Lui & Lei.

Written By: bruno - Nov• 21•18

Bianchina,lui,Corona la chiama così,così come fosse una mucca,poi si corregge e la dice manza e lei,lei la Bianca Berlinguer ride ride,ci sta, le piace, da spettacolo la Bianchina,facendo la spalla a Corona,Corona con quei suoi capelli a raggiera sulla fronte , eternamente sbracciato con il freddo che fa,si vede che alla RAI non hanno problemi di riscaldamento.Lui nostalgico del pugno chiuso,lei sorride fa la civetta,lui nostalgico del pugno chiuso che oggi ha fatto solo Toninelli,forse per sbaglio, ma simbolo di una vecchia decrepita età del secolo scorso,secolo che ha fruttato pile di morti di lutti e di dolore.Lui e lei vaneggiano trepidi, in fondo per le cose andate,veri e propri pericolosi luna park,baracconi senza più senso ,privi come sono stati di un qualche senso anche tanto,tanto tempo fa,tanto tempo fa dove e quando lui e lei,Lui e Lei non si erano ancora incontrati e lei,lei non veniva ancora chiamata bianchina come una manza.

Nel giorno del giudizio.

Written By: bruno - Nov• 21•18

Ed eccoci,eccoci nel giorno del giudizio,quello d’Europa che riguarda la nostra manovra,manovra che non piace,non è mai piaciuta e,molto probabilmente non piacerà mai,mai,che volete,non si può piacere a tutti.

Con il cappello in mano

Written By: bruno - Nov• 20•18

Non ricordo più (se la notizia è vera) quale e a chi è stata sbattuta la porta in faccia ieri,anzi non è stato proprio fatto entrare per discutere ancora e , per l’ennesima volta il bilancio di questo governo e ,non so nemmeno più chi è stato visto solo,con una bionda birra davanti, in attesa dell’aereo che lo riportasse in Italia senza essere nemmeno ricevuto,non lo so,non lo ricordo e non importa.Sentire notizie del genere, dove un rappresentante italiano deve fare anticamera,anticamera con il cappello in mano,come si diceva una volta,fare anticamera senza essere nemmeno preso in considerazione fa una certa pena,pena se non disgusto,roba d’altri tempi,altri tempi di un Europa, come in questa vecchia decrepita Europa.

L’asse Parigi Berlino.

Written By: bruno - Nov• 19•18

Macron va Berlino per rafforzare “l’asse” con la Merkel,l’asse Parigi Berlino tanto per intenderci,l’asse Parigi Berlino in nome dell’Europa,l’Europa nei luoghi di Hitler con la partecipazione di un francese che qualche sciagurato ha eletto presidente di quella repubblica,francese suddito ancora di Berlino (tanto per cambiare),Berlino che ne ha fatte di cotte e di crude nel suo recente passato e, nonostante tutto si erge,in quel nefasto luogo come pacificatore,pacificatore d’Europa.Vedere queste due facce;il francese che ha appena riabilitato il generale Pètain,Filippe Pètain quello che ha deporto treni di ebrei e messo il piede nella scarpa sanguinosa di Hitler per calpestare con maggior forza la Francia e l’Europa dilaniata,sanguinante anche per opera di uno Stalin che nella Germania del così detto est,ha forgiato una tempra come la Merkel,la Merkel di ferro con la faccia di bronzo.Bell’Europa,Europa arrogante e ipocrita che si profila all’orizzonte,un Europa che si fonda sopra un asse,il solito asse,come quello del falegname che pialla le sue assi per metterci dentro il morto o la morta,se vi piace.

L’inutile Macron.

Written By: bruno - Nov• 18•18

Ca ira gridava un tempo il popolo francese con la sua libertè egalitè fraternitè e lo gridava da invincibile barricate,la Marianna portava ancora la fascia tricolore al collo e il popolo francese si ammansiva come un leone dopo il sanguinante pasto.Chi non ricorda quella Marianna a petto nudo e sodo con la sua bella bandiera in mano alla testa dei rivoltosi.Fu un macello,un vero macello che nuovi padroni tramavano nell’ombra per fare di un piccolo corso il nuovo imperatore,Napoleone,tuttavia,tuttavia la Marianna non fu mai detta porca,non fu mai porca Marianna,anzi i francesi con i loro postumi imperatori,esportarono sempre ipocritamente quel tricolore,gridarono ancora ca ira in nome di egalitè fraternitè e sopratutto libertè che si sa son tutte belle parole vuote che si invocano e cantano come una melensa canzonetta per i bei tempi andati,andati per sempre,si cantano con un groppo alla gola pieno di nostalgia per una cosa che mai,mai fu,ma fu soltanto e basta.Oggi niente più tricolore a petto nudo sulle barricate di una qualche Marianna in vena di vendetta,niente più ca ira gridato né teste mozzate,niente più orrore,niente più Libertè per far fuori il pavido Macron,servo dei servi,basta un giubbetto giallo fosforescente di quelli che si usano in caso di incidente stradale,o quando si cammina al buio,al buio in una via deserta e pericolosa, per essere visibili,una via pericolosa appunto come quelle che oggi troverete in Francia con gente in uniforme:un corsetto catarifrangente giallo contro il servo dei servi, l’inutile Macron.

Elefanti di Annibale come quelli di Moira.

Written By: bruno - Nov• 17•18

Occorre dire che la Fondazione,la Fondazione di Piacenza per i nemici spende un milione di euro(pagina del quotidiano locale),un milione di euro e scivono,aggiungono, con la sorpresa sperando non sia la rivisitazione di Moira Orfei ed i suoi elefanti che Moira è morta e sepolta.Ma, la sorpresa sta già nel milione di euro speso per uno dei tanti nemici di Roma e dell’Italia Annibale appunto da Tunisi.Se spendono un milione di euro per un tunisino speriamo di rifarci a loro spese la bocca con una somma per lo meno pari per un italiano.Sunto della vicenda spiegata a mezzo stampa ,credo per bocca di Toscani:ce le hanno suonate ma ci hanno rafforzato,più che un giudizio storico,mi pare un giudizio di parte si,dalla parte del nemico,pazienza,a Piacenza niente di nuovo,avanti tutta.Per la cronaca Annibale con questa bella impresa ha perso la sua città Cartagine,ha perso la sua patria per tre battaglie vinte,quindi, in fuga nel mondo di allora si è avvelenato al fine di non cadere vivo nelle mani dei romani,i romani che, più tardi ai tempi di Plinio il Vecchio posero una sua “celebrativa” statua dentro le mura di Roma, una statua dello sconfitto come trofeo del solito perdente fra i tanti perdenti loro nemici.

Una signora per bene.

Written By: bruno - Nov• 16•18

Come si permette lei,lei,di prendersi tanta insultante disgraziata confidenza con me.La signora,la signora così riprendeva il poveretto che le aveva rivolto qualche apprezzamento,imprudente apprezzamento bisogna convenire,insulso apprezzamento sentito,ripetuto da tanto tanto tempo sul conto della signora .Io,io egregio signore, figlio di un farabutto,mascalzone impertinente non sono una-e su quell’una strabuzzava gli occhi,una di quelle che lei,lei dice- così esclamando estraeva un tesserino amaranto,forse carminio,una specie di patente,una patente,come una carta di identità,una carta di identità,ma più signorile cosa da ricchi o da chi desidera arricchirsi come si erano arricchiti qualcun altro prima,prima di lei.La signora gettando alle spalle la fronte in modo altero ed un poco teatrale,di quel teatro di una volta ,esprimenva così tutto il suo ridondante sdegno per l’infame e l’infamante accusa,ma più che accusa insulto,insulto che tutti sussurravano ma nessuno,se non qualche volta ,aveva osato dire,aveva detto in pubblico,in pubblico ripeto,e batteva i piedi,la signora,batteva le mani,faceva schioccare le dita, apriva e chiudeva gli occhi,sono forse una puttana?Le sembro forse una puttana?Come si permette somaro immatricolato,mascalzone analfabeta di insultarmi così,così su due piedi impunemente e,pubblicamente,io sono una signora ,perbacco,una signora fra le signore e,non ho mai,ripeto mai fatto marchette-pensi a sua madre piuttosto ,pensi a quella povera donna sempre in cinta,in cinta fra l’altro di tutti.Fu a questo punto che lessi finalmente che cosa era scritto sul davanti di quel tesserino tanto esibito,quella patente di castità vilipesa,oltraggiata insultata,disonorata,capii solo allora solo allora che quella signora,quella signora era,nient’altro che la signora,la signora stampa.

Rampini;l’uomo del Muppet Show.

Written By: bruno - Nov• 16•18

Fa una certa curiosa impressione vedere Rampini;”l’intellettuale con le bretelle”,magro un corpo da Muppet show,sembra infatti una di quelle rane verdi che si muovono in quelle scene se,se si esclude la testa tutta bianca,bianca come di zucchero filato pronto da leccare.Un corpicino striminzito di un uomo che ha viaggiato tutto il mondo,cosa che lui,lui mette sempre in primo piano,come se girare fosse di per sé una virtù.Ebbene fa una certa impressione sentirlo lodare con qualche lieve riserva il programma giallo verde di governo,una certa impressione perché lo si è sempre sentito seduto su altre rive sopra altri fronti.Ma, per capire i suo spessore “culturale” ci ha colpito il paragone di questo secolo con i tempi del Savonarola,quelli del Rinascimento per intenderci e cita Michelangelo,Raffaello,Leonardo,e persimo a sproposito appunto Savonarola,questo , pare,e forse mi sbaglio, non è un governo religioso alla Savonarola,non si bruciano vanità in piazza e i politici,i politici come quelli mascalzoni di allora sono sempre li,li al loro posto .Un Rinascimento dunque, dove e quando il Botticelli bruciava,bruciava per entusiasmo le sue belle vanità in piazza,e dove ancora le sue ceneri possiamo oggi “rimirare” nelle sedi a sproposito “dell’arte”.Un Rinascimento creato da Giorgio Vasari,codificato spiegato da lui con tanti altri assoluti protagonisti,protagonisti assieme a quei quattro che Rampini cita per darsi un poco di vana cipria ,vana cipria sopra un argomento che nessuno (me compreso) conosce,basterebbe sentire le cazzate o sante asinità per dirla con Giordano Bruno che sono in corso per la commemorazione di Leonardo,sopratutto occorre ricordare a Rampini che il così detto Rinascimento nasce (se ben ricordo) con la scoperta di Cicerone ad opera di Angelo Mai,un periodo che ,come sempre è successo in tutte le epoche ,fraintendendo l’antico ne da una versione rivisitata,copiata,rimpianta,un periodo con il collo girato indietro ma che guardava alto,mica come quello che un qualsiasi personaggio del Muppet Show può permettersi di strologare tanto per vendere il suo ultimo (speriamo definitivo)libro.

Giuseppe Flavio.

Written By: bruno - Nov• 15•18

Incontrare passi che fanno riflettere in Giuseppe Flavio non è una novità ma questo mi ha colpito in modo particolare; durante la fuga di Davide perseguitato dal Re,quando domandò provviste per il viaggio,e qui si fa riferimento per mezzo dei commentatori alla Bibbia che spesso Giuseppe non segue circa gli avvenimenti dell’antico testamento, dove annotano appunto che,per questo episodio, Giuseppe Flavio non ricorda che ,il sacerdote (a cui si era rivolto) non avendo altro cibo,diede a Davide e compagni i”pani della presenza”,quei dodici pani che su due file erano sempre nella Tenda davanti all’arca e si cambiavano ogni sabato;pane che,dismesso,poteva essere mangiato solo dai sacerdoti.A questo fatto e a questo pane si riferì Gesù (Mt,12,3.4;Mc,2,25,13-14)

Brilla l’Europa ideale.

Written By: bruno - Nov• 14•18

Insomma,per la pace, e per non fare più guerre in Europa ci vogliono soldi soldoni,solo soldi,lo spirito per cui era nata,per cui era vantata esibita va a farsi friggere.Gratta gratta è come ai tempi antichi quando non fare la guerra significava pagare l’esercito invasore e questo allora se ne stava calmo,più soldi c’erano più pace c’era.E non saranno mica scemi supremi idealisti, questi europei illuminati, non lo vorrete mica gratis il loro appoggio,la loro approvazione,il loro benevolo consenso.Insomma dite quel che volete ma qui è questione di soldi,dei soliti soldi di spirituale e virtuoso non c’è niente,proprio niente.D’altronde gran parte della popolazione italiana non sa in che continente vive,non riconosce l’Italia figurarsi l’Europa,non fa nulla l’Italia figurarsi l’Europa, e questo riguarda anche la loro regione ,il loro quartiere,la loro strada perfino il loro numero civico. E così sia,in fondo queste sono solo parole,vuote,suoni vuoti che non fanno nemmeno l’eco,svaniscono senza incontrare nemmeno lo straccio di un orecchio,del cuore o dei cuori ne parliamo,ne parliamo la prossima volta.