Cesare Mainardi.

Written By: bruno - Lug• 31•15

Non ricordo se ,a Roma ,o in qualche altro perduto mercatino ,ho trovato uno splendido libretto di poesie in dialetto milanese di Cesare Mainardi.”Pianta a Milan “,il titolo della raccolta,curiosa anche la dedica “a Giana Anguissola in devoto omaggio c.m. (Cesare Mainardi) 18.undici,in numerazione romana che oggi qualcuno vorrebbe sopprimere,1959,edizione di 121 copie numerate,e questa è la copia n° 42.Come un libretto,cosi’ splendido sia finito sopra una bancarella alla rinfusa con centiania di altri volumi,mi è impossibile capire,anche per l’importanza della persona a cui è dedicato.Capisco Poco di milanese ma ,mettendomi di buzzo buono ,ho scoperto un grandissimo poeta,scrittore d’anima e di sensazioni folgoranti tattili ,quali si trovano nei suoi brevi affascinati versi.Brevita’ e sintesi di una poesia che si stacca dal di dentro di frutti autentici e commoventi.Leggerli e rileggerli,scoprirli,mettersi in comunione,partecipare e sorprendersi per la delicatezza e precisione di un “sentire” fuori dal comune,come appunto solo i grandi poeti sanno fare ,è stata una sorpresa,un incortro con qualche cosa di sconosciuto,completamente forse dimenticato,da me non saputo,verso una sterminata conoscenza che un genere umano eletto sa dare ,per bellezza,alla bellezza.La poesia è poesia in qualsiasi formasi si esprima,in qualsiasi lingua o suono,voce del di dentro e dell’ignoto che non sempre spaventa,ma qui’ incanta.Preziosa reliquia dimenticata ,persa nel tempo,gratuito fascino, alimento dell’Anima,l’Anima di Cesare Mainardi.

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