Dolmen,

Written By: bruno - Set• 25•26

“Dolmen” di Piacenza
4 settembre 2026
Sono qui davanti alla televisione per seguire gli Open degli Stati Uniti di Tennis. La
trasmissione inizia con una panoramica della città di New York e un drone che svolazza
intorno alla statua della Libertà che si trova all’ingresso del porto di New York e che salutava
i milioni di emigranti che erano partiti dall’Europa e che avrebbero costituito la straordinaria
miscela della popolazione degli Stati Uniti.
Il drone si avvicina alla statua della Libertà, gli gira intorno, zooma i particolari della testa,
della fiaccola e dell’insieme, da lontano e da vicino e rivela la banalità del prodotto, rileva la
cattiva e squallida scopiazzatura della statuaria classica greca, è senza vita, un involucro
vuoto, ma di importantissimo valore simbolico.
Così il “Dolmen” di Piacenza possiede anche lui un alto valore simbolico, e tutti i riferimenti
di cui scrive Torre sono sostenibili, ma il risultato è misero, povero, squallido, cioè brutto,
umiliato anche dal contesto, soffocato dalla collocazione urbanistica, ridotto ad un giocattolo
triste.
Vorrei attirare l’attenzione su una scultura che spiega bene quello che voglio dire. La Nike di
Samotracia, conservata al Louvre a Parigi, rappresenta la vittoria dei greci sui siriani, leggi la
civiltà contro i barbari, quindi un alto valore simbolico e politico espresso e realizzato con
commovente e straordinaria bellezza.
Attenzione la bellezza non è un fine, ma un mezzo per commuovere ed emozionare, capacità
che è propria dei grandi artisti.
Francesco Ferrari

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