Morta la signorina Pelloni,alias Raffaella Carrà,che dire,solo Renato Zero (chissà come si chiama anche lui davvero)ha fatto a gara in quanto trasformismi costumi in scena.Boncompagni;che mi pare fosse stato uno dei suoi primi sponsor e fidanzato diceva che cantava canzoncine;vero.
Gustavo Meyrink.
Propio oggi ,leggendo del Golem di Meyrink è saltata fuori una sua frase illuminante:”l’arte ha due aspetti uno magico e uno astratto e non bisogna confonderli.Cioè quello magico è un dono mentre l ‘altro può essere acquisito,anche soltanto con l’aiuto di un Maestro.E ciò che io desidero con tutto il cuore è proprio quel dono speciale:le cose che si possono ottenere mi sono indifferenti,e le considero come la polvere.
Padre Andrea Dall’Asta, Fontevivo 1960.
Padre Andrea dall’asta,Fontevivo Parma 1960,obbiettore di coscienza ha frequntato una comunità ,laurato in architettura a Firenze,curatore di molte collezioni d’arte,gesuita.Padre anche dell’arte povera o concettuale o contemporanea di oggi(il “nuovo” che si può ammirare in San Sisto sono sue scelte),assistente del cardinale Martini,con uno sguardo ,dicevo,verso l’arte(secondo lui)di oggi sopratutto arte povera -concettuale.Insomma uno che potrebbe fare e crea un connubio inossidabile con il suprematismo sovietico della non rappresentazione o ;di quando la chiesa ha un fuori che non corrisponde ad un dentro ,riguardo ai fedeli.Il casualismo Gesuitico qui si esprime nel suo massimo splendore -leggasi Pascal-Port Royal-perchè tutta questa pappardella?Il signor Gazzola vice direttore Ricci Oddi (sic)ha, se non proprio un copia incolla-che sarebbe esagerato- con il modo Dall’Asta :ha,e ne sottolinea le caratteristiche principali:quello comunque dell’arte povera,del concettuale etc.etc che si può definire vera e propria regressione verso il monumentale del passato e del presente come semlice preistorico decoritivo ,e qui chiudo.
Ippolito Negri.
E’ di una certa sorpresa scrivere un commento negativo ad un direttore di rivista piacentino circa le sue prese di posizione all’arte.Rivista che si è sbilanciata verso un comformismo ideologico legato al suprematismo sovietico del mondo “come non rappresentazione” e ;vedersi pubblicata per tutta risposta una mia foto in cui, cinquant’anni fa denunciavo con un mio quadro la repressioni nel Cile,quello di Pinochet;Augusto Pinochet dico;un boia:il boia,boia confermato dalla sua storia e, dalla storia di quel paese.Non è una sorpresa;o del tutto una; non del tutta sopresa che, invece ,di sentirmi elogiare per quella mia protesta,mi son sentito accompagnare pari pari ad un suprematismo sovietico che oggi,come ieri non condivido ma che il direttore in questione condivide.Insomma ,un risotto “giornalistico” ambiguo e puerile che, comunque bene si accompagna al sospetto consenso del citato direttore per Augusto Pinochet,visto che non ne ho ricevuto alcun elogio:che dire, i gusti son gusti;si vede che ho fatto “male ” a protestare;ieri come oggi:in fondo son tutti dei piccoli Pinochet e chi parla in proprio bisognerebbe prenderlo a schiaffi (parola di Ippolito negri).
Guzzanti ha ragione.
A parte i “quadri” con cui appare in televisione Guzzanti ,nei suo commenti sulla 4.Quadri che sono materia come espressione di un preistorico decorativo e che,sotto un certo profilo connotano il giornalista e un suo rapporto con la merda spalmata sopra una superficie,in cui pare, ci si connoti e volglia quasi darsi un etichetta di fine cultore e amatore di quella materia;a parte questo, mi trovo pienamente d’accordo sul suo giudizio circa la vicenda di quella ragazza lesbica,buttata fuori di casa,proprio perchè lesbica e che,attraverso una raccolta fondi si è comprata (anche) una mercedes da 17 mila euro.E che? Non doveva nemmeno comprarsi un auto?Doveva mendicare a piedi e protestare la sua miserabile lesbicità?Guzzanti ha ragione,pienamente ragione;salvo quello di cui si contorna senza sapere-molto probabilmente- perchè lo fa;e ci scappa da ridere.
Le perle nere di Kella
Lee Ledell, giustiziato all’età di 51 anni, nero, era stato condannato a morte nel 1995 con l’accusa di aver ucciso, nel febbraio 1993, una sua vicina di casa, Debra Reese, 26 anni, bianca, durante una rapina in abitazione. Contro di lui 3 testimonianze oculari
Dal riassunto delle indagini e del processo, si apprende che sulla scena del crimine erano state rilevate 5 impronte digitali complete, e 6 frammenti di capelli. Nessuna delle impronte apparteneva a Lee. I capelli repertati non avevano il bulbo, e una volta escluso che appartenessero alla vittima o ad altre persone che era noto frequentassero la casa, da loro fu possibile estrapolare solo il Dna mitocondriale. Il Dna mitocondriale, da un punto di vista delle indagini forensi, è “un Dna di serie B”. È molto più piccolo, semplice e di minor precisione di quello del nucleo cellulare. All’epoca del processo di Lee comunque i test del Dna erano in fase pioneristica, e dall’analisi dei 6 capelli si ricavò che solo uno “non poteva essere escluso come potenziale fonte”.
A pregiudicare la posizione di Lee anche il fatto che lui fosse nero, e la vittima bianca. Oltre alle testimonianze oculari, che i difensori hanno sempre sostenuto non essere decisive perché di notte (quando è avvenuto il reato) le persone di colore da una certa distanza si assomiglierebbero tutte, come prove scientifiche l’accusa aveva portato l’impronta di una scarpa, e tracce di sangue umano trovato sulle scarpe da ginnastica di Lee. Con l’approssimarsi dell’esecuzione, un nuovo team legale aveva chiesto che i reperti prelevati sulla scena del crimine venissero rianalizzati alla luce di tecniche più moderne, ma le richieste vennero respinte, e Lee venne giustiziato.
Solo recentemente, dopo aver avviato cause legali contro le autorità di polizia che non volevano consegnare i reperti, le associazioni Innocence Project e Aclu hanno potuto far effettuare i test che sembrano tutti favorevoli alla tesi difensiva. Ripetute le analisi sull’impugnatura del bastone che si ritiene sia l’arma del delitto, il dna ricavato non appartiene a Lee. Ulteriori analisi sono state avviate su una maglietta sporca di sangue, anche in questo caso, oltre al sangue della vittima, il DNA individuato sembra non fosse quello di Lee. Gli avvocati di Lee confidano che in futuro si possa riuscire ad identificare il vero assalitore. A differenza di altri codici penali, negli Stati Uniti è prevista anche l’assoluzione post-mortem, o la grazia post-mortem, e sicuramente un risarcimento.
L’esecuzione di Lee iniziò alla 23,44 del 20 aprile 2017 e si concluse, con l’accertamento della morte da parte di un medico, alle 23,56.
Dopo aver definito “inconcludenti” i nuovi test, il governatore Hutchinsn si è trincerato dietro la giuria popolare “che ha ritenuto Lee colpevole sulla base delle informazioni che aveva”.
Il vero colpevole è attualmente in libertà.
Kella Tribi
C’era una volta.
L’affare cinque stelle si sta annacquando in una pappetta che nessuno più è capace di masticare;quindi là si succhia,e tutto succhiano ,succhiano o sperano di succhiare qualche cosa in quell’ambinte senza movimento.LE idee si sfrangiano in una unità che dicono necessaria ;mentre molto si perdono per strada:situazione incerta,in fondo vale la regola ,anche per gli onorevoli di tirare la fine del mese e della legislatura;poi chi vivrà vedrà.Una volta i principi erano sempre indiscutibili;non se ne voleva sapere di compromessi ne della loro natura ed erano sempre;come principi, “sacri”.Oggi ,in fondo,anche Dio forse è morto da tempo,da tanto tanto tempo senza ,forse,accessoria ,eventuale,sacralità .
L’Urtiga.
L’urtiga,rivista piacentina di fatti e cose locali ha gettato la maschera e si è messa la foglia;quella di Peppone per intenderci ,con i suoi interventi di GAzzola;a proposito che titolo di studio ha?Gazzola che mena fendenti a Groppi e Brizzolesi scultori e salva,da buon Peppone tutto il decorativismo preistorico di cui vorrebbe lardellata la sua città.Peppone-pardon Gazzola si sa è uno che invoca anche la musica di un centinaio d’anni fa;che lui definisce imperterrito d’avanguardia,lui ,nel suo suprematismo sovietico della nonrappresentazione trova addirittura un Negri;Negri,direttore dell’Urtiga che l’appoggia e lo sponsorizza come qualificata voce culturale per il rinnovamento (preistorico) di città.Forza Ippolito Negri,forza GAzzola.
Garante e avvocato.
Al garante-Grillo- resta un movimento ingessato dopo frattura,all’avvocato del popolo Conte, resta un popolo:posto che ne abbia uno.
La pezza.
Oggi,in questi giorni,la nostra stampa e,forse quella internazionale parla dell’Italia-pare-con una qualche considerazione grazie a Draghi;così si dice e si scrive.Ma ,vi fu un tempo che;non ricordo più se,Dumas padre o figlio scrisse:”Ancora una parola,l’ultima su questa Italia figlia della Grecia,madre della Francia,alla quale siamo debitori di tutto quanto sappiamo in fatto di guerra e di politica”.-Poi;c’è ,e ci fu,un ,putroppo poi,un dopo ,un oggi che/forse con Draghi ci mette una piccola ,piccolissima,contemporanea,provvisoria, pezza.