Nasrin Sotoudeth,33 anni e sei mesi di carcere e, per essere precisi ,condannata anche a 148 frustate a Teheran,insomma un bel modo di fare giustizia,un bel modo per una donna che lottava solo invocando diritti civili.Giustizia impenetrabile incompatibile incommentabile,arcaica e sopra le righe,tutte le righe quella che si pratica sotto il sole dei deserto.Giustizia di cui sarebbe giusto cominciare a liberarsi e liberare ma,come si vede e si può vedere chi cerca di farlo Nasrin Sotoudeth,anche solo per dei diritti civili si becca 33 anni e 6 mesi di carcere e, visto che a quei signori piacciono i numeri 148 frustate.
Chiese e sicurezza.
Oramai le chiese dovrebbe essere costrette a stipulare un assicurazione per i riti,le messe,i funerali e ,i matrimoni visto il crescende andazzo di farle saltare per aria,saltare per aria (solo) come ritorsione,giurano i buoni islamisti che si fanno anche piccoli filmini con tanto di cappuccio e capo che li fa giurare eterna vendetta contro gli infedeli.Specie di ku klux klan stile mussulmano dove si bruciano le croci dando la caccia ai cristiani rimasti,cristiani,ultimi cristiani che si trovano oramai in chiesa,chiese senza assicurazione né sicurezza,se non quella Divina.
Obama e la Clinton.
Chissà se Obama e la Clinton hanno davvero detto:gli adoratori di Pasqua- oppure come scrive qualche altro che dice quella traduzione sbagliata corregendola con:i fedeli che celebrano la Pasqua-e poi c’è anche il Papa che insiste nel definire Cristo migrante,quando lo sanno fino i sassi che Giuseppe e Maria erano tornati a casa per il censimento.Forse,forse son tutti strafalcioni dettati da giornalisti imbratta carte o forse no,tanto lo stato delle cose non cambia,basta saperle guardare dal lato giusto ,senza isterismi ,in fondo ognuno può dire quel che vuole.
25 Aprile.
Festeggiare oggi ,il venticinque aprile (giorno della liberazione) è come quando la camerata Bardi in Firenze agli inizi del cinquecento si mise a discutere se,la tragedia greca fosse cantata o recitata,loro la dissero cantata,nacque così l’opera lirica.Le cose che si trascinano nel tempo peccano sempre di fraintendimento con le loro origini e,spesso ne sono l’esatto contrario(vedi la tragedia greca).D’altronde oggi,vedere questi nuovi “resistenti” contro i loro nuovi avversari fanno impressione e qualche volta pena ,visto che non se la recitano più,ma se la cantano, sopratutto se la inventano.
Bernard-Henri Levy.
Mi son perso l’intervista a Bernard-Henri Levy dall’Annunziata,me la sono persa per modo di dire,Levy è un noto ammiratore del centralismo europeo che esalta addirittura l’imbalsamato Renzi ed il Macron,Macron tormentato dalle giubbe gialle tutti i sabati.Se ci fosse stato il vino in quell’intervista si sarebbe potuta tanquillamente definire:dialogo fra due bevitori all’osteria, visto il clima di frattellanza e condivisione allo specchio.Levy giura che Macron e Renzi saranno i vincitori d’Europa il resto verra mazziato senza pietà,ma aggiunge che il popolo (quel popolo che dovrebbe bastonare sé stesso),il popolo va ridimensionato visto quel che ha fatto in Germania,il popolo al tempi di Hitler, paragone fra Hitler e Salvini che è quanto di più paradossale un uomo possa sparare,paradossale e incommentabile,ma a Bernard-Heri piace così e dopo una spalmata a Battisti(il terrorista),una spalmata di “buona legge”,beve il bicchiere della staffa con la rotondetta Annunziata che brilla,brilla non si sa se di gioia o di euforica beatitudine ,alcolica.
Pasqua col botto.
Una Pasqua col botto non c’è che dire,le religioni continuano a dividere,confermando così’ un popolo di superstiziosi idolatri che, all’oscuro di una qualsiasi religione trattano le loro e le altre comunità in nome di un primitivismo animistico pre -religioso,dove superstizione magia e ingenua imbecillità prendono il posto al passo successivo,quello del rispetto e della tolleranza reciproca,tolleranza che un grezzo primitivismo pseudo religioso non conosce e non potrà mai conoscere.
Palermo:Buona Pasqua da Teresa.
Bona Pasqua a tutti quanti,
galantomini e farfanti,
figghie schiette e maritati,
parrineddi, re e surdati,
lunghi, curti e pacchiuneddi,
pu Signuri semu bbeddi.
Abbrazzamuni, cristiani,
e strincemuni li mani.
Un facemu fissarii
ca u Signuri nni talia!
TRADUZIONE:
Buona Pasqua a tutti quanti,
gentiluomini e ladri,
figlie zitelle e sposate,
padrini, re e soldati,
lunghi, corti e grossi,
per il Signore siamo belli.
Abbracciamoci, cristiani,
e stringiamoci le mani.
Non facciamo scherzetti
che il Signore ci guarda!
Campagna Teresa.
S.Agostino.
Mah!C’è di che scervellarsi,porsi mille domande ed essere infastiditi da mille propositi.Ad esempio,il gestore della chiesa di S.Agostino,dichiara che ha cominciato ad avere e chiedere la collaborazione,non solo della Ricci Oddi,Ricci Oddi,che tiene i quadri in un scantinato e fin qui tutto bene,ma chiede anche la collaborazione delle gallerie d’arte piacentine,le quali quasi sempre rappresentano interessi “nazionali” con prodotti che provengono da “fuori” e sono infastiditi(sic) dalla coccorrenza degli artisti locali che vendono (secondo loro),quando vendono ad un prezzo inferiore al loro.Questo (loro) atteggiamento sarebbe e sembrerebbe logico se non fosse che ,le gallerie cittadine,vendono gli artisti locali(quando li vendono) a minor prezzo di quello che vendono gli autori,così i conti si pareggiano in uno svilimento senza fine.Il commercio è il commercio e chi vende un prodotto lo vende come il migliore e il più famoso ,il prodotto locale,salvo qualche eccezione ne viene danneggiato o per usare un eufemismo ridimensionato,in nome di una semplice legge di mercato.A fronte di questa considerazione non sarebbe meglio per Sant’Agostino stabilire contatti con pittori locali viventi?Arrischiando magari, ma facendo cultura viva?Non sarebbe più proficuo per la città, ma non solo, realizzare rassegne di gente che respira e vive in questa città?Corredandola di tutti i mezzi pubblicitari che in genere le gallerie offrono ai loro prodotti ma devovolvendole ad un prodotto locale?Uscire dalle leggi mercantili e di mercato è una buona regola che si andata perdendo per la troppa autostima e voglia di stupire con cose che non suscitano più alcun stupore avendo rotto le palle con tutto il loro stupire.P.S.Non sono personalmente interessato,in nessun modo a questa proposta,grazie.
Non c’è il due senza il tre.
Dopo il disastro francese nella sua capitale con l’incendio di Notre Dames,dall’Arabia Saudita pare,si mormora, non sia stato fatto nulla per impedire l’invasione di milioni cavallette verso l’Iran ,proprio nulla,almeno questo affermano le autorità iraniane iniziando così una polemica contro l’Arabia Saudita per una piaga conosciuta fin dall’antico Egitto .C’è già chi le indica come un segno di Dio,o D-o che brucia le sue “profanate” chiese e infligge la carestia ai nemici di Isrele. Comunque non c’è il due senza il tre, anche in questo piagato mondo , staremo a vedere.
Ognuno ha il suo segreto.
Era oramai mattino tardi , mi aveva fatto vedere tutta la sua bella e grande tenuta verde,verde di alberi e campi,con imperatori romani di cemento allineati ai bordi fra i pioppi come numi del limite.in fondo tutte quelle brutte copie non stonavano nella ridondanza di verde e giallo,giallo paglierino sparso , immenso tappeto che fuggiva,fuggiva e si allungava infinito davanti, davanti agli occhi.No, non stonavano,il tempo aveva cosparso quelle auguste teste di una muffa scura che li faceva più vive,vive e vigili.Carletto venedomi dietro disse”:ed ora voglio dire,dire una confidenza,in confidenza,sempre se sei disposto ad ascoltarla -ed aperse la bocca mostrando il suo cavo buio quasi volesse tirare fuori da quel dentro , da quella carnosa profondità una preghiera,una supplica,un segreto,un segreto difficile soprtutto da pronunciare,una confidenza incomunicabile.Fu allora,proprio in quel momento che mi voltai girando le spalle alla sua bocca,quella bocca di cui avevo intravisto perfino la gola scura, desistetti e mi rigirai,mi girai di nuovo, fissandolo,sorprendendolo ora ,improvvisamente con due dita che gli cucivano la bocca,ora le cucivano le labbra, tenendole ben strette,strette, sotto due occhi,i suoi azzurri occhi, sbarrati.E quando,solo quando girai di nuovo a lui le spalle disse:”in Francia lo sanno,in Francia sanno tutto,tutto,tutto di quello che è successo a Parigi,a Parigi, ma i francesi sono furbi,furbi- e si tacque.Non risposi,non risposi nulla,continuai invece a camminare senza più girarmi,forse aveva ragione lui,forse no,forse,ma la cosa oramai non aveva alcuna importanza,proprio nessuna,nessunissima importanza.