guadagni” infiniti da parte degli autori antichi,Tiziano ad esempio,e Augias aggiungeva:non lavoravano certamente per un piccolo sacchetto di monete.Si vede che Paolucci fa finta di non aver mai letto il Vasari,questa pagina,dico questa che state leggendo, non conterrebbe l’elenco di pittori oggi famosi che allora vissero di carità pubblica,ed è una schiaffo alla loro dignità e alla storia farli passare per ricchi, quando spesso combatterono e qualche volta nella miseria naufragassero .Eppure,eppure nonostante la miseria facero quello che oggi i turisti ammirano nei musei ,i turisti e Paolucci,Paolucci che mette in fila le opere di questi artisti ricconi.Paolucci ce li racconta straricchi e felici,quando invece ci si accontentava anche del piccolo sacchetto di monete, citato da Augias.Occorre aggiugere a tutto questo virtuoso colto sproloquio che, Augias apertamente lodava lo studioso per l’apprezzamento che rivolgeva soffermandosi sulle tette e sui culi che descriveva il flaccido Paolucci con senile apprezzamento e questo,tutto questo nonstante fosse il direttore dei Musei Vaticani.Insomma per trarre le conclusioni ,i pittori antichi erano straricchi come quelli di oggi e quando dipingevano donne nude,faceva delle bellissime tette e dei bellissimi culi che sono poi lo scopo ultimo dell’arte ,è vero,si coprivano il sesso , ma a sentire Paolucci alcune di queste Veneri lo facevano in modo delicato,altre in modo aggressivo come per per dire: la figa è mia e la do a chi voglio io.Come l’ho scritto è stato detto, ed è questo il meraviglioso elisr o succo di questi due splendidi informatori,questo che leggete ne è il testo fedele, e l’ho concentrato per gli oziosi.Ci sarebbe una ulteriore curiosa postilla di Augias il quale definisce i tempi,questi tempi ,dove il nudo impera, specie di Lupercali romani ,dove tutti si mostravano nudi e unti,unti e bigiunti,povera Roma.
Festival del Diritto sempre incinta a Piacenza.
Chissà a cosa servono e a cosa son serviti tutti questi Festival del Diritto a Piacenza,chissà a cosa son serviti,quando, a Piacenza,come nel resto dello stivale è tutto come prima,esattamente come prima ,peggio di prima.Chissà a cosa è servito riempirsi la bocca e le pagine con fitti paginoni del quotidiano Libertà sul Festival del Diritto a Piacenza,quando,a Piacenza, un cronista dello stesso giornale, in una banale lite su FB: Giorgio Lambri, ha definito o appoggiato commentato sottoscritto il giorno del Fertlity Day con il proverbio:”la madre degli imbecilli è sempre incinta” lasciando basita,almeno crediamo,la stessa Beatrice Lorenzin che aveva avviato la campagna di governo sulla fertilità.Complimenti Lambri,complimenti per il suo giornale,complimenti per il suo bel giornalismo,grondante Diritti,che poi fa il paio con quel commento , scritto sempre da un indimenticato e indimenticabile cronista dello stesso quotidiano per la venuta a Piacenza di Arturo Benedetti Michelangeli,pianista e concertista di fama mondiale che,dopo un suo concerto nella nostra città scrisse :”Michelangeli l’asso del pedale”,ad indicare l’uso dei due pedali per il piano e il forte, che ne faceva il concertista,il quale pare, incorniciasse addirittura l’articolo a futura memoria e noi oggi,oggi potremmo incorniciare ,in omaggio al Fertility Day:la madre degli imbecilli è sempre incinta,che poi è un efficace motto che potremmo caldamente consigliare alla ministra del governo Renzi.Comunque e senza rancore,complimenti per il Diritto,complimenti,speriamo si arrivi finalmente al decimo Festival e chissà,chissà che, se invece di Diritto, si possa parlare almeno di educazione civica e smentire una volta per tutte che:la madre degli imbecilli è sempre incinta.