E’ morta la politica del cielodurismo in canottiera,Bossi ha lasciato la sua canotta che nessuno indossa più,nè desidera indossare ancora.Diversa era la politica in Roma,diversa al “tempo de Roma” quando Caligola-scarpetta o stivaletto militare- non voleva più essere chiamato con quel nome e un tizio non la passò liscia per averlo chiamato Gaio,L’essere chiamato Caligola lo considerava un insulto,proprio ora che calzava i coturni.Insomma oggi si seppelisce la politica e i politici d’altri tempi:Roma ladrona e il senatur in canotta.Per non parlare di Caligola-scarpetta- che rinfacciò a un senatore-Valerio Asiatico- il comportamento che aveva sua moglie durante il coito.
Il disumano.
Leggere i social:i commenti dico è davvero divertente,divertente e rilassante,e,quella di Crepet e della famiglia nel bosco mi ha divertito,divertito in modo particolare.Dove mai si trova o si trovano un vetaglio di opinioni,opinioni invettive,con qualche consenso così all’impronta,bello ricco e divertente che ci coinvolge all’improvviso,come la voce del vicino della porta accanto quando insolitamente chiama.Crepet al giudizio di tutti,quello che dice Crepet si mette sotto il commento di molti e molti,molti,se non tutti gli danno addosso;secondo il mio parere con ragione , mi viene in mente a proposito di questi assistenti sociali,o degli assistenti sociali,giudici e-o magistrati del ben vivere-anche se in Italia c’è un mare di situazioni difficili e di affidi in corso che non conoscono e a loro è negato -genitori- comunque il ben vivere-mi viene in mente allora, una volta , uno,un tizio che scrisse ,o disse:”ritorno disumano,perchè sono stato fra gli uomini,donne comprese”.
Si no.
Botte da orbi sul referendum:si o no,no o si,si cerca di vincere gli ultimi gli indecisi i pochi informati sul referendum e lo si spiega e spiagazza a piacimento tanto che alla fine per nessuno fa una piega.Credo,e sono convinto che alla fine,alla fine vinceranno i si,comunque è una bella sfida fra il si e il no:l’importante per molti,se non tutti ,è che la musica cambi.
Vivendo lemme lemme.
Chissà se si legge più o chi legge oggi il Giusti,e chissà, sopratutto chi sappia o, sia stato il Giusti,il Giusti,quello della “ghigliottina a vapore” bhe!Oggi ricordo ,e lo ricordo volentieri quando scriveva;beato chi sa vivere con l’animo sempre sereno,senza preoccupazioni,senza sdegni,senza fiele,amandosi e vivendo,vivendo lemme lemme.
Nababbi.
Difficile,per non dire o,scrivere impossibile sradicare i capi religiosi di qualsisi religione,ancora più difficile chi ne fa uso, come oggi ,in giorni di guerra.Morto un capo se ne fa un altro e,rifioriscono,rifioriscono di capi,questi capi, come i campi a primavera,difficile dunque,impresa disperta,pericolosa.La cosa più soprendente è che molti di questi capi vivono da nababbo,in barba ad ogni religione sicchè nababbo e religione producono lo stesso identico frutto:il capo “religioso” che non rinuncerà mai,assolutamente mai, ad essere un nababbo:sopratutto un nababbo ,capo religioso.
Si,no.
Nell’ attuale dilemma referendario per il Si o per il No mi viene in mente la Rina ( 1914/2006), terza elementare; ” a cosa serve studiare tanto – diceva – basta sapere contare e leggere”. Sicura, furbina in tutto nella vita ma un giorno, di fronte al medico che le aveva chiesto qualcosa fu a terra, non capiva, non sapeva cosa dire e rimase epico per i familiari il suo infilare tutto d’un fiato: ” SI..NO..SO MIA !”
Paola Mars.
Jacopo Lentini.
Nell’ottocento sempre viva è stata la polemica-un vero dito nella piaga- fra scrittori e critici,con edizioni discutibili in cui uomini-personaggi-diventano donne e donne-personaggi diventano uomini,insomma diffidate delle edizioni o,almeno siate prudenti ed eccone un esempio dai sonetti di scuola siciliana:Jacopo Lentini o,Lentino 1210-1260:Lo viso, e son diviso dal viso-E per avviso credo ben visare-Però diviso viso dal viso-Ch’altro è lo viso che lo divisare-E per avviso viso in tal viso-Del quale me non posso divisare–Viso a vedere quell’è per avviso-Che non è altro se non Dio divisare-Entro avviso e per evviso nò è diviso-Che non è altro che visare in viso-Però mi sforzo tuttora visare-Credo per avviso che da viso-Giammai me non poss’essere diviso-Che l’uomo vinde possa divisare.
Nonnonnò.
” Nonnonnò il gas russo non lo vò, così Putin cattivone impara” -?Sarebbe questa la grande strategia dell’ UE?-Ricorda tanto quel vecchio detto dialettale che recita:”Fürb al luc ch’ al durmiva in s’l’assa!” cioè: furbo lo scemo che dormiva sull’assa. L’ assa della latrina si spezzò e al fürb precipitò nel liquame suo e altrui. Se volete “cadere dall’assa” fate pure ma pagate voi le conseguenze non, come al solito la popolazione europea.
Paola Mars.
Le perle nere di Kella.
La sera del 26 marzo 2008 Francesco Rocca, 42 anni, dentista operante a Nuoro, denunciò la scomparsa della moglie Dina Dore, 37 anni, madre di una bambina di 8 mesi.
Il cadavere della vittima fu ritrovato poche ore dopo, nella notte tra il 26 e il 27 marzo, nel bagagliaio dell’auto di lei, parcheggiata nel garage di casa a Gavoi in provincia di Nuoro. L’autopsia stabilì il decesso per asfissia.
Secondo gli inquirenti, l’uomo, che stava portando avanti una relazione extraconiugale, aveva ordinato l’uccisione della coniuge perché voleva liberarsi di lei senza incorrere in una separazione legale che avrebbe danneggiato il suo patrimonio economico.
La svolta nelle indagini avvenne 5 anni dopo la morte, quando fu scoperto che il marito aveva inscenato un sequestro di persona, commissionando l’omicidio a Pierpaolo Contu, 17 anni all’epoca dei fatti, che aveva poi confidato di essere stato pagato da Rocca per uccidere la moglie.
Furono entrambi condannati in via definitiva. Ergastolo per il marito, riconosciuto come mandante, e 16 anni di reclusione per Contu, individuato come esecutore materiale del delitto.
Kella Tribi.
Attilio Fortunato.
Attilio Fortunato,fortunato chi non lo segue,che,Attilio, non ti fa ascoltare un pezzetto di musica nemmeno per pietà e dire che la chiamano su rai 3 :”lezioni di musica”.