Il Vescovo di Milano , Mario Enrico Delpini ha dichiarato che lui non ha mai visto gli angeli come li rappresentano gli artisti,sbarbati belli,ma ha visto invece delle persone trasandate come veri angeli,forse si è dimenticato,Mario Enrico Delpini che, la bontà trasfigurata si fa idealmente “bella” di una bellezza angelica anche quando risiede in un corpo trasandato e sudicio,perchè l’angelo è qualche cosa dentro indipendentemente dal suo fuori specialmente in una religione,la sua ,che vive di trasfigurazioni.Per la serie di quando citando l’arte si distrugge l’arte.
Tosca alla Scala.
Ed eccoci alla Tosca, Tosca quella di ieri sera alla Scala,incensata,celebrata esagerata per dirla con la Rai che si autoelogia.Inutile dire ad un popolo che travisa dichiarando di rispettare Puccini che,la Tosca è nata per il teatro d’opera,nel teatro e non come spettacolo televisivo o cinematografico,sgombrato questo punto di vista da tutte le amenità che la fanno inferiore al suo stato d’arte cominciamo con il dire che,gli applausi al Presidente Mattarella sono durati una manciata di minuti ed erano forzati e fiacchi interrotti finalmente dall’Inno nazionale e che nessuno proprio nessuno ha applaudito la Segre,almeno che non sia stata applaudita in privato che non sì è visto.Ed ora all’opera,in televisione la musica sovrastava il canto e ,le voci dei cantanti non erano proprio smaglianti,in quanto al canto a cappella del coro,secondo una prima versione di Tosca risultava fiacco nei confronti di quello di tradizione.Scarpia un rigido personaggio che abbondava di fastidiosa mimica pleteale mentre il vero Scarpia dovrebbe essere giocato piuttosto sulla psicologia che li non si vedeva.Infine tutto quel costoso e barocco girar di scene ricordava l’alecchino servo dei due padroni di Streler piuttosto che Tosca.Visto il primo atto girato canale,il resto è cronaca tronfia e di regime dei telegiornali.
Le ” tasse” di Conte.
Conte tornando in sede ha dichiarato:”e nessuno si azzardi dire che questo è il governo delle tasse”.Si vede che dalle sue parti le tasse,in questo mondo alla rovescia si chiamano in un altro modo, per comunque ora son solo rimandate.
Le perle nere di Kella
Nella mattinata del 14 settembre 2015 il marocchino 40enne ex operaio disoccupato, Rahhal Fantasse, ha ucciso a coltellate la moglie, Anna Carlucci, una italiana di 47 anni, badante, nella loro abitazione ad Ivrea. La donna é stata colpita da almeno quindici fendenti, inferti con un lungo coltello da cucina Dopo l’omicidio l’uomo si accanisce anche sul suocero, intervenuto in difesa della figlia, ferendogli una mano. Anna Carlucci muore davanti al padre. I vicini, come spesso succede in questi casi, asseriscono trattarsi di una normale famiglia tranquilla. Arrestato Rahal si difende dicendo di aver agito in preda a gelosia per sospetto per tradimento della moglie. I giudici gli riconoscono la semi-infermità mentale accogliendo la tesi del medico legale e criminologo Gianluca Novellone, per “disturbo paranoide di personalità”. Il 19 luglio 2016, a quasi un anno dall’omicidio, arriva la sentenza a carico di Rahhal Fantasse, che infligge una condanna, a 15 anni e 4 mesi. Il giudice ha ritenuto la seminfermità dichiarata nell’udienza, oltre all’aggravante contestata per omicidio. A poche settimane dalla sentenza di condanna definitiva , Rahal Fantasse, si uccide impiccandosi con un lenzuolo legato alle grate della finestra della cella, nel carcere di Ivre.
Kella Tribi.
Giorni perduti.
Ci fu un momento in cui fummo innocenti, e la felicità coprì come pioggia odorosa ogni attimo, ogni spazio di cielo. Ci fu un momento in cui i tramonti e le albe, le notti insonni di pioggia battente e quelle di caldo bagnato erano attimi infiniti su cui si saltava leggeri. Nulla era fatica, nulla era tedio. Anima e corpo, cielo e terra si univano declinati come un fascio di spighe e papaveri, e noi correvamo come bambini sui campi ondulati gialli e verdi e rossi dei giorni perduti.
Francesca Pierucci.
Fantasmi.
Scrive Plinio il giovane di fantasmi dei suoi tempi a cui dice di credere e che si presentavano come quelli d’oggi, al suono di catene.Fra alcuni ricordi cita una casa in Atene abbandonata dai proprietari proprio per la presenza dei fantasmi e che,visto la fama che aveva rimase sfitta per lungo tempo finchè un giorno capitò in Atene il filosofo Atenodoro,lesse il cartello e,saputo della casa a “cui parve sospetta per il prezzo troppo basso “s’informò delle ragioni e del fantasma affittandola proprio per questo.”Appena giunto l’imbrunire volle che gli si preparasse un letto vicino all’ingresso,chiese tavolette stilo,lume e congedò tutti i servi “così si preparò a scrivere sgombrando tutti i pensieri che potevano evocargli qualsiasi fantasma.Dapprima,come sempre nella notte c’era silenzio , ma ,ecco si sente rumore di ferraglia di scosse catene.Atenodoro non alza gli occhi, continua a scrivere facendosi coraggio.Allora il trambusto aumenta e si avvicina fin sulla soglia di casa,Atenodoro si gira e vede lo spettro di cui gli avevano tanto parlato.Questi se ne stava in piedi e faceva cenno con un dito di seguirlo,Atenodoro a sua volta fa cenno di aspettare un pò e non smette di scrivere,mentre lo spettro continua a fargli sentire il rumore delle sue scosse catene.Atenodoro si volta di nuovo e vede che lo spettro fa il cenno di prima con il dito affinchè finalmente lo segua,senz’altro indugio il filosofo ora lo segue mentre il fantasma procede a passo lento,lento come appesantito dalle sue stesse risonanti catene.Dopo aver svoltato verso il cortile della casa,questo svanì,Atenodoro fece un segno con dei rametti dove era scomparso il fantasma.Il giorno dopo si reca dalle autorità e le invita a scavare nel punto su cui aveva lasciato il segno ,il punto in cui era scomparsa la figura incatenata.Furono nella fossa trovate sepolte ossa da tempo,ossa avviluppate in catene che vennero ricomposte e sepolte a spese pubbliche, da allora la casa non fu più visitata dallo spirito del morto.Così scrive Plinio il giovane, annotando come c’erano e ci furono tempi in cui ai fantasmi si facevano anche esequie pubbliche.
E’ giunto il giorno.
Siamo arrivati al giorno della fratellanza universale, mussulmani e cattolici o cristiani si stringono in un fraterno abbraccio.L’uomo,gli uomini, annientano le distanze che li hanno divisi e li dividono ancora,sembra di essere tornati alla rivoluzione francese con i suoi sanguinosi proclami di “pace” uguaglianza e fraternità.Proclami di pace e di uguaglianza s’intende fatti e messi in opera da gente di “sistema” che poi sono sempre delle minoranze,minoranze che impongono il loro “credo”,riversano la loro bontà,la loro magnanimità lungimirante in un mondo che si scanna senza nessun abbraccio e si combatte senza nessuna lungimirante bontà.
Il cielo.
Il cielo porta sempre la stessa primavera, lo stesso vento che rinnova, la luce radente del mattino dei dipinti della rinascita, dove tutto era nuova vita ammantata di eterna e viva bellezza. I passi calcano gli stessi sentieri colmi di armonia sotto il cielo intessuto di canti e di rondini. E io sono spezzata, dentro, divisa , fra la vita che percorro e ciò che cerca la mia anima e che gli occhi stupiti di gioia di allora non vedono più.
Francesca Pierucci
Non avevamo.
Non avevamo un luogo, nostri erano tutti i luoghi dove portavamo il nostro amore, non avevamo una casa perché nostre erano tutte le case, e ogni bosco segnava il cammino del nostro sogno palpitante come le creature nascoste nella pineta che vide uniti i nostri passi. Leggeri quanto noi eravamo felici, nell’attesa di un tramonto solitario, e delle delizie che sarebbero seguite inesorabili, vino e cibo e sapore di uva dei tuoi baci.
Francesca Pierucci
L’Europa ha ragione.
Insomma l’Europa ha ragione da vendere,dite quello che che volete e desiderate quel che vi piace ma l’Europa,l’Europa secondo l’Europa ha ragione.Patti fatti,patti chiari senza nessun ulteriore chiarimento.L’acciaio è in crisi e ci vogliono licenziamenti,ristrutturare la parola d’ordine,ristrutturare in banche e tutte le realtà in fase di rimodellamento.Salvini sta sulle palle al modo intero Trump compreso,poi c’è la Nato nei sui settanta anni da rifare la Nato con antichi e nuovi nemici che in fondo non ne cambiano la realtà,tutto questo secondo radio televisione stampa mentre Zingaretti ,Zingaretti pontifica sul sindaco di Bibbiano e vuole scuse,esige scuse,pretende scuse,questo è il mondo signori e signore,un mondo diviso e rabbioso che ringhia e non sta a cuccia,mostra i denti e fa la bava con un sorriso algido sulle labbra.C’era un tempo dove” bella ciao” la cantavano solo sui festival dell’Unità oggi la cantano in coro i funzionari stranieri di Bruxelles,la cantano senza inflessioni o storpiature particolari della loro lingua,la cantano perfettamente in italiano,perfettamente come l’avessero sempre cantata,come fossero usciti or ora da qualche festival dell’Unità.Insomma l’Europa ha ragione.