Il gioco.

Written By: bruno - Feb• 17•14

Sabato sera , Febbraio,in un paesino sperduto fra le lanche del Po,un gazebo veniva montato davanti alla porta della piccola grigia chiesa, dedicata a San Francesco.Quasi impediva l’ingresso ,quel gazebo bianco, ai devoti che s’affrettavano sull’asfalto scuro,bagnato di fresca pioggia, alla Messa delle 17.Si raccoglievano firme contro il gioco d’azzardo,si’ proprio quello diffuso nei bar e nelle sale giochi.Gioco che divora uomini e donne,gioco mangia casasalinghe,mangia disoccupati e disoccupate,divoratore di nonne e zie,il gioco che evoca intime, fantastiche masturbazioni di onnipotenza, seguito sempre da frustrazioni,anche per i vincitori.Il Vescovo e il Sindaco avevano tuonato contro l’infame vizio di stato,e, solo ora se ne erano accorti,solo ora,ora, che era dilagato nelle famiglie,nelle case come la peste.Il popolo delle parrocchie si era mobilitato proprio ora,solo ora.Di vizi  è pieno il mondo,  vizi di Stato, poi, non si contano nemmeno piu’,la crisi,e la disoccupazione avevano fatto il resto,anche nei paesini in riva al Po.Lo si sapeva gia’, che qualcuno avrebbe anche ammazzato per il vizio del gioco,che poi, a guardar meglio, si è sempre ammazzato, per quel vizio,anche in antico.Negli angoli bui dei bar si consumano masturbazioni non piu’ giovanili,masturbazioni accanite ossessive e solitarie, illuminate con vivacita’ dallo scorrere dei simboli  della macchinetta da gioco.Solitudini, che ritrovano il piacere del loro corpo e della loro ansiosa testa piena di bisogni:Madonna mia, fammi la grazia,fammi la grazia,la grazia di pagare le bollette e il mutuo,l’affitto,Madonna,fammi uscire da questa miseria,Madonna ,da questa solitudine,da questa disperazione,Madonna mia fammi la grazia,almeno questa,quella che ti chiedo, ora,almeno una volta,fammela,ti prego.Un vecchio prete recita la Messa delle 17,nel paesino sperduto fra le nebbie del Po,biasica il Vangelo,nella chiesa dedicata a San Francesco , lo commenta, come puo’,in una sera d’inverno ,fra ghirigori di artisti imbianchini,santi di gesso e messaggi disperati alle pareti:Dio salvaci tu!Salvaci Tu, qualcun altro  prega, in un bar, seduto davanti ad un totem luminoso,ipnotico, di Stato.

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