Dal telegiornale apprendiamo con qualche sconcerto che la casa,quella crollata per il terremoto di questi giorni e ,se non ho capito male ,proprio quella del bambino eroe sia stata costruita sopra una cantina.Che cosa si intenda per casa costruita sopra un cantina non lo si capisce bene,essendo molte o quasi tutte le case costruite con sotto una cantina.Comunque questa famiglia di eroici bambini,famigliola tanto celebrata dalla stampa ,se vanno avanti così le ricerche sull’abusivismo finirà che quella costruzione andrà a processo,dalle stelle alle stalle.
Terremoti e giornalisti.
E’ diventata una saga quella dei terremoti,per quanti disgraziati lutti abbia sparso il terremoto nessuno si ferma davanti la loro rievocazione,la ripetizione dall’inizio alla fine,da capo al fine come un ritornello, con qualche episodio o commento retorico.E’ una storia infinita,una ripetizione sulla ripetizione uno spargere di maldestre buone intenzioni del tipo: faremo presto,tornerete presto a casa,vi siamo vicini,non vi dimenticheremo,faremo immediatamente tutto,domandate e vi sarà dato,siamo qui,qui solo per voi.Sono riusciti a rovinare perfino il turismo ad Ischia e stanno prendendo per i fondelli tutto quel popolo di sventurati sfollati,spargendo parole e immagini come lardellante mielosa Nutella.
Gardella l’arabo.
Si son fatti quattro risate al meeting di Rimini con Gardella che si è messo ad urlare: Allah akbar sbracciandosi con un sorrisetto illuminato e felice,felice quasi avesse detto la più bella battuta del mondo.L’eco di quella esclamazione è risuonato in Spagna In Germania in Inghilterra e in Francia finendo in America,un grido felice transoceanico è volato,ha spiccato il volo nell’aria atterrando qui e la,qui e la, felice e leggero,volato stupidamente inopportuno e oltraggioso,gridato da un Gardella al meeting di Rimini ma che ,anche quando si trova a casa sua a Firenze, non deve averle proprio tutte a casa senza gridare Allah akbar.
Conversioni catodiche.
Il Papa fa secondo il suo credo esprimendosi sulla ius soli , in passato la parola del Papa era legge per tutti i credenti,criticare il Papa oggi risulta facile direi popolare,facile in un momento di crisi come questo,ed elencarne su due piedi tutti i mali sarebbe davvero troppo.Davanti a questi nuovi “arrivati” (davvero troppi) che sono in gran parte da mandare a casa,dove in mezzo c’è di tutto o può esserci di tutto fosse anche il solo conforto per i nostrani terroristi.Il Papa d’altronde si regola con la sua regola il suo metro,non bisogna dimenticare che sua Santità è un gesuita e come tale agisce risponde propone,agisce e propone come i gesuiti agiscono nel mondo.Il vorticoso scollamento quotidiano dalla politica come dalla chiesa produce i suoi effetti in una valanga di proteste laiche – religiose contro il Pontefice romano,ma tant’è ,il Papa è il Papa,questi sono i tempi,tristi tempi,tempi confusi per il distacco politico religioso della società,società convertita in massa con il suo “stato” e i suoi dubbiosi religiosi figli,convertiti tutti in massa, da mamma tivù.
Terrazze verdi.
L’architettura,quella di Boeri ha scoperto gi alberi,giardini terrazzati secondi solo a quelli pensili di Babilonia o ai giardini di antichi signori del sud America.Alberi signori,dopo tanto tanto cemento l’ultima trovatina di un architetto sulla bocca della stampa sono gli alberi.Adoro gli alberi e il verde sia chiaro ma quanti problemi danno quando si trovano vicino ad una struttura muraria,l’albero per sua natura è insidioso e potente nelle sue radici, sradica e divelle lentamente muri ed ostacoli senza nessuna fatica.Tutti gridano al miracolo per la trovata del nostro architetto,tutti battono le mani e sognano alberi,alberi sul piastrellato del balcone,alberi davanti alla finestra, alberi che sporgono dagli sgabuzzini di città e si propongono,con una qualche felice esagerazione alberi, come barriere anti terrorismo (sic),anche se per il terroristi e i terroristi ci vorrebbero si delle piante,ma carnivore.
Laus corporis.
E’ strano come questa vita segreta dell’uomo lo domini per tutta la vita,per tutta la vita l’uomo e per uomo intendo l’umanità tutta,dipenda dal suo stomaco,dagli intestini dai battiti del cuore o dal flusso sanguigno delle vene.A volte si “sente” i piedi ,altre volte si sente le gambe,gli gira la testa,non ha digerito o ha digerito anche i sassi,tutto il santo tutti i santi giorni li,li ad ascoltare ascoltarsi quel muoversi nel suo corpo in un perenne diuturno mutarsi sentirsi ripetersi subirsi.E’ vero,ci sono slanci che dimenticano anche quel ticchettio della carne,ci sono,ma passano,anzi a volte hanno effetti collaterali proprio sul suo corpo,aumento di pressione o annebbiamento della vista,dolore o gioia,gioia o dolore non fa alcuna differenza,tutto viene registrato sentito vissuto dentro.Maledetto dentro,maledetta carne,pensava,di qualsiasi cosa si coprisse quel corpo o quella persone,fosse anche la miseria più nera,continuava a sentire il corpo il suo corpo,il suo stramaledetto corpo.Che ve ne fate dei palazzi o delle ricchezze o della fama,quando il vostro corpo vive solo di sé stesso,per sé stesso,alterato dal lusso o alla miseria,vive,si fa per dire,vi mangia si mangia a poco a poco,vi digerisce,vi annulla.
Prizzi e Padre Pintacuda.
In tempi di cambiamento epocale politico sociale desidero farvi tornare nel passato e parlarvi della Sicilia sui monti Sicani,dove il monte Hippana può vantare reperti archeologici di rara bellezza,può vantare testimonianze di età ellenistica e di altre denominazioni compreso il Teatro greco,teatro lasciato ancora oggi allo status originario,come a volere lasciare intatte le origini e la sua storia millenaria in cui si è creato anche Prizzi .Prizzi, un paese anche lui testimone di tanta molta storia che nel tempo si è sempre distinto per la rara accoglienza e per le sue intellighenzie,ma oggi,oggi si è distinto e si distingue sopratutto e particolarmente per la sua umanità,avendo messo a disposizione della Regione Siciliana e quindi dello Stato italiano diversi centri di accoglienza ben organizzati per rendere oltre ad un servizio comune anche la possibilità di integrazione.Ed è proprio da questo paesino di montagna che Padre Ennio Pintacuda in tempi non sospetti e lontano da tanta emancipazione che creava le condizioni di accoglienza e di multietnicità che possono oggi vantare e creare dibattiti per la conoscenza della lingua,lingua che molti studiano o hanno studiato integrandosi.L’insegnamento di Padre Ennio Pintacuda viene tutt’oggi praticato seguito ed applicato in una visione Prizzocentrica dove le cose nascono e si espandono nel mondo,come se il mondo girasse attorno a Prizzi, a Prizzi e a Padre Ennio Pintacuda.
Teresa Campagna.
Libertà quotidiano di Piacenza.
Libertà,quotidiano cittadino,ogni tre numeri propina ai suoi lettori le lezioncine di certo Spagnoli S. che si firma Alberto S.questo maestrino dalla penna rossa parla a suo modo di cultura amministrazione democrazia e organismi della democrazia.E’ vero che questo signor S inculca ripetuti appelli gratuitamente attraverso Libertà ma è certamente altrettanto vero, signore e signori che, questi gratuiti ottimi consigli non sarebbero per il giornale così economici se dovesse assumere una simile competenza in pianta stabile.Tuttavia,tuttavia visto l’immensa stima che il quotidiano pone in Alberto S. consiglieremmo l’amministratore di assumere con paga tale risorsa che così facendo,e per i buoni consigli del signor S migliorerebbe anche il giornale nella comunicazione e nello stesso tempo garantirebbe per riflesso giornalmente i paganti lettori in una nuova efficente linea editoriale,lettori a cui tuttavia instancabilmente garantisce quasi quotidiani gratuiti ammaestramenti del signor S. vero grillo pensiero parlante del quotidiano ,anche se noi,noi,in tutta sincerità preferiremmo Don Diego de la Vega che si firmava semplicemente con la Z,in arte Zorro e, per Libertà anche Zorro non andrebbe poi tanto male .
Tu quoque Brute fili mi?
C’e chi fa analisi e racconti circospetti del perché di questo terrorismo dilagante,terrorismo dell’oggi qui domani la,qui o la ,signore e signori è sempre la stessa la solita solfa a cui nessuno dico nessuno potrà mai porre rimedio ,essendo di natura metastatica,esattamente come un tumore sparge le sue metastasi.Sono guidati?Sono lupi solitari?Sono gente e questi ultimi sono dei ragazzi che magari non credono a niente ma gli sta sul cazzo questa società,società per loro opulenta e miscredente,cioè priva di valori e quando la dicono miscredente,non credo si riferiscano a qualche fede ma si riferiscono semplicemenete a quelli o coloro che non credono in Allah,anche se loro non hanno alcun bisogno di credere,si riferiscono semplicemente alle loro origini con le loro belle moschee .Non gli par vero a questi mascalzoni di essere in mezzo un popolo di grassi capponi indifesi che, con un semplice camioncino riescono a stirare tutti,tutti a loro piacimento,un giochetto insomma.Però questi “eroi” se la prendono sempre con della gente comune,mai qualche cappone di governo,ministro o presidente, sempre poveri disgraziati che per l’occasione si mettono come si trovano sotto le loro ruote.Dovrebbe la nostra Bolrdini,dovrebbe per una volta ,una volta una volta sola trovarsi faccia faccia con uno di questi mascalzoni,dovrebbe per sentirla almeno esclamare anche lei:tu quoque Brute fili mi?
America,America.
Duecento anni e Robert Lee,Stonewall Jekson assieme anche a soldati semplici cha hanno combattuto con i confederati andranno al museo,per dire in soffitta,vietati nei luoghi pubblici per i “misfatti” dei suprematisti bianchi che hanno coinvolto parti avverse nel North Carolina con una donna morta.Duecento anni e la storia d’America va in soffitta,come se bastasse mandare in soffitta le immagine per risolvere i conflitti spinosi.I “suprematisti bianchi”,come vengono definiti,secondo l’America di quelli che detronizzano le immagini della loro storia, avranno anche un milione di torti,ma non possono e non devonono avere nessuna ragione,una ragione certamente l’avranno.Vederli come il male assoluto è come pensare che il nemico ci sia sempre di fronte,mentre quasi sempre,se non sempre, il nemico è alle nostre spalle.