C’era una volta,c’era un asino dentro una favola,il quale portando delle reliquie,s’immaginava d’essere adorato.
Umberto Battini.
Cronaca storica medievale piacentina,episodi tratti dalle fonti e dalle testimonianze originali:è il nuovo libro di Umberto Battinidi di divulgazione storica,ricco di richiami e documenti di quel tempo,formato di stringate pagine piene di contenuti originali,sopratutto inedite.
Parlarsi.
Una cosa ha ottunuto Papa Francesco morto,al suo funerale ci saranno molti rappresentanti di paesi,paesi anche in guerra ,paesi che potrebbero trovare l’occasione per un incontro ,se non per un possibile accordo:o,perlomeno parlarsi, intendersi.
Il “coro”.
La chiesa non è messa bene,almeno dalle nostre parti:sempre meno fedeli e scarseggiano perfino le beghine di un tempo,le beghine:vera colonna della chiesa.E’ morto un Papa,difficile dire qualche cosa,scrivere sulle migliaia di righe che gli vengono dedicate.In questi giorni il Papa-morto- è onnipresente,onnipresente su fogli di carta e nelle televisioni,perfino fra gli spigoli delle notizie che ,come tutti gli spigoli in cui si gira provocano sempre una certa spigolosa difficoltà nel farsi “coro”.
Niqab.
Una specie di naqab era,e venne condannato in lombardia per le donne che coprivano interamente il volto, con multe che arrivavano fino a 100 scudi.Vedi le grida del 1633,18 luglio 1633,6 dicembre 1633,22 luglio 1634,10 maggio 1638,9 aprile 1613,6 febbraio 1649.In cui si condannavano: “veli che si allargano per coprir la faccia e servono di maschera”.Isomma, come sempre,niente di nuovo.
Uffa.
“La loro storia polica,si riduce a zuffa,tra cittadini,a zuffa sulla piazza,a zuffa fuori e dentro le mura-o stati-.Questa è roba vecchia:per non scrivere la stessa solita storia,come in antico e antica come oggi,e dura:dura fin dal tempo di Caino,Caino e Abele.
Siamo pronti.
“Siamo pronti a contraddire senza ostinazione,ed a lasciare,senza adirarci,che altri ci contraddica”.Vi ricordate o,avete maai letto Cicerone?Questa è una sua perla che anche oggi,oggi va bene,e vale per uscire da ogni polemica da tifo.Il campo di gioco,con i suoi giocatori è pieno e zeppo e,a volte,a volte non essere nemmeno “sportivi”,e ,non guardare e ,non vedere o,sentire è meglio,molto molto meglio.
Le perle nere di Kella.
Quindici anni, un giorno di scuola, lo zaino, il cellulare, il lucidalabbra. Quel 20 settembre 2017, Nicolina Pacini era uscita di casa con la mente immersa nella giornata che sarebbe stata. Camminava spedita, un passo dopo l’altro, sulle scalette che scendevano da casa dei nonni a Ischitella. Era lì che viveva con suo fratello, nel paese natale di sua madre, che invece se n’era andata dopo i conflitti con l’ex. Viveva a Viareggio, ora, e anche il suo papà era lontano. Nicolina, però, non ci poteva fare niente, quelle erano cose da adulti e del resto nessuno chiedeva mai la sua opinione. Tutto a un tratto, mentre camminava era comparso lui. Antonio Di Paola, ex di sua madre Donatella, le si era parato davanti, stretta in pugno una pistola semiautomatica. Ed era diventato tutto buio. Nicolina era finita a terra, poi su una lettiga, infine in un letto d’ospedale. Era già lontana da se stessa e da tutto il suo mondo, già altrove, quando il suo cuore aveva battuto per l’ultima volta. Poi si era arreso. Niente palpiti d’amore, niente farfalle nello stomaco, niente scoperte, esperienze, niente lezioni da imparare, nessuna vita da vivere per Nicolina. Il futuro era finito con quel proiettile calibro 22. I suoi giorni, finiti lì, in una mattina di settembre come un’altra, all’alba di un giorno che non avrebbe vissuto. Antonio Di Paola si sarebbe ucciso poco dopo averla ammazzata. Quella notte aveva minacciato sua madre per l’ennesima volta: “Non vuoi mettere pace – le aveva scritto – io sono pronto”. Nicolina, no, non era pronta. Ma tanto nessuno chiedeva mai la sua opinione.
Kella Tribi
Al suo posto.
Meloni-Trump:va bene benissimo o,male malissimo,o,quasi male non del tutto bene:potrebbe andare meglio,meglio di così.Ognuno si mette al posto,al suo posto, quello della Meloni e così,dice la sua:qualcuno è anche pagato per dire la sua altri lo fanno gratis,altri ancora lo vorrebbero fare,ma non possono,altri non vogliono o,non lo farebbero mai,nemmeno se pagati.Insomma questo è il balletto di una cronaca e di chi ci scrive e,ci vive sopra ,nei giorni :Trump-Meloni.
Il “bacio”
La Meloni va da Trump:apriti cielo ,chi consiglia questo o quello ,chi parla e suggerisce per sua voce e in sua vece ,chi critica la sua partenza.Da questo si deduce che molti se non tutti vorrebbero andare in America da Trump al posto della Meloni e magari,magari porgergli:a dispetto di tutti e,di tutto anche il famoso “bacio”.