Strologare.
Aretino.
Dio ci copula.
ci copula.
Pippo.
Oroscopari.
Siamo alle solite,le solite sulle previsioni-da orascopo- sull’incontro Putin,Trump da quel che si vede in tv,niente di nuovo,solo oroscopi di chi dice e afferma ,giura di conoscere il moto delle stelle e dei pianeti,come masticasse politica in foglio.Scrivere ,scriverne è perfin noioso,se non fosse per il bobardamento di bassa letteratura che si vede spresso sui gornali,tv:etc etc.Nessuno più ,o molti:pare credono più agli oroscopi,ma agli “oroscopari” informativi si presta ancora l’orecchio.
Largo ai giovani.
La vita Siamo partiti da una vita di 930 anni di Adamo, 969 Matusalemme; già Abramo era sceso a 175 anni, in seguito troviamo Egizi attestati sui 25 anni (ma i Faraoni arrivano circa ai cento), Greci, Romani non molto discosti . Poi si aumenta fino al primo novecento a circa 45/ 50 anni e oggi? Leggo 83,01 a. per gli uomini e 84,01 a. per le donne ma sempre più numerosi sono gli ultracentenari. L’Italia si pone come tra i paesi più longevi.( Quinto posto) .E qui cominciano i:” Eh no non si deve! Dagli all’ottantenne: osa essere ancora al mondo e giù i necrofori: “Non abbiamo soldi ,sono un peso per la società ” sbraitano ma spendono miliardi con cappio al collo per armi che sperano di non usare. “Levano il posto ai giovani!” E allora perché c’è il ricattino della serie” vai pure in pensione ma se ci vai prima dei settanta anni la pensione cala. Insomma gli ottantenni non devono contare, zitti e a cuccia anzi …meglio morti ? così anche la spesa sanitaria andrebbe meglio! Aprire una bella finestra di Overton sull’ottantenne: per la società dovrà essere rincoglionito, ammalatissimo ,pericoloso socialmente, via la guida se possibile, incidere sul suo morale, fargli desiderare la fine vita ma ehm meglio prima un qualche lascito a qualche società molto, ma molto umanitaria così il suo nome sarà eternamente ricordato ? ahhahha !Rispetto al nostro capostipite Adamo o a Noè ( 950 a.)gli ottantenni sono fanciulli! Largo ai giovani
Paola Mars.
Putin Trump.
L’incontro Putin Trump:una ridda di commenti:ognuno dice la sua,e c’è di tutto,proprio di tutto e per tutti.Per maliziosi e sfrontati indovini, pare di sentire una delle tante trasmissioni sul lotto,dove qulcuno o,qualcuna, ti da la cinquina vincente,vincente se non ora nei prossimi giorni.
Le perle nere di Kella.
Francesca Chiodi fu uccisa a 27 anni il 13 gennaio 1911 al Lido d’Albaro di Genova. A toglierle la vita fu un giovane di 26 anni, Fermin Carrera, che poco dopo si suicidò.
Nata a L’Aquila il 28 gennaio 1883 da una coppia di operai, Francesca Chiodi in adolescenza lavorava come stiratrice e donna di servizio per famiglie facoltose, ma nel tentativo di inseguire un destino migliore, a soli 16 anni, lasciò la città per trasferirsi a Roma. Nel capoluogo laziale mosse i primi passi nei”café-chantant”, e cabaret come “sciantosa” e “canzonettista”.
Hermann Fazio, allora direttore del Teatro Trianon di Milano, disse di lei in un’intervista al Corriere della Sera: “In tutti i teatri di varietà in cui si presentava, riportava grande successo per la sua bellezza. Incominciò la sua carriera artistica nel 1902 debuttando al Salone Margherita, a Napoli prima, a Roma dopo”. Si esibì pure oltralpe e la sua fama colpì persino Gabriele D’Annunzio che ne tesse pubblicamente le lodi.
Hermann Fazio raccontò anche della sua ricchezza: “in otto anni era riuscita ad accumulare una ingente fortuna”. “Famosa ella era pure per la sua raccolta di gioielli, veramente splendidi… Aveva pure due solitari,veramente più che belli, rari”.
Francesca Chiodi in quegli anni aveva anche provato a tornare a L’Aquila, investendo con i fratelli nella società di mobilità urbana “Chiodi & Capranica” ma la giovane donna, però, non rimase molto nella sua città natale, probabilmente per le maldicenze ed il chiacchiericcio sulla sua professione.
Si trasferì così a Genova. Lì cominciò a lavorare ed esibirsi all’hotel Bristol Palace, dove intraprese anche una relazione con il proprietario, il commendator Monteverde. All’apice della sua carriera, nove anni dopo il debutto, trovò purtroppo la morte. Uno studente argentino, Fermin Carrera, originario di Buenos Aires, si invaghì di lei. Nelle ultime settimane di vita, fu oggetto di un corteggiamento ossessivo da parte del giovane, che venne più volte respinto.
Nel pomeriggio del 13 gennaio 1911, al Lido d’Albaro Francesca Chiodi e lo studente ventiseienne si ritrovarono nuovamente a discutere. Forse per l’ennesimo approccio respinto, Carrera estrasse dalla sua tasca una rivoltella ed esplose tre colpi contro di lei. La uccise, quindici giorni prima del suo ventottesimo compleanno. Passarono pochi istanti, l’assassino si allontanò di qualche passo ed utilizzò la stessa arma da fuoco per colpirsi al torace sinistro.
Vittima di discriminazione di genere e giudizi morali a causa della sua fulminea carriera, Francesca Chiodi divenne, suo malgrado, un simbolo di libertà ed emancipazione femminile
Kella Tribi
“Pace”.
Siamo in ristrettezze di opinioni,il confltto o,meglio i conflitti Ucraina e Isrele Hamas vanno verso una discussione,se ,discussione significa ancora ammazzare della gente.Tutti mostrano e fanno la faccia feroce e non solo la faccia,personalmente credo poco in una probabile pace,troppi interssi sono i veri protagonisti di questa improbabile”pace”.
Tutti al Lete.
Credo che,la maggioranza delle persone possegga radio e televisore,non tutti internet e,ad ogni radio e,o televisore ci ammanniscono la minestra del giorno:sorta di brodaglia da sorseggiare per qualche ora,qualche ora passata ora ad indignarsi,ora a farsi più attenti,con il succo,questo succo di Lete,dove-immersi- si dimentica tutto facendoci personaggi del narrato che poi di narrazione si tratta,narrazione ,spesso solo opinione,e ,spesso opinione senza il costrutto di una qualche reltà,o,perlomeno-alla meglio- una fissazione su quella o di una qualche “verità”,di cui i giornalisti-e, ne fanno mestiere.