Jennifer Zacconi 20 anni, scomparve il 29 aprile 2006 e fu ritrovata morta il successivo 7 maggio a Maerne, in provincia di Venezia. La giovane era incinta al nono mese di gravidanza e avrebbe partorito nei giorni successivi al massacro.
La locale Procura avviò le indagini mentre erano in corso le ricerche. L’amante della ragazza, Lucio Niero, un imprenditore di 34 anni e padre di due figli, fu considerato tra i principali sospettati. Convocato dai Carabinieri, si rese inizialmente irreperibile.
L’uomo fu poi fermato il 7 maggio 2006. Nell’interrogatorio di fronte agli inquirenti, confessò l’omicidio. Fu lui stesso a indicare il luogo in cui aveva seppellito la vittima, un campo a Maerne.
Il trentaquattrenne aveva una relazione extraconiugale con Jennifer e la giovane chiedeva un sostegno economico per il figlio, frutto della loro unione, ma l’uomo non voleva alcuna responsabilità sul futuro nascituro. La situazione aveva portato a profondi contrasti e numerose liti, tra cui l’ultima sfociata nell’aggressione mortale avvenuta, secondo le ricostruzioni, la sera del 29 aprile 2006.
La vittima venne violentemente pestata. Fu colpita a calci e pugni, le furono strappati tutti i capelli e le venne spaccata la spina dorsale. Poi, dopo essere stata gettata in una buca, fu calpestata e seppellita viva.
L’esame autoptico stabilì il decesso per asfissia. La ragazza aveva ingerito una cospicua quantità di terreno.Dopo il delitto, il trentaquattrenne tentò di depistare le indagini, impossessandosi del cellulare della giovane per mandare un messaggio ai genitori di lei, cercando di fargli credere che fosse ancora viva.
Niero fu rinviato a giudizio in rito abbreviato e condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per omicidio volontario e procurato aborto.
Kella Tribi
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.