Anna Costanzo, 50 anni, titolare di un centro estetico e truccatrice del teatro Petruzzelli di Bari, fu trovata morta all’interno della vasca da bagno della sua abitazione nel rione San Girolamo di Bari, nel corso della notte tra il 10 e l’11 luglio 2009.
L’autopsia stabilì che la donna fu picchiata e strangolata, prima di essere annegata dal suo aguzzino. L’ex compagno Alessandro Angelillo, 33 anni, venne inizialmente indagato a piede libero, poi il successivo mese di novembre fu arrestato.
Dalle risultanze investigative era emerso che la vittima veniva perseguitata con l’ausilio di falsi profili social. Dopo il delitto, l’uomo tentò di depistare le indagini inscenando un omicidio a sfondo sessuale.
Angelillo confessò per la prima volta di essere l’assassino della donna durante il processo di secondo grado. La uccise perché lei rifiutò le continue richieste di tornare a stare insieme a lui.
Condannato in primo grado a 30 anni, la pena fu successivamente ridotta in Appello a 16 anni di reclusione, poi resa definitiva dalla Corte di Cassazione. Il verdetto escluse le aggravanti della premeditazione e della crudeltà.
Kella Tribi.
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