Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Set• 20•20

Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia e lì viveva tranquilla e serena la sua fanciullezza, sperando che il padre le trovasse uno sposo gradevole e gentile.
Siamo nel 1275 e Guido da Polenta decise di dare la mano di sua figlia a Giovanni Malatesta (detto Giovanni zoppo) e il matrimonio fu combinato. Fu detto a Guido: “-…voi avete male accompagnato questa vostra figliuola, ella è bella e di grande anima, ella non starà contenta di Giangiotto… “
Per evitare il possibile rifiuto da parte della giovane Francesca i potenti signori di Rimini e Ravenna tramarono l’inganno. Mandarono a Ravenna Paolo il Bello “piacevole uomo e costumato molto” fratello di Giangiorro. Francesca come l’ebbe visto se ne innamorò, accettò con gioia di sposarlo ed il giorno delle nozze pronunciò felice il suo “sì” senza sapere che Paolo la sposava “artificiosamente” per procura ossia a nome e per conto del fratello Giangiotto. “…non s’avvide prima dell’inganno, che essa vide la mattina seguente al dì delle nozze levare da lato a sè Giangiotto…” Pensate alla sua disperazione!
Ma dovette rassegnarsi, ebbe una figlia e cercava di allietare come poteva le sue tristi giornate. Paolo, che aveva possedimenti nei pressi di Gradara, sovente faceva visita alla cognata e forse si rammaricava di essersi prestato all’inganno!
Uno dei fratelli, Malatestino dell’Occhio, così chiamato perché aveva un occhio solo “ma da quell’uno vedeva fin troppo bene”, spiando, s’accorse degli incontri segreti tra Paolo e Francesca.
Ed eccoci all’epilogo della nostra storia: un giorno del settembre 1289, Paolo passò per una delle sue solite visite e qualcuno (forse Malatestino “quel traditor”) avvisò Giangiotto.
Quest’ultimo che ogni mattina partiva per Pesaro per far ritorno a tarda sera, finse di partire ma rientrò da un passaggio segreto e… mentre gli amanti leggevano estasiati la storia di Lancillotto e Ginevra, “come amor li strinse” si diedero un casto bacio, Giangiotto aprì la porta e li sorprese. Accecato dalla gelosia estrasse la spada, e mentre stava per passare a fil di spada Paolo il Bello, Francesca gli si parò dinnanzi per salvarlo ma… Giangiotto li finì entrambi.
Dante mette gli sventurati amanti all’inferno perché macchiati di un peccato gravissimo, ma li fa vagare assieme: oltre la pena, che non abbiano anche quella della solitudine eterna. “…io venni men così com’io morisse; e caddi come corpo morto cade”.
Kella Tribi

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