Shanez Tabatabai.

Written By: bruno - Feb• 09•22

Nata a Teheran,in Persia ,Shanez Tabatabai figlia di un commerciante di tappeti e da una madre che lavorava al museo della città,sposata oggi,la Shanez con un Italiano si chiama Adami.La Shanez ha dipinto;più che dipinto,elaborato il suo lavoro per l’anima (che era poi il tema che si era dato come titolo in occasione di una mostra) e,fra le tante anime dipinte,rappresentate ed esposte ,la sua: il suo lavoro ,di quel lavoro se ne conobbe un piccolo antefatto ,che fu di quando la Shanez disse che doveva fare un dipinto sull’anima,per cui anche i bmbini di casa sua chiesero di intervenire su quella tavola con la loro anima;o perlomeno con il concetto che ne avevano, disegnandovi sopra un bel paio di cuori a pastello dai tenui colori.La Shanez di suo ci mise-a proposito d’Anima- d’impeto una figura,come un ombra bianca di profilo e,sulla testa voleva fare un uccello.Invece la Shanez si fermò li,esitò li,li,proprio li,li su quell’ombra bianca;difana,incorporea,sfaldata,sfrangiata: come se il vento si portasse via la figura tutta,e,con la figura svanisse anche il biancore di quel profilo.Ma, in quell’algida massa era e stava ,brillava di luce scura,fermo e buio un occhio,un solo cupo occhio,un occhio solo, a matita,come graffiato con ira che fissava,intento scrutava,guardava un punto,un punto lontano,intento ad altro,anche lui altro,indifferente ad altri,indifferente anche al vento,indifferente al vento che lo spogliva,indifferente anche allo spettatore che si fosse per caso,per caso fermato davanti a quell’immagine senza confine e senza bordi,proprio come un anima doveva o poteva essere e fissare,fissare l’infinito.La Shanez però,di questo;di solo questa dipinta sua anima e,sopra i cuori teneri dei fanciulli e,sopra l’ immagine sfaldata dall’occhio fisso e scuro scrisse;copiò Rumi:Rumi dai versi subblimi ,dove il poeta descriveva la sabbia come il corpo che volando via disvela,scopre, finalmente a tutti e a tutto l’anima,la sua nuda anima.

C’era una volta.

Written By: bruno - Feb• 09•22

_ Tempo fa, al tempo di c’era una volta quasi, circolava la seguente storiella : A fine settimana un operaio usciva dalla fabbrica con una carriola. Il guardiano insospettito ogni settimana ispezionava la carriola sperando di scoprire cosa di fraudolento vi si nascondesse senza mai scoprire alcunché. Pensionati entrambi ” Adesso puoi dirmelo – disse l’ex guardiano all’ex lavoratore- ma cosa portavi via ogni settimana dentro alla carriola ” . ” Niente – rispose. era una carriola a settimana che portavo via per venderle “- Bella metafora sempre valida, anche oggi. Lascio a voi attualizzarla!

Paola Mars.

Tempo & storia.

Written By: bruno - Feb• 08•22

Credo sia da riflettere;ci sia di che riflettere quando si legge che al tempo del rinascimento Baldesar Castiglione nel libro del cortegiano scriveva:”io aveva vent’anni,che ancor dormiva con mia madre e mie sorelle,nè seppi ivi a gran tempo che cosa fossero donne;ed or i fanciulli non hanno appena asciutto (dall’acqua del battesimo) il capo,che sanno più malizie che i quei tempi non sapeano uomini fatti”.Mha!Tempo e storia:il primo non esiste e la storia è solo cronaca.

Fazio & il Papa.

Written By: bruno - Feb• 07•22

Visto Fazio e Papa Francesco alla tv,un Papa umano ,molto umano, troppo umano :quando è forte il desiderio del trascendende in questa società con le gomme a terra ,passe;senza resurrezione e senza riscatto.Fazio,dal viso rubicondo che sprizza salute fin dai pori dilatati e rosa della pelle,mostra che il denaro che si cucca da mamma rai lo mette al servizio anche della sua salute,tondeggiante,come una medusa nell’acqua si muove circospetto da curato nell’ovvio e, per i gusti del pubblico che accendono la sua trasmissione.Quelli che hanno guardato il Papa ieri da Fazio,generalmente son quelli che non ascoltano il suo Angelus la domenica,mentre quelli che ascoltano il suo Angelus si dimezzano alla vista di Fazio,penso che le cose stiano così e non so dire se sia cosa buona e giusta;d’altronde non mi compete.Un passo difficile per il laico benestate curato di rai tre sarebbe stato quello di convincere Benedetto sedicesimo ,nelle vesti di Papa emerito alla sua trasmissione per dire la sua e,forse ,con Ratzinger ,le cose si sarebbero equilibrate con quelli dell’Angelus la domenica in San Pietro per la gioia di quelli che non guardano-come me-Fazio.

Applausi.

Written By: bruno - Feb• 06•22

Il senso di colpa di quegli onorevoli-le ,che hanno appalaudito per ben 55,ripeto 55 volte Mattarella rappresentavano,era ed è la rappresentazione plastica e l’approvazione plateale alla propria incapacità e inettitudine di decidere e che, puntualmente, anche il festival di San Remo,con il suo ernioso avento TV ha celebrato e risposto come in un eco ricco di festosi applausi.Questi episodi sono e rimangono il frastuono:rimbombate frastuono del vuoto di sè,un vero e proprio applauso verso la propria incapacità critica che si assolve e si dissolve finalmente in un banale liberatorio applauso rivolto con e,solo verso le proprie capaci autocelebranti schioppettanti battenti mani.Il primo infatti;quello formato da innumerevoli ridenti onorevoli,con quel battimano, usano così schiaffeggiare , anche sonoramente i propri elettori, il secondo, invece; quello di San Remo, è una fiorente spinta-si spera-a quell’industria che fatica e si nutre di onorevoli fatiche ,grazie anche ,e per mezzo, di mani plaudenti.

Ricordo San Remo.

Written By: bruno - Feb• 05•22

Ho sotto gli occhi quello che i cantanti facevano un paio di secoli fa:ingoiavano ogni mattina un uovo crudo per schiarirsi la voce e ,a proprosito del tenore, si diceva che doveva sempre avere una voce tenera e piacevole,il baritono un organo simpatico e ben timbrato,il basso una possente emissione,poi è venuto San Remo e tutte queste cose si son buttate nel cesso.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Feb• 05•22

Il 21enne Albert Jackson Tirrell, sposato e con due figli, nel 1845 conosce la ventenne Maria Bickford, una prostituta di Boston di cui si invaghisce. Lascia la famiglia e va a vivere con la nuova compagna, ma la ragazza non abbandona la sua professione. La sera del 27 ottobre del 1845, Maria si trovava nel bordello dove lavorava, quando un incendio divampa nel locale svegliando il proprietario, che rinviene il cadavere della ragazza, con la gola tagliata con una brutalità inaudita, al punto che la testa era quasi del tutto recisa dal collo. L’arma del delitto, un rasoio, era ancora lì, sulla scena del crimine.
Vengono rinvenuti anche alcuni pezzi dei vestiti di Albert nella stanza della ragazza, Parte la caccia all’uomo. Gli investigatori riescono ad arrestarlo il 6 dicembre a New Orleans. La famiglia Tirrell ingaggia uno dei più stimati avvocati della città, Rufus Choate, famoso per le sue innovative strategie difensive.
In un clima di tensione per quell’evento passato alla storia come “La tragedia di Boston”, le prove contro Albert sono schiaccianti, ma questi continua a professarsi innocente. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Albert non voleva che la compagna continuasse a prostituirsi, perciò, dopo che la vittima ebbe congedato il suo ultimo cliente, entrò nel bordello, la uccise e appiccò un incendio doloso per coprire il misfatto. Choate non fu d’accordo e ribatté facendo notare alla giuria che non c’era alcun testimone oculare dell’omicidio; pertanto, le prove erano circostanziali.
Viene formulata l’ ipotesi del sonnambulismo, quindi, se davvero era stato Albert, si trattava di un omicidio in stato di trance. Nella prima metà del XIX secolo gli studi sul sonnambulismo erano ancora acerbi, ma Choate riuscì ugualmente a dimostrare che Albert aveva alle spalle già diversi episodi di sonnambulismo, talvolta, sfociati in piccole aggressioni ai danni dei familiari.
A sostegno della tesi chiamò a testimoniare i parenti dell’imputato. Attraverso le loro parole la giuria fu messa di fronte all’evidenza che Albert aveva commesso l’omicidio mentre non era cosciente. Il verdetto di non colpevolezza fu emesso il 30 marzo del 1846.

Kella Tribi

No,non l’ho visto.

Written By: bruno - Feb• 04•22

No,non ho visto San Remo,lo vedevo da piccolo e, non ho nemmeno seguito il corteo,ostentatamente ufficiale del passato presidente della repubblica che oggi è ritornato ostentatamente a quel posto;qualcuno,in vena d’umorismo invoca anche un terzo mandato per il passato ed il presente Presidente ma ,per fare questo, ci vorrebbe un patto con il diavolo che quello degli spiritati onorevoli non basterebbe.Tutto questo sia detto per noia piuttosto che per un atteggiamento snobbistico o rancoroso:d’altronde non siam forse nella società del copia e incolla che piace tanto alla nostra cultura “artistica”?Copia e incolla qui,copia e incolla la,copia e incolla oggi,copia e incolla domani tutto si fa più facile:quel che è stato fatto una volta basta ripeterlo,ripeterlo,dico;fotocopiarlo e, l’esercizio ripetuto si sa -con il tempo- ti fa più agile:come si fa ,di solito,con il corpo del paraplegico.

Morta la Vitti.

Written By: bruno - Feb• 03•22

E’ morta Monica Vitti,che poi come al solito si chiamava con un altro nome;figlia di una bolognese e di un romano,brava,divertente,accattivante;il fatto è che questa, la Monica ,insieme alla Carrà a Frizzi e ultimamente anche a quello che ci ha fatto la cronaca dell’uomo sulla luna, morto anche lui a novanta e più anni,con qualche calciatorte ,presentatore,e ancora un infinità di protagonisti e bella brigata si mandano tutti in cielo:tutti,tutti in cielo;ma se così è, e così fosse, che cazzo di cielo è.

Beauty.

Written By: bruno - Feb• 02•22

“Beauty/ he not caused / It is/ Chase it not, and it abides ” . ( E.Dickinson da poesia del 1862) – La bellezza non ha causa;/ esiste/ Inseguila e sparisce./ Non inseguirla e rimane ( traduzione di M. Guidacci -1979- BUR)- Donne donne, ma anche uomini, quanta paura abbiamo di non essere belli, piacevoli ! E d’altra parte è la nostra stessa società che lo impone secondo criteri variati nel tempo e allora via via a inseguire spasmodicamente il canone di bellezza nella contingenza di ogni tratto della nostra vita. Giusto? sbagliato? Umano. Ma Emily ci fa pensare

Paola Mars.