Israele dovrebbe “contenersi”;dovrebbe secondo un tribunale,dovrebbe prenderle,sempre,da secoli:ma, contenersi.Difficile,contenersi quando si è stati bastonati per secoli e secoli,difficile:questi di Hamas erano venuti per darle e se le sono prese:è la regola,se ne facciano una ragione:Hamas si arrenda,alzi le mani e renda gli ostaggi ma,sopratutto vada fuori dalle balle:anche questa è la regola per una qualche pace.
Le perle nere di kella.
Barbara Bartolotti, donna palermitana il 20 dicembre 2003, all’età di 29 anni, incinta del terzo figlio, venne colpita con quattro martellate, una coltellata all’addome e data alle fiamme. Ad aggredirla un ex collega.
La donna, che era sposata e mamma di due bambini, lavorava come contabile in un’impresa edile. Tra i suoi colleghi c’era un giovane di Marineo, all’apparenza mite e riservato. Non aveva mai mostrato segni di squilibrio, né le aveva mai fatto avances. L’accompagnava spesso in banca o in uffici, pertanto capitava non di rado che salisse in macchina con lui
L’aggressione è avvenuta un pomeriggio. Il suo collega, Giuseppe Perrone, aveva chiesto di incontrarla per una chiacchierata. Lavoravano fianco a fianco, sembrava un ragazzo tranquillo, quindi, Barbara accetta senza problemi.
Ma l’uomo ha un piano, ferma l’auto e la colpisce alla nuca con un martello. “Se non posso averti io, non deve averti nessuno”, le ha urlato prima di finirla Poi sulla scia di un’ira cieca e malata, estrae dal bagagliaio della sua auto una tanica di benzina e carta da giornale. Cosparge di gasolio il corpo di Barbara per darlo alle fiamme. “Ardevo sull’asfalto – ha raccontato la donna – ma ho pensato che non dovevo dargliela vinta. Così, quando lui è risalito in macchina io mi sono finta morta. poi, sono fuggita. Correvo carbonizzata, con il corpo completamente insanguinato, lungo la tangenziale. Due persone mi hanno caricata in macchina e mi hanno portata in ospedale. Arrivata al pronto soccorso, l’unica frase che sono riuscita a pronunciare è stato il nome del mio assassino. Poi, mi sono accasciata”.
Dieci giorni di coma, 6 mesi di ospedale, 27 interventi chirurgici e cinque anni di guaine contenitive. È quanto Barbara ha dovuto patire dopo l’attacco feroce.
Sebbene l’ex collega abbia confessato i fatti e sia stato giudicato colpevole di tentato omicidio, con l’aggravante della premeditazione, non ha fatto che solo pochi giorni di carcere. La pena di 25 anni comminatagli in prima istanza è stata ridotta a 4 anni di domiciliari grazie alla “scontistica forfettaria” dell’indulto. Così, l’uomo ha avuto la possibilità di rifarsi una vita. Oggi, infatti, è sposato, ha due figli e lavora ancora in banca
Kella Tribi.
“Animali”.
Sarà che di carne ,gli italiani ne han vista sempre poca:ed è solo negli ultimi tempi che si ammalano di carne e ,con la carne.Sarà che non sono amante della carne,e,ne mangio poca,per cui sono d’accordo con la carne fabbricata,che poi pare sia del tutto simile a quella che di solito si mangia dopo aver sparato,accoltellato un qualche “animale”.
Il parassita.
Gaza:due stati invece di uno ,di cui uno,per i palestinesi ma,fin quando Hamas non toglie le tende-fuori dai tunnel- dovrebbero essere due,invece di uno palestinese nel territorio di Israele.Sarà molto difficile,difficilissimo,per non scrive quasi impossibile,che Hamas tolga il disturbo,nonostante gli sforzi ,liberando gli ostaggi,visto che è “una forza terroristica” esclusivamente parassita.
Israele.
Quando,nell’ultimo conflitto mondiale,in cui gli alleati hanno sconfitto il nazismo,nessuno o,forse i nazisti stessi parteggiavano solo per sè stessi.Nessuno,in quei tempi si domandava chi morisse ,sotto i bombardamenti,ma era un avanzare,avanzare e distruggere e,liberare,liberare anche quei campi di morte in cui i nazisti avevano rinchiuso e assassinato migliai di persone.Nessuno,ripeto si domandava come fermare quella guerra,quei genocidi.Oggi ,invece,per ,e,nelle stesse-ridotte- condizioni,lo stato di Israele compie una guerra di liberazione che qualcuno ,qualcuno,che in passato e,sul passato ha taciuto,forse condiviso:vorrebbe fermare.
Marta Felicina Faccio.
Marta Felicina Faccio, detta Rina,è Sibilla Aleramo che fa il cappello al romanzo di Madame de La Fayette”:La principessa di Cleves”:romanzo , che lei definisce straordinario ,e, che tentai di leggere:fermandomi alle prime pagine in passato e che ,ancora oggi, ho ripreso(non sapendo più cosa leggere).Credo di essere appena alla 38 pagina:38 per la fatica di leggere di intrighi e influenze fra favoriti di corte,dove due si innamorano della stessa persona,due che spiccano per “nessuna qualità”,prefigurando l’avvento di un “uono senza qualità”,famossimo -doppio-romanzone che mi ha annoiato a morte.Insomma tutto questo per scrivere che,con la “Principessa” siamo ancora alle prime battute-pardon pagine-sperando di trovare una qualche qualità che lo distingua dall’uomo senza qualità.
Stadi.
Gli stadi,oltre le isole felici che contengono:isole di famiglie e bambini che si godono il calcio in barba al freddo di questi tempi.Gli stadi,sono sempre,da sempre stati teatro di esibizioni primitive e scimmiesche-chiedendo scusa a tutti gli animali- scimmie comprese, che però non mancano di validi interpreti o,imitatori fra gli spettatori (sic) sportivi.
“Vicenza oro”.
– Un conto è manifestare per i propri diritti – Un conto è manifestare contro il diritto di un popolo ad esistere – Un conto è approfittare di dissidi tra due gruppi o popoli soffiando sul fuoco perché scoppi una guerra a solo vantaggio di chi approfitta a perdita, quindi, di ambedue gli schieramenti. Inoltre un conto sono le deliberazioni del capo di un gruppo,di un popolo, un conto le esigenze di tale popolo.Prendersela ,ad esempio con gli Israeliani, a” Vicenza oro” da parte di un gruppo di manifestanti non ha senso perché non sono loro i colpevoli ma chi conduce la guerra se mai; serve solo a prestare il fianco per giustificare eventuali repressioni di altre manifestazioni per salvaguardare diritti di intere popolazioni
Paola Mars
“Abbracci”.
Ogni tanto appare un anniversario:oggi è quello degli abbracci,abbracciatevi dunque,abbracciatevi in un mondo bombarolo e intollerante,un mondo razzista e becero,come beceri furono i tempi andati e passati dove anche il boia ti passava le spalle attorno al collo per infilarti un cappio,e dove ,qualcuno ,anche oggi,nel giorno degli abbracci mentre ti abbraccia vorrebbe,invece, infilarti al collo-come un tempo- un cappio.
Teste.
Pare che Hamas venda le teste ,messe in congelatore degli ebrei uccisi il giorno della carneficina in deltaplano-diecimila dollari l’una-.Dovrebbe bastare questo per azzittire tutti i “giustizieri” di giustizia che reclamano pace per Gaza.Dovrebbe bastare, anche se non basta:non basta proprio mai per i “giustizieri ” di giustizia che vendono “ricordini” a diecimila dollari al “pezzo”-