Kounellis Kounellis,è di questi giorni che viene esposto un suo violino con le corde di filo spinato,anche se,anche se negli anni dell’orrore il suono non eveva filo spinato,ma aveva un suono allegro e gaio,mazurchette e valzer marcette per accompagnare la morte.Il crimine si è sempre dotato di una certa ironia nei suoi delitti,basti pensare che,nei campi di concentramento erano in voga esplicative vignette dove le vittime venivano derise per il divertimento di quella massa di delinquenti.Ebbene a proposito di Kounellis,qualcuno elogiava con grande entusiasmo quel cancello in Santa Croce a Gerusalemme,dove sono incastonati vetri colorati,definendolo bello e,originale,bella e originale opera di Kounellis.Mentre basta,sarebbe bastato vedere il cancello progettato nel 1961 da Clair Falkestein per la Guggenheim a Venezia e quello negli anni sessanta in costa smeralda (credo proprio per un piacentino) disegnato dall’architetto Jacques Couelle morto a 95 anni,amico di Picasso,cancelli tali e quali il nostro o loro Kounellis che oggi esibisce,esibisce banalmente l’università cattolica ,il violino con corde di filo spinato, come opera originale , altamente concettuale a cui credo,non occorre aggiungere altro, se non fosse per l’eco di marcette allegre di quegli assassini.
Primo Maggio.
Primo Maggio all’insegna del rock quello dei sindacati,canzoni canzonette,canzoncine per tutti,tutti quei giovani e meno giovani.Il sindacato mostra i “muscoli”,riunito o proclamando di volersi riunire in nome del nulla e di stipendi faraonici per piccoli dirigenti,dirigenti senza idee,sopra un palco-altare laico come tanti chierichetti per forza, davanti al “popolo” in festa.
Erba.
Da qualche parte ho visto foto di erba alta,erba che si vede rigogliosa crescere anche nelle campagne dove riesce , crescendo a nascondere anche i cartelli stradali lungo le strade asfaltate.Finalmente erba alta dopo le tante cassandre del clima e della desertificazione.Finalmente il verde riempie le campagne i canali con sottilissimi esili fili d’erba ,finalmente sboccia la natura prorompente e rigogliosa.Ma è vero!Cresce anche in città (purtroppo) cresce,risorge a dispetto degli uomini e delle loro falci.Taglialamo pure,tagliamola,ma lasciatecela godere,godere almeno per un poco,ancora un poco.
Al Baghdadi.
Ricomparso Al Baghdaidi,il califfo dello sconfitto Isis,sconfitta infatti questa nazione di integralisti ,questi si stanno spargendo come una metastasi per il mondo,indicando che il problema non è una “nazione” radicale,ma l’insegnamento che questa arcaica religione sprime,arcaica perché è rimasta tale e quale in certe zone dove la si pratica.Apparso dunque Al Baghdadi con una barba sfumata di rosso Tiziano,seduto e mi pare,ingrassato,nonostante le” diete” dimagranti che gli ha inflitto l’infedele occidente.
Commenti sospesi.
Siamo stati costretti a rimuovere ed imbrigliare tutti i commenti,troppi e ingestibili, non so nemmeno cosa possa passare comunque eccoci qua.C’è un frate a Piacenza che,davanti alla lunga fila di persone che desiderano confessarsi,forse stanco delle inutili e continue querimonie dei cultori di peccati dichiara a chiara voce davanti alla fila di fedeli:”solo peccati grossi,solo peccati grossi”.
Sistemi.
Difficile salvarsi dalle critiche immaginarie o vere,difficile riconoscere quelle vere da quelle false,d’altronde l’uomo è questa sua complessità,complessità vera o apparente che cresce,cresce con lui tutti i giorni,tutte le settimane e i mesi anni.In fondo si tratta di convivere con un sistema nervoso composto da diversi allarmi o specie di allarmi o finti allarmi,quando poi,il sistema di allarme non funziona si desidera averne uno doc,il migliore,il più efficiente,il meno ingombrante,sopratutto il più gratificante.
Erode.
Per quanti testi di storia che mi son letto e di quanti paludati autori antichi hanno parlato di storia credo che, Giuseppe Flavio sia l’unico che ha trattato dei sentimenti umani del potere e di ogni risvolto che comporta,anticipando sotto un certo profilo anche il Principe di Macchiavelli. Ma,sopratutto è la sua indagine e descrizione psicologica del mondo femminile che colpisce e di come Erode,quell’Erode che fa quasi da comparsa nei Vangeli,sia una figura gigantesca in Israele,figura piena di amore diplomazia pazzia e potere.
La mano di Anacleto.
Anacleto, si,si chiamava proprio Anacleto,nome strano per quei tempi certamente ereditato per diritto di famiglia dismesso da qualche morto.Anacleto mi strise la mano in quel freddo soleggiato mattino d’inverno,mentre al cimitero mi avviavo verso casa senza nessuna mestizia.La sua mano era fredda,fredda gelida ossuta ,e lui mi sorrideva,mi sorrideva come a volte i morti sorridono,di un sorriso improbabile nella bara.Forse senza volerlo per istinto lo capii,lo capii anche lui di quella sua mano ,anche lui che quella sua mano era gelida e la ritrasse,la ritrasse sempre sorridendo a denti stretti come si fosse raggelata improvvisamente tutta la bocca.Tutto finì li,lì,anche se il ricordo di quella mano si insinuò fissandosi nei pensieri d’ogni giorno e, se non fosse stato per lo stupore che,Anacleto,Anacleto venisse trovarono morto,morto stecchito qualche giorno dopo-colpa del cuore dicevano,il cuore aveva ceduto ed era morto,morto con quella mano fredda che strinsi come per dirmi quello che doveva accadere, tutto sarebbe stato dimenticato per sempre.Ne son passati di anni,tanti,tanti anni ma,questa mattina,mattinata fredda assolata, stesi la mano ad un conoscente,un conoscente che non mi da mai la mano mai,ma ,questa mattina ,invece ha teso la sua mano,come fece Anacleto,per cui mi son sentito in dovere di stringerla nel solito saluto che si fa con la mano,la sua era una calda e gradevole mano ,mentre la mia,la mia era gelida,fredda; mi sorpresi nel pensare alla mano di Anacleto di tanto tempo prima, mentre guardavo con stupore lo stupore di chi mi salutava.
Cleopatra.
Per avidità di denaro,o con la più piccola speranza di ottenerne,profanava templi e tombe di cui toglieva anche gli ornamenti come a qualsiasi luogo civile perpetrava profanandolo con indegnità,essendo Cleopatra ingiusta e viziosa.Antonio era legato a lei,legato,dominato dal desiderio quasi fosse sotto l’influsso di una qualche droga.Il ritratto di Cleopatra,il lungo ritratto che Giuseppe Flavio scrive per lei è davvero sconcertante e vero,direi in un certo senso senza veli,ritratto ben tratteggiato ricco di aspetti psicologici,tradimenti e lusinghe di una donna che ha segnato anche Roma.Questo autore deve essere stato poco seguito nel passato ma,se qualche autore avesse voluto attingere alla sua storia ne avrebbe trovato un vero universo di caratteri degni della commedia umana per il modo universale in cui li descrive assetati come sono di potere.
25 Aprile.
In questo 25 Aprile uggioso e malinconico dove qualcuno sente il peso triste dell’avvenimento,triste ripetitivo stanco litigioso ,tanto che sembra di vivere un qualsiasi Natale con il panettone,la Pasqua con la colomba e il 25 Aprile come a Natale con il panettone e a Pasqua la colomba il 25 aprile ,il 25 Aprile con i “partigiani”.