Compassione per gli ammalati.

Written By: bruno - Lug• 10•15

Al professore una volta,uno scribacchino aveva dato del musicante,del musicante a lui professore,che aveva tanto di diploma di conservatorio,lui, che aveva sudato, guadagnato il massimo dei voti con Mozart,al conservatorio di Stato ma poi aveva smesso,poi non si era sentito di proseguire in quella professione,un musicante!Gli tornava alla memoria quel pezzo forse proprio di Mozart :”i musicanti del villaggio”,altroché musicante del villaggio era lui.L’aveva giurata al povero scribacchino,l’aveva covata quella rabbia,per anni e anni, dimenticandola poi, lungo il tempo,come fa sempre il tempo.Dimenticandola, forse per sempre,forse,fino al giorno che, un suo amico gli disse:ti ricordi?Ti ricordi quello che ti aveva dato del musicante,te lo ricordi?Sul momento finse di averlo dimenticato,ma poi inveii,disse che era un coglione chi aveva scritto di lui,musicante e gli torno’ viva la ferita,s’aperse sanguino’ ,se avesse mai incontrato,se l’avesse mai incontrato per strada gliene avrebbe detto quattro forse anche cinque al coglione,gliele avrebbe cantate tutte, dicendogli:ehi ,tu !Coglione, che una volta,una volta tu….E ,un bel mattino, mentre per la sua solita passeggiata tranquillamente camminava ,eccolo apparire,il coglione,gli parve,forse era proprio lui,forse…ma no,ma si,si, era proprio lui,lui, che camminando gli veniva incontro lemme lemme dopo tanti,tanti anni.Il sangue ribolliva attratto da quell’incontro che sarebbe stato sgarbato provocatorio arrogante,gliele avrebbe dette, cantate:ehi tu,coglione….Quando si trovo’ a poche spanne dal viso dell’altro lo guardo’ sornione e disse: come va?Mentre sulle labbra premeva il suo rancore,come va ripete’?L’altro disse:bene ,nonostante l’infarto:ah,l’infarto ,l’infarto sottolineo’ pesantemente l’interrogante.Ma come un infarto?Sì, mi hanno messo due valvole al cuore,un gran calore,sono corso sulle scale ,sentivo solo caldo,un gran caldo.E hai fatto anche le scale?Disse con malcelata soddisfazione:potevi morire, l’altro prosegui;non me ne ero accorto, sembrava solo una vampata,una vampata di calore,ora prendo sei pastiglie,sei pastiglie al giorno.Pensa che un mio amico ne prende trenta, queste pastiglie che prendo hanno un sacco di controindicazioni,un male,un male alle gambe che non ti dico:alle gambe?Si mise a ripetere il “musicante”:alle gambe?E tutto questo dopo il tumore:il tumore riprese l’offeso?Anche il tumore?Ma ti si è aperto un vaso di Pandora, ed il suo odio in quel momento sconfinava nella felicita’,spegnendo le rabbiose labbra in un gelido sorriso:Un tumore e dove,dove?Alla prostata,che non ti dico.Dopo piccola esitazione l’offeso , improvvisamente sorrise,lui,il musicante, che appena più giovane del malato non aveva mai avuto nulla,nulla,lui,in perfetta salute lui,ben fermo sulle sue gambe lui,busto eretto,mani in tasca!Lui il musicante,diplomato con tanto di diploma al conservatorio di stato.Il malato voleva continuare quasi belando,narrando gli infiniti mali di cui era afflitto,come tutti gli ammalati fanno ma, il professore,il musicante ,soddisfatto tronco’ ogni discorso ,appagato,vendicato, dandogli di spalle ripete’ :ben ti sta,coglione.Fermo sul marciapiede l’altro, non fece un passo,come di sasso.

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