Questa storia del pugno di ferro di Trump fuori casa a qualcuno suona già come una dichiarazione di guerra mondiale ma non è così.Il terrorismo ha bisogno del pugno di ferro, un pugno di ferro che non è mai stato usato fino ad ora,per non parlare del guanto di velluto di Obama.Che un ordigno o una serie di ordigni minacciosi, potessero essere usati come deterrente definitivo risultava logico,anzi era ed è una opzione auspicabile.Il terrorismo,anche quello coreano si configge con la minaccia e con la dissuasione muscolosa.E’ un operazione militare,niente di riprovevole perché il terrorismo deve essere sconfitto una volta per tutte, e non mi si venga a raccontare la favoletta della diplomazia o della risoluzione diplomatica.Il terrorismo va sconfitto definitivamente con la forza ,la forza è l’unica misura che questa universale piaga riconosce pratica e teme, quindi va sconfitto,sconfitto nei luoghi dove si annida,nei luoghi dove vive da troppo tempo ,se conoscete,se si conosce, una soluzione migliore la si metta in campo ma sopratutto la si metta in pratica.Questi punti fermi erano opinabili nella politica di Trump che vuole un America first,ma come dice lui,first anche fuori casa.Che poi, tutti questi mascalzoni ce li troviamo e troveremo a casa nostra, essendo affondata la loro nave è un altro paio di maniche,ma, per il momento,per il momento un problema alla volta, ed un problema come il terrorismo oggi, basta e avanza.
Il Tartaglia 1502.
Nelle storie di Piacenza del 1502 c’è la narrazione di fatti concernenti la stregoneria nella nostra città in cui, l’inquisizione condanna fra altri (che tratterò in altro luogo),c’è un condannato ad essere arso vivo assieme ad una donna nella Piazza della Cattedrale.L’uomo aveva ottantadue anni ed era detto Tartaglia, fu condannato perché cominciò fin da quando aveva diciotto anni ad andare “alla scuola di Diana Erodiana” e fabbricare l’albero di Diana o albero filosofico, che è poi una specie di colata in una soluzione di nitrato d’argento riproducente una vegetazione metallica.In cosa consistesse questa vegetazione metallica il notista storico non sapeva rispondere.L’albero di Diana,in ambito chimico è un albero particolare composto d’argento o specie di vegetazione chimica.Il nome di questo come altri alberi riguarda l’uso alchemico di associare metalli alle varie divinità pagane o ai pianeti,l’argento-Diana,Giove- stagno,Marte-ferro,Saturno-piombo,invece l’albero del sole l’oro,Venere il rame.Questo a significare secondo alcuni filosofi la vita insita anche nel regno minerale.Per confezionare l’albero di Diana, secondo Nicolas Làmery,1645-1715 occorrevano quaranta giorni ,un altro metodo in cui si descrive lo stesso processo in un quarto d’ora era descritto invece da Wilhelm Homberg,1652-1715.Ma forse, l’accusa oscuramente grave fatta al Tartaglia,accusa per noi oggi completamente incomprensibile, doveva avere radici ben più antiche e radicate se, Charles Leland nel “vangelo delle streghe” scrive che Diana è adorata come strega dei poveri e degli oppressi o perseguitati dalla chiesa cattolica.
L’opportunismo ha i suoi vantaggi.
A proposito di opportunismo,sputare con il favore di tutti è come sputare con un vento favorevole,nessuna difficoltà, una vera pacchia ma , sputare controvento senza il consenso di tutti , è davvero difficile,difficile molto difficile,spesso e quasi sempre, controproducente.
Cassimatis.
Marika Cassimatis vince la causa contro i cinquestelle (Grillo) ,la Cassimatis esulta e ci si domanda con quale simbolo si presenterà come candidata lei giura che userà il simbolo cinquestelle ma è ovvio, si presenterà invece con il simbolo e il partito del tribunale.
Video mapping.
Il quotidiano locale Libertà, per bocca mi pare del suo direttore torna ad elogiare il video mapping di Gionata Xerra come unico possibile avvenimento da farsi in Piazza Cavalli,insistendo su concetto di “vuoto” che la Piazza si porta come incollata nelle spaiate pietre, anche se vuota non è, anzi,ma lasciamo perdere.Per entrare subito in argomento occorre dire che, il video mapping in questione è costato se ricordo bene alla Fondazione e,mi pare all’Iren ben trentamilaeuro,trentamilaeuro (divisi in due,penso quindici a testa)trentamilaeuro per sette minuti abbondanti ,fanno tremilasetttecentocinquanta euro al minuto,se fossero otto minuti, dico tremilasettecentocinquantaeuro al minuto.Mica male per un video mapping finito chissà dove,occorre aggiungere che in quel video ,che se volete potete continuare a chiamarlo anche mapping,era documentato con altro materiale ,il lavoro del padre dell’autore ma non solo,risultava in bella vista e proiettato anche il lavoro di un componente della Fondazione che, per tutte queste ragioni e per prudenza sarebbe stato saggio non far partecipare alcuno coinvolto come famiglia e come committente .E ancora per prudenza, sarebbe stato meglio molto meglio non sventolarlo ai quattro venti quale opera originale (in effetti insignificante) mettendola addirittura in prima pagina sul quotidiano piacentino,perchè in fondo in fondo ,l’autore parlava anche di suo padre e di un committente della Fondazione.Ma l’Italia,meglio, i piacentini,i piacentini di una certa società o associazione (non ricordo più quale) si son prestati con ostentato orgoglio e sentiti in dovere di premiare pubblicamente un opera (il video) che ci ha lasciato come ci ha trovato,interdetti ,un opera che, se proprio si vuol vedere o rivedere,sempre che uno lo desideri, occorre frugare in chissà quale sito internet o in quale cassetto per trovarsi poi davanti una folta selva di video mapping di molti troppi autori .Un esercito insomma di video ad uso e consumo di ignari cittadini,video finanziati (questo trentamilaeuro) da Fondazioni ed enti pubblici come nel nostro bel paese da sempre docet,video usa e getta, dimenticati come mai visti ,se non inguardabili.
Piazza Cavalli.
In Piazza Cavalli a Piacenza han fatto due giorni di inenarrabili porcate tanto che se uno avesse avuto voglia o talento avrebbe potuto anche segare una gamba di bronzo al Cavallo equestre del Mochi che, nessuno, proprio nessuno avrebbe voluto o potuto eccepire qualcosa:e che cazzo!La Piazza è di tutti!E ci han proprio dato dentro di brutto ,come fanno tutti gli ignoranti alle feste di paese.Ora,attraverso un comunicato che i gaudenti( pare sappiano scrivere) non so se leggere, ma scribacchiare,ma scribacchiare sanno,anche perché sanno quello che scrivono descrivendo il loro gran divertimento, la loro gioia e ,l’infinito gaudio per la gran festa in Piazza,festa di giochi scherzi lazzi con tutto quello che una compagnia del genere sapeva e poteva fare.Fare ma sopratutto immaginare,mettere in pratica per godimento proprio immediato,godimento sollievo esibito ostentato, tanto che si son sentiti anche in dovere di scrivere un piccolo delizioso finale,vero pseudo proclama dove ,augurando le solite peste e corna a gufi vecchi e nuovi che, per due miserabili giorni,giorni di bisogni propri soddisfatti si erano inutilmente alterati,inutilmente indignati per cui e in fine,dopo la pulizia generale del loro fisico e materiale godimento,nel lasciare la Piazza, avrebbero e hanno augurato ai vecchi spiumati uccelli da voliera, di poter finalmente ritornare a sbirciare non le stelle ,come s’usava una tempo dire in Dante,no ,non le stelle, ma le palle, signore e signori,si cari lettori,a rimirare i coglioni di bronzo dei Cavalli equestri del povero Mochi.Prosit!
Peccare.
Colpisce la calma in cui si muovono questi pazzi di Allah,anche se Allah speriamo, conti poco o nulla in quel che fanno questi pazzi.Comunque colpisce la calma generale,in Medio Oriente e qulche volta anche da noi, sgozzano sparano bombardano bruciano i cristiani e qui si celebra la Pasqua nella gioia,nella gioia,anche se aggiungono,i savi concittadini, con un ombra di dolore.E’ anche vero,ed è vero che,per chi crede ,il martirio come per i mussulmani porta dritto in paradiso ,ma questa linea diretta con il paradiso mi dice che qualche cosa non torna e non torna se, per andare in paradiso,devo farmi ammazzare per forza ,in questo caso da un mussulmano per rendere piena la sua e la mia fede.Che ammazzino pure sembrano dire i nostri serafici concittadini che ammazzino pure,questa è l’ora del martirio,ma che vadano un poco a morì ammazzati loro mi vien da dire,da dire per dire,così tanto per esprimere un peccaminoso “concetto” ad alta voce,un pensiero che forse turba i nostri serafici concittadini,vorrà dire che il mio,il mio è un peccato intenzionale senza linea diretta per il Paradiso.
Prodi.
In mezz’ora,quella trasmissione dove una giornalista non riesce a pronunciare la T,parlando come un fumetto parlava quando faceva parlare un africano.In mezz’ora ha parlato (anche Prodi) non come un fumetto no, ma come un assennata mortadella .Prodi con un discorso prudente ha parlato pieno di senno in un mondo senza senno dove il solo Prodi trova la chiave per vedere qualche cosa di assennato,molto probabilmente in virtù di una deformata lente e con il tono del pastore di gregge ha bofonchiato papale papale circa il sottomettersi, perché almeno qualcuno accudisca il gregge.Anche se poco dopo aggiunge un proverbio calabrese (dice lui):chi pecora si fa il lupo la mangia.Molto probabilmente confondo confuso qualche piano del discorso o traviso il prodiano soporifero dialetto.A voi sbrogliare la matassa,forse chi l’ha ascoltato se l’ha ascoltato ha capito,attendo delucidazioni,una cosa è certa, Prodi insegna in Cina,così ha detto la giornalista senza T che parla come un africano,si vede che in Cina i pastori sono di moda.
Feste con il botto.
Dovremo abituarci alle feste con il botto,un botto terroristico a Pasqua e uno a Natale,dovremo farci l’abitudine infatti c’è chi assente e chi dissente con il botto .Tutti questi islamici che ci troviamo in casa provano un indignato sussulto religioso al pensiero di tanti cristiani circolanti gomito a gomito con la loro santa irritazione.Irritazione con il botto appunto,una gran festa di botti sparsi, divisi distribuiti fra tutte queste società opulenti senza morale e senza Dio e, per una città,per una città con il suo Dio sbagliato o senza Dio , qualcuno ritiene opportuno fare il suo botto, un botto a Pasqua ed uno a Natale,appunto.
Nussuna sorpresa Signor Trump.
No nessuna delusione per Trump che bombarda,lo si era detto che una volta eletto avrebbe aggiustato il tiro e si sarebbe dimostrato alla pari degli altri.Il mondo è caciarone fa solo tanto ma tanto baccano fin dall’esordio della sua storia,nessuno ha cambiato il mondo questo mondo ,perché questo mondo si è semplicemente camuffato.Ci hanno provato tutti,lo hanno dichiarato tutti ma nessuno lo ha messo in pratica.Niente paura,calma ci sono parole che non descrivono i fatti ,quelli veri e,ci sono parole che non fanno i fatti e i fatti,i fatti signore e signori,sono quello che sono.Il mondo si camuffa cambia solo padrone,non c’è via d’ uscita,tranquilli, con il tempo tutto si aggiusta tutto si accomoda,il mondo è quello che è ,si camuffa,fa qualche orribile smorfia ma, alla fine,alla fine si ripete.Pensate a Beethoven e al suo :”nel sovvenire di un grande uomo”, quando cabiò (per la delusione) il titolo alla sua sinfonia numero 3 “Eroica” in mi bemolle maggiore Op.55 dedicata a Napoleone in seguito alla sua incoronazione.