Mi sbaglierò,mi sbaglierò ma l’Italia e,sopratutto gli italiani hanno già deciso,a proposito del referendum sul si o no,o sul no o si:giratela come volete . Gli italiani hanno già deciso da tempo cosa e votare ma questi,i partiti, piace spararsi addosso-qualche volta,per non scrivere sempre sputarsi addosso-lo fanno per mestiere e,che vinca il si o il no qualcuno di loro,quelli dei partiti dico, potrebbe e o,vorrebbe mettere il cappello sui risultati,anche se i giochi,i giochi sono già fatti,per non dire strafatti.
Khamenei.
C’era ,è apparso sulla telivisione in Iran un funzionario che piangeva,piangeva disperato a dirotto,a dirotto per la morte di Khamenei,piangeva e piangeva disperato;piangeva suscitando un insalata di commenti che,come al solito in internet ne hanno detto,o condito di tutti i colori,tutti,proprio tutti .La cosa , riferita ad un morto dovreebbe suscitare almeno rispetto,e,anche quell’uomo che annunciava la morte avvcenuta di Khamenei non si capiva bene-intendetemi-sia detto senza alcuna malizia,non si capiva se quello che annunciava la morte di Khamenei, piangesse,piangesse di gioia,o forse,forse anche di dolore:e,forse,forse sarebbe stato davvero meglio :molto meglio con quell’annuncio non piangere,non piangere per niente.
Convivenza.
Grosso problema,grande agitazione mette Israele che bombarda l’Iran e,pare,lo farà per ben quattro giorni.E’ inutile,a questo punto chiedersi o,indignarsi parteggiando per questo o per quello.Il problema per quella zona è anche la semplice convivenza,la semplce accettazione,il rispetto insomma che in nome e per nome di un odio antico da parte dell’Iran non trova sbocco,nè soluzione.Due mondi contrapposti e in conflitto,un conflitto che l’Iran vorrebbe risolvere ,a suo modo, con l’atomica su Israele.
Le perle nere di Kella.
Barbara Cicioni, 33 anni, una moglie, una madre, una donna incinta all’ottavo mese di gravidanza, venne ritrovata morta sul pavimento della camera da letto, uccisa. Il delitto si consumò la sera del 24 maggio 2007, in una villetta di Compignano, in provincia di Perugia.
In un primo momento si ipotizzò una rapina finita male, perché sarebbe stata aperta e svuotata la cassaforte in casa, contenente 1500 euro, e forzata una portafinestra. Già due mesi prima la famiglia era stata derubata ed i ladri erano entrati dalla stessa portafinestra. Ma qualcosa non quadrava. I figli della coppia, di 4 e 8 anni, dormivano nelle loro camerette e non si erano svegliati, nonostante la casa fosse a soqquadro. Inoltre il cane non aveva abbaiato e rimasero alcuni oggetti di valore.
Ma lui, il marito dove era? Roberto Spaccino, 37 anni, dichiarò di essere tornato a casa, da una delle lavanderie che gestiva, verso l’una di notte. Trovò la moglie riversa sul pavimento con ecchimosi sul volto e una ferita alla testa. Avvisò quindi il fratello, che a sua volta telefonò al 118.
I Ris analizzarono la scena del crimine in attesa dei risultati dell’autopsia che, successivamente, stabilì il decesso della vittima per una “insufficienza cardio-respiratoria alla cui produzione avevano concorso numerosi meccanismi traumatici che, allo stato, non evidenziavano l’uso di armi proprie e improprie”.
Pochi giorni dopo, la svolta. Venne arrestato il marito. Gli accertamenti avevano portato altre conferme, non solo per il modo in cui Barbara Cicioni fu uccisa, ma soprattutto perché dall’esame autoptico u rivelato che la donna era morta ben prima della mezzanotte. Inoltre, i Ris avevano poi scoperto delle macchie di sangue su un furgone usato dalla famiglia e, soprattutto, non erano riusciti a trovare tracce di estranei nella casa.
Nel gennaio del 2009, Spaccino testimoniò in aula alla Corte d’Assise di Perugia. L’imputato raccontò che, la sera del 24 maggio 2007, lui aveva rifilato “due schiaffetti” alla moglie, “talmente leggeri che però non potevano averle fatto male”
Sempre in aula, il padre di Barbara Cicioni confermò i maltrattamenti in famiglia. La figlia gli aveva confidato: “Bastava un granello di polvere in casa per far scoppiare una discussione”. Le minacce, il ricorso alle mani, gli insulti erano una pratica che si ripeteva spesso da parte di Spaccino
Due anni dopo il delitto, il 16 maggio 2009, Roberto Spaccino fu condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Perugia. I giudici accolsero le richieste della pubblica accusa
Kella Tribi
Parliamone.
Ma si!Si,parliamo di sesso,della Klinton e l’infame che si è suicidato,parliamo,parliamone.Finalmente,parliamone
che è molto,molto più motruoso e interessante di quelle guerre,e di tutti quei morti,morti che sfuggono,o sfiorano le cronche ,parliamo,parliamo della Clinton e compagnia bella che sono il meglio,il meglio di cronaca,della cronaca,nell’era bella,bella,ricca di festini e di antichi divertimenti proibiti.
Ma si!
Ma sì, parliamo di Sanremo. Avevo smesso negli anni di seguirlo perché mi stufava : grande pompa magna per contenuti mediocri che bastava una stagione per sfilacciarsi al vento. Quest’ anno me ne stavo perfino dimenticando poi aprendo la tele mi ha sorpreso l’ essenzialità dell’ apparato, senza giochi di luci mega galattiche, quasi da festival postbellico ma è proprio quello che mi ha trattenuto più del solito, volevo capire. Ma sì, via inutili “smargiassate”. Ma sì, c’erano normali esseri umani, non umani travestiti da robot. Sanremo? MA SÌ.
Paola Mars-
San Remo.
Bhe!La tromba di San Remo è partita,partita come al solito a pieno regime,con tanta,tanta autoreferenza,e tanta pubblicità sui telegiornali nazionali,nazionali e non ,da cui a volte si aspettano solo notizie,notizie più o meno farlocche ma che sembrano sempre notizie.Con i suoi 500-seicento mila di euro che ingrassano e colano da quella trasmissione a cascata di guadagni vale la pena di prenderlo,berlo,narcotizzarsi far baldoria,fra tante “celebrità”.
Referendum.
Questo poliziotto che ha sparato allo spacciatore ha dato ossigeno a quella sinistra di cui non si capiscono le alternative,sopratutto si generalizza a piacere.Si sente,si sente che certa stampa non ha ragione nel trattare l’argomento spacciatore come un caso generale di un preteso “stato di polizia”,stato di polizia che c’è sempre,da sempre stato ed ognuno si sente minacciato anche dal selplice obbligo di servizio e bisogno di sicurezza.La divisa si sfuma nell’autorità ed ogno è libero di intrepretare o vivere l’autorità a suo modo,secondo la propria storia.I risultati sul referendum si vedranno presto,presto frappoco e,i risultati,o risultati saranno sorprendenti insperati,sopratutto per qualcuno,deludenti.
Ciliegina.
Se c’era o,mancava la ciliegina sulla torta del no eccovi seviti,il poliziotto -pare-corrotto che spara allo spacciatore,un aiuto improvviso per quelli del no,quelli che vanno bene le cose così come sono e stanno,senza dimenticare che la polizia,la polizia non è il poliziotto inquisito e che le cose,le cose non vanno assolutamente bene di come vanno:ma,sopratutto di come,le cose,le cose dico, sono sempre andate.
Un giocattolo vicino al morto.
Il poliziotto spara contro uno che ha una pistola a salve e l’uccide:non credere mai niente di quello che ti dicono e la metà di quello che vedi.Il poliziotto invece,si dice , era uno che chiedeva il pizzo per lasciare libero lo spacciatore di spacciare appunto in cambio di soldi e droga.Una realtà completamente diversa dal primo raccontato:molto diversa che,se è vera questa invece di quella storia cambia completamente le carte in tavola,però,però la morale:se cè una morale è e rimane sempre la stessa ,riferendosi al primo caso:mai puntare una pistola a salve verso uno che ha la pistola vera e,questo,questo se è vera l’ultima versione sul poliziotto,quello con la pistola vera doveva saperlo,o forse gli era più semplicemente comodo, mettere un giocottolo vicino al morto.