Forse, a questo punto, costa meno fare fuori l’isis & c. che affrontare questa enorme migrazione,sì,a conti fatti,che poi è l’unica cosa che capiscono gli stati ,quando si parla di costi, è meglio far fuori l’isis.Altrimenti questa migrazione, potrebbe durare non venti, ma quaranta anni, con annessi e connessi ,fatte salve le incognite.
Duri di comprendonio.
Da molto tempo qui hanno sfondato le porte , migranti e profughi,da molto,da tanto tempo,muoiono nel nostro mare,sulle nostre spiagge,mentre tutta l’Europa ci guardava in cagnesco,faceva mille smorfie,metteva mille lacci e laccioli,regole e regolamentini.Ora,Germania e Austria hanno aperto le porte,si fa festa grande,la notizia corre,vola per il mondo intero,che buoni questi tedeschi,che buoni!In effetti ,tardivamente, dopo tanto e tanto tempo si sono mossi,bene,calma,calma, ora vediamo,vediamo che cosa succede.
Renzi e la ripresa.
Dopo il pompaggio forzato di denaro contante di Draghi,crollo del prezzo del petrolio,condizione favorevole con il dollaro,nonostante la crisi cinese,e questa immane tragedia dei profughi che dilagano in Europa,tutto questo sta dando una mano, ancora una volta a Renzi.E Renzi,con gli industriali parte scoppiettando con il suo motorino,si dice fuori dalla crisi,d’altronde ,chi, in questi giorni in Europa ha tempo e coraggio di pensare a problemi interni?Insomma nella gazzarra generale il nostro eroe,si mette a trobbettare,con la sua miserevole crescita,tronfio e sicuro,poteva essere diversamente?Non ci vogliono dei politici,strateghi o statisti per capire che,se l’Europa,intesa come Germania, molla sul rigore,l’Italia & affini ce la fa,e questa sarebbe la manata definitiva per il “travicello” senza meriti, fiorentino.
Vescovi al “Barino”.
Se le città’ d’Italia,in fondo, son tutte agglomerati di quartieri e periferie autonome,figuratevi una piccola città’,citta’ né d’Emilia nè di Lombardia, che si stende lungo le sponde di un fiume,il Po,che dicesi nei libri , il più’ grande fiume d’Italia.Piacenza, per chi non lo sapesse,una delle molte città’ con pochi diritti, in cui si ha la sfacciataggine di realizzare un festival sul Diritto (perbacco).E’ questa città’, piccola città’,dove scomparsi i quartieri e soffocata dalle periferie,si vegeta, vicino un fiume, dove ci si annega più’ nessuno tanto è trascurato,se si esclude una cassiera licenziata da un supermercato per via della crisi.Un bar al centro,proprio in Piazza Cavalli,che dovrebbe chiamarsi :”Il Barino”,non vorrei sbagliare.Un bar, che una volta,tanto,ma tanto tempo fa, era dei fratelli Veneziani e si chiamava,manco a dirlo: “Veneziani”.Ebbene sotto i portici ,per chi vi passa, vede qualche immagine dipinta di Piacenza,quadri,signori,sì,proprio quadri quadri,tutti dipinti ad olio,non qualche rompicapo didascalico desideroso di cambiare il mondo ,per dirla con Bonito Oliva,non un subblime “nervoso” tappeto di vetri infranti, che ricordano le vostre sconfitte,no , quadri,proprio solo quadri,che è il modo più’ incomprensibile per dire ancora oggi qualche cosa,e proprio questa loro palese anacronistica incomprensibilità’,è proprio per questo loro essere come figurate sfingi,che si fanno ancor più attraenti , misteriosi.Pittura per pittura,colore per colore,arte per arte,senza parole,senza letteratura,arte che non desidera né educare né cambiare il mondo,ma essere sé stessa,millefoglie di pennellate spatolate,spazi immensi in piccole superfici,tenui metamorfosi del colore che sfumano di cilestrino e viola e azzurro,una Piazza ,un luogo,qualche cosa che sembra quella cosa,ma fatto con artificiale industriale colore.Qualche cosa di strutturalmente “altro” coperto e stratificato,di gemello,di sovrapposto che infine da,l’immagine che crediamo di vedere,l’immagine ,come quella che Dio ci ha dato,e che ci sprofonda nel più fitto mistero,fossimo solo la nostra figura per capirci,avremmo risolto gran parte dei nostri non piccoli problemi.Enzo Vescovi,un vecchio “piacentino” di Capo D’Istria,che vive a Torino oltre che a Piacenza, pittore che dipinge da tanto tanto tempo, dimenticato,incompreso,o stupidamente compreso al volo,non guardato, osservato e si potrebbe aggiungere poco amato,ma che ,l’attuale proprietario del bar ha esposto e messo in rilievo,con i suoi azzurri e ocre , in vetrina,se non siete instupiditi dal pregiudizio andatelo a vedere.Arte per arte,che non desidera assolutamente cambiare il mondo,come la faccia di vostra moglie che vedete tutte le sere da anni e non siete mai riusciti a cambiare.Tanto, Bonito Oliva,vi tromba,incassa, e lascia il modo per quello che è,come quello di vostra moglie,disseminato di “nervosi” vetri rotti.
Paesi ex comunisti e la fame.
Nessuna meraviglia che i paesi dell’est,quelli dell’ex patto comunista siano i piu’ restii ad accettare profughi venuti da lontano.I paesi che sono stati sotto il blocco comunista hanno sofferto la fame e non solo,schiacciati da quel regime .Per loro ,un nuovo venuto significa una razione in piu’,una bocca in piu’ da sfamare.Mi è rimasto impresso a Praga ,dopo la caduta del muro di Berlino,una sera ,rifiutando la cena in albergo perchè non avevamo fame,una signorina avvennente ci guardo’ con aria di riprovero e disse :voi non sapete che cosa è la fame.
Non cacciate i vecchi di casa.
Aperta la porta,e indicando con l’indice storto della mano destra l’uscita sentenzio’ impreveduta:lei o me,al vecchio marito che aveva la giovane segretaria come amante.Al vecchio non parve vero,prese l’uscita senza esitare e ,scomparve,scomparve per sempre di casa.Il ricco e vecchio uomo aveva una giovane amante che ,sposata e ,d’accordo con il giovane consorte, si era messa con impegno per arricchirsi a spese del commerciante di porci.Il vecchio ,consapevole d’essere oramai giunto alla fine dei suoi giorni ,si accontentava di alcuni giochetti erotici a cui i vecchi indugiano volentieri.Cosi’,di giochetto in giochetto ,la giovane si arricchi’,non solo,ma la bella giovane aveva assorbito ,divenendone legale titolare dell’intera impresa dell’uomo.Beandosi in questi trastulli goderecci ,con o senza pantaloni ,il vecchio non visse a lungo, tiro’ le cuia,lasciando in miseria la moglie e le figlie che ,disperate,si trovarono d’improvviso nella miseria più nera,erano a secco,a secco,dopo tutta la bella vita passata ,eccole, senza un becco di un quattrino.Il divertimento astioso e malevole delle figlie del ricco morto ,si tradusse allora nell’andare davanti alla sontuosa villa carpita dalla giovane coppia ,gridando:puttana puttana,senza che quelli di casa se ne facessero una qualche stizza.
Bambino morto.
Qualcuno si sente violentato dall’immagine del bambino morto annegato,e ,nel mare ,vi sono centinaia e centinaia,di bambini morti annegati.Qualcuno dice:sì,ma piantatela, fate vedere l’esercito d’Israele che spacca le braccia ai palestinesi,invece di mostrare le braccia dei profughi che vengono marcate con il pennarello.Qualcuno ancora dice :ma marcano anche in discoteca i ragazzi che escono dallo sballo,in fondo, li marcano per comodita’,con un semplice pennarello,e marcano anche questi disgraziati che viaggiano su treni chiusi,chiusi per sicurezza loro,marcati per comodità’,nostra.Di tutti i morti che giacciono in fondo al mare o nei deserti,di tutte le violenze che si perpetuano contro l’uomo,il quesito piu inquietante è proprio questo,come possono esistere coloro che si dicono violentati da un bambino annegato,da un braccio marchiato,da un treno chiuso a chiave zeppo di “deportati”.Il Male,il male in fondo ,è qualche cosa che a qualcuno pare ,un comportamento semplicemente pratico.
Nazismo & nazismi.
Finito,finito il nazismo,finito sett’anni fa,finito l’incubo di vedere gente contrassegnata con un numero tatuato sull’avambraccio,finito.Ora,alle frontiere i profughi, si contrassegnano con il pennarello,bhe!Finito il nazismo,inizia il “nazismo” al pennarello.
Giorgio Fiori.
Corre minacciosa voce ,simile al vento ,Giorgio Fiori,scrive un libro,come mancasse alcun libro alla sua biro,storico libercolo,per pittori di ritratto piacentini.Molti,tanti tutti,vivi o morti ,che fanno o han fatto in antico quel mestiere ,l’han giurato e spergiurato fin dall’Acheronte sponda di non aver mai, mai e poi mai ,praticato alcun ritratto,e solennemente confermato,stendendo tremanti mani blasfeme,davanti al Dio posto sugli altari.L’hanno giurato,con gore di lacrime cadenti dalle ciglia,pur di non entrar fra quei fogli, grondanti nero,cupo , inchiostro.
Barilli e il premio “giovani”.
Capitanata da Barilli,classe 1935 senza l’aggiunta dchiarata di altri componenti della giuria di un premio da mille euro (definiti lauta somma) ,del concorso per creativi agli amici dell’Arte piacentina,si pone come auspicabile assoluta “novita’” nel campo dell’arte ,oggi per convenzione ,detta figurativa.Barilli un passato al DAMS,premio:”critica militante”, Feronia -citta’ di Fiano 1998 si pone a capo di un operazione discutibile per la mancanza di propsettive,il rischio,anzi la certezza che tutto finisca con un premiato,o ,una premiata che vengono parcheggiati,come sempre ,quali premiati in attesa di (giudizio)occupazione.Una manifestazione dunque, qualificante per chi la indice,non garantisce alcuna continuita’ al premio assegnato.il rischio certo è che tuttto finisca con una pacca da mille euro sulle spalle e via,insomma ,una specie di lotteria “artistica”.