Il 27 febbraio del 1933 vi fu l’incendio del Reichstag ,si dice ad opera di un sovversivo in realtà quell’incendio giovò ad Hitler per emettere leggi mortali e definitive sulla libertà dei partiti e,l’esempio è forse oggi, un tantino esagerato ma,lo si ingrandisce perché in quell’enorme bufala fiorirono piccole bufale dello stesso stile o metodo.E’ divertente,sempre divertente come il giornale locale attacchi fingendo di sopendere il giudizio la nuova formazione che ha affossato la disastrosa passata amministrazione PD.La tecnica usata da molta stampa è incaricare di scrivere ad uno dei propri sottoposti ,con la fissa del palcoscenico una letterina di protesta, oggi contro l’assessore alla cultura” ordinando” alla Barbieri di rimuovere immediatamente l’inadatto assessore che il protestario definisce retrogrado,mentre per essere avanti occorre fasciare i colonnotti di Piazza Cavalli con la carta igenica come fece lui , nel frattempo da parte del giornale aggiungere un commento che prenda le distanze dallo stesso altro sè stesso.Chi ha scritto quella lettera è un noto stacanovista della protesta pro quel giornale,il solo ammesso,ed il solo ad essere usato “come effettivo provetto contestatore” con il consenso pieno del giornale,che poi è l’unico giornale che da spazio a questo signore.Ne vedremo e sentiremo delle belle,il giornale locale avrà un bello scrivere e farsi scrivere barzellette provocazioni dello stesso tipo,con la stessa tecnica mirante a tutelare l’interesse dei suoi protetti che sono poi i soliti quattro gatti,i strasoliti che da anni e anni affliggono questa povera città già afflitta di suo anche dal petulare di un giornale di partito,e di che partito si tratti lo hanno capito ,sia detto senza offesa, anche i somari.Auguri alla nuova amministrazione.
Incendi tattici.
Come ultima estrema difesa gli italiani stanno facendo terra bruciata all’esercito invasore.
Sud Sudan.
Non basta il nervosismo da queste parti che ,per l’immigrazione c’è un missionario che parla alla televisione per chiedere comprensione e condivisione per quei popoli interi che fuggono da stati disintegrati e feroci specialmente con le popolazioni civili.Il missionario cita la guerra nel Sud Sudan,dove la situazione è oltremodo esplosiva,faide divisioni religiose,giochi di regime violenza e fame.Il religioso invocando condivisione con l’Europa ma che per ora è solo l’italia ad esserene penalizzata dichiara che,nel duemila e cinquanta aumenteranno le fughe di queste popolazioni per l’inaridimento, oltre che per fame e guerra, l’inaridimento del clima,insomma una visione apocalittica.Comunque il religioso parla senza discernimento quando si riferisce ad una qualche condivisione, condivisione di che,in una nazione come l’Italia che ha condividere solo l’incertezza,e l’osso ,l’osso che sta rosicchiando,quell’osso che gli ha mollato Prodi.
Libertà,Libertà.
Il quotidiano di Piacenza oggi si chiama Libertà,un nome che è diventato un titolo al femminile e come femmina ha perso le elezioni ,le ultime elezioni per il sindaco,sperava ,parteggiava per un PD renziano benedetto dal clero,ma gli è andata male, bene invece per la città.Oggi Lbertà ,Libertà come femmina rancorosa se la prende con Sforza Fogliani,Sforza reo di vicinanza con un componente della giunta.Essere soltanto vicini ,per la rancorosa signora Libertà è un crimine,abitare a porta a porta sullo stesso pianerottolo o camminare assieme,per la Signora ,si viene immediatamente classificati come figura da intrigo,figura sospetta da sospettare.E’ così, così quando una sconfitta segna la guancia al perdente come è avvenuto a Piacenza,quando c’è una sconfitta c’è sempre chi sbava e recrimina,chi non voleva, chi non vorrebbe ,con tutti quei ma e quei se senza soluzione,la signora Libertà ha perso la partita si sieda sulla riva del fiume che prima o poi passerà il proprio cadavere(sul cadavere che passa forse faccio un poco di confusione).Io stesso che scrivo questo pezzetto (se mai letto) chissà con che grado vengo arruolato immediatamente nell’accozzaglia dei nemici.Alla Signora però rimangono ,oltre la sempre amata Fondazione,la solita sede di partito e i benpensanti stipendiati “rivoluzionari” (sic) ex funzionari PC che oggi vivono di pensione e pontificano con periferici giornalisti architetti di stato all’osteria,pontificano come “nuovi” mummificati Lenin o sempreverdi Marx mentre sono solo vecchi funzionari che tirano la giornata con la pensione a raccontarsela chi l’ha preso più grosso,sparando balle degne della loro inoperosa categoria.Vivacchiano ,come vecchi tartufi indicando possibili nemici e amici,contandoli, ad uno ad uno, finché morti qual sono, qualcuno se li porti finalmente via.
P.S. non compro Libertà,la leggo rigorosamente al bar, risparmiando 20 cent.mentre bevo il caffè.
Ius soli.
Non c’è pace per la ius soli,ritirata dal governo come intempestiva chissà quando la si rivedrà che,per questi schieramenti,quelli pro ius soli non tira aria salubre e ad eventuali elezioni rischiano di sparire del tutto.Solo a Piacenza,Piacenza estremo lambo (limbo) dell’Emilia la vogliono dare per forza e in tutta pompa ad Annibale.Annibale ,l’africano che sconfisse quattro volte i romani i quali reagirono portando la guerra a Cartagine.Dicono sia stato un ottimo generale,ottimo, ma pieno d’odio e l’odio non fa bene ad un generale,un generale un vero generale vince di solito non solo le battaglie ma anche la guerra e la guerra Annibale non l’ha vinta ,morrà suicida.Comunque gli verrà consegnata per la battaglia della Trebbia la ius soli alla memoria,anche perché la battaglia nel piacentino è l’unica ad essere celebrata,nessuno si sogna di celebrare quella del Ticino o quella del lago Trasimeno e per quella di Canne non parliamone nemmeno.
Luigi Einaudi , come dire no.
La lettera ha l’intestazione della Banca d’Italia-il governatore Roma,24 ottobre 1945 , si legge:Egregio Professore, ho presenti le vive premure da Lei rivoltemi in favore del dott.Norberto Ferrazzo,Segretario già addetto alla Succursale di Ferrara ed attualmente richiamato alle armi,il quale desidererebbe che La banca svolgesse la pratica necessaria per ottenere il di lui collocamento in congedo e che,una volta libero,dagli impegni militari,lo assegnasse alla Sede di Bologna.Al riguardo,mentre sono lieto di poterLe comunicare che,in omaggio anche al suo cortese interessamento,sono state iniziate le pratiche sopra cennate,debbo soggiungerLe che non vi è modo,almeno per ora,di assecondare l’aspirazione del Dott. Perazzo in fatto di residenza,in quanto,mentre presso la Sede di Bologna il personale è più che adeguato alle necessità,l’opera del detto Segretario è urgentemente richiesta dalla succursale di Ferrara,data la consistenza del personale colà addetto.Desidero tuttavia darLe assicurazione che il desiderio del Suo raccomandato sarà tenuto in evidenza per il caso che,in prosieguo di tempo,si rendesse possibile esaudirlo.Mi è gradita l’occasione per inviarLe i miei cordiali saluti.La lettera è indirizzata al Prof.Alberto Giovannini R.Università di Bologna ed firmata Luigi Einaudi.
Israele.
Lascia di stucco,perlomeno lascia me di stucco, l’attentato in Israele con la morte di due poliziotti da parte di arabi palestinesi, lascia di stucco perché da molte parti si sente parlare di voglia di pace,a parole son tutti pacifisti,poi alcuni terroristi palestinesi irrompono sulla spianata delle moschee feriscono ed ammazzano appunto due poliziotti israeliani per venire a loro volta eliminati.Morale, si vieta giustamente l’accesso alla spianata pare fino a domenica.Abu Mazen telefona dissociandosi dall’attentato ma che fa invece Hamas,Hamas Movimento Islamico di Resistenza?Dichiara i due attentatori eroi e qui allora se permettete si pone un grosso dubbio sugli intenti di pace da parte dei palestinesi ed è superfluo,porlomeno non sufficiente dissociarsi,dissociarsi non basta.
W Annibale flagello di Roma.
La storia di Annibale (l’africano) si fa sempre più contorta,da una lettera (si sospetta pre-scritta per l’occasione) al direttore del quotidiano locale,vero braccio stampato,cassa di risonanza della Fondazione si apprende che, una eventuale mostra su Hannibal (in latino sic.) potrebbe aprire tutti gli antichi segreti di Piacenza romana,cripte,corridoi e noi modestamente suggeriamo anche gli ipogei o fondamenta del teatro romano davanti al Farnese che la passata giunta ha cementificato per sempre,cementificato forse temendo una conoscenza anche storica per i suoi concittadini,cittadini che non hanno mai visto quel teatro,nemmeno nei suoi resti,ma hanno capito bene di che natura era quella giunta decaduta e di come oggi, per mezzo della Fondazione rilancia un progetto preparato da mesi,in piena autonomia,senza alcuna perizia storica o consulto anche esterno .Nessuno di costoro parla del luogo possibile di Annibale ,della battaglia della Trebbia intendo,Rivalta e il suo castello,forse temono qualche sommossa populista che disprezza i nobili e i loro castelli?Non si sa, il fulcro,Rivalta e il suo castello non viene ancora citato,muti, acqua in bocca,zitti bho!Valli a capire questi strateghi da Fondazione di cui non conosco alcuno storico,qualcuno che definisca bene la figura di Hannibal e il suo odio per Roma e l’Italia, che poi si traduce in: venite a vedere Annibale chi ve le ha suonate un tempo,venite,venite venite a vedere quello che Annibale avrebbe voluto ridurre in cenere,venite ignoranti,e imparate a prenderle dagli africani,a prenderle come le avete già prese, anche prima di Renzi, venite.Ma,la cosa non si è ancora fatta anzi, si è appena annuciata che, qualcuno,qualcuno già informato chissà da chi,dichiara papale papale: i soldi,i soldi per Annibale non devono essere come quelli del Guercino,i soldi, devono essere molto,molto molti di più, e ti pareva ,ti pareva che con tutto il ben di dio che si trova in Fondazione i soldi non bastano mai?I soldi,”malot i sod”, e chissà perché a questo punto mi viene prepotente in mente una frase giovanile di Bossi:i padani,un padano lo riconosci subito ,è quello che si da la zappa sui piedi.
Miguel de Cervantes a Lepanto.
Lo so, proporre al parlamentino (politico) della Fondazione qualche cosa è un impresa,tanto più che il parlamentino si autonomina e,vorremmo vedere se un elezione pubblica eleggerebbe quegli stessi che vediamo amministrare un monte di soldi,ma così è.Comunque proporre a quel parlamentino che l’idea di valorizzare la Val Trebbia non è male e, non è male nemmeno valorizzare il castello di Rivalta con la vallata tutta,lasciando perdere la cazzate del tipo “osso lungo” o “rotto freno,morso di cavallo”.All’inclito consesso che dispone e propone per il bene di tutti, anche la storia,consigliamo saltando a piè pari Annibale che come africano ci ha gia sistemato in passato e, sempre come africano lo sta facendo anche oggi,lasciando dunque perdere Annibale che di annibali siam pieni c’è,c’è nel castello, ci sono le bandiere della battaglia di Lepanto vinta dai cristiani contro i turchi il 7 ottobre 1571(mi pare).Ebbene perché non celebrare quella memoria?Vi sembra troppo ideologica?Allora mettiamo sul piatto della bilancia Mighel de Cervantes che partecipò a quella spedizione perdendo l’uso della mano sinistra.Cervantes gigante con il suo Don Chisciotte,l’uomo,il cavaliere dei mulini a vento , cantore della scomparsa cavalleria, cavaliere dalla triste figura che s’illude di sconfiggere eserciti inseguendo mandrie di pecore,figura attuale,attualissima emblematica del tramonto di un epoca e di una identità,anche cristiana.Cervantes un gigante un soldato,dentro la battaglia di Lepanto,Cervantes nel castello Rivalta,Rivalta che ne conserva i vessilli originali,vi sembra troppo ideologica?Poco aderente al pensiero unico?Vi siete già sollevate le vostre ipocrite finte tonache pretesche fuggendo a gambe levate?Voi,voi che siete laici?Ma non mi dite.
Il Nunziata.
C’era in Firenze ,al tempo del Rinascimento, amico di un nipote del Ghirlandaio un certo Nunziata specialista nel fare fuochi d’artificio piacevole e faceto e si bene fosse pittore di fantocci:”dicendogli una volta un cittadino che gli dispiacevano certi dipintori che non sapevano se non fare cose lascive e che perciò desiderava,che gli facesse un quadro di Madonna che avesse l’onesto,fusse attempata e non movesse a lascivia,il Nunziata gliene dipinse allora una con la barba.”