Magro, alto, biondiccio, forse giovane, alla scuola d’arte non parlava con nessuno. Non ricordo nemmeno qualche suo lavoro di figura o plastico. Per caso un giorno avevo iniziato una breve conversazione dalla quale avevo sentito che faceva il becchino. Gli avevo chiesto cosa provasse a seppellire morti. ” Quand i en chemò suta .. ( quando sono qua sotto)” – mi aveva risposto pestando con cadenza i piedi, come a dire -“una volta sepolti.. niente !” Nascita, vita, morte…niente! Oggi la società intera è ridotta peggio di quel livello , soprattutto è molto più ipocrita: si parla di “trattamento fine vita” per dire che dopo circa tre giorni di somministrazione di droghe ( tipo fenestil, midazolam altro) la gente “parte” cosa già funzionante alle”cure palliative” (palliative: etimologicamente= cure che non curano). Senza parlare di vera e propria eutanasia( etimologicamente = buona morte),dove poche ore bastano al decesso …via via avanti un altro! non è ancora legge in Italia ma si preme si preme…e … giù soldi con la morte!!! Ah risolleveremo economicamente l’Italia con “morti” e nel caso? guerre !
Paola Mars.
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