Un brodo ristretto contenete tutte le nazioni del mondo si trova concetrato in Libia,perfino l’Impero ottomano vi sguazza rinato,l’un contro l’altro armati,verrebbe da dire,l’un contro l’altro per il petrolio,petrolio, fiamma perpetua ,lux perpetua dei nostri templi pagani d’oggi,luce che illumina e muove il mondo tutto per cui tutti ,tutti prorio tutti si son messi là,là in attesa della gratifica di guerra,pronti a sedersi,come da sempre al tavolo dei vincitori per incassare il premio.Tutti tutti,l’un contro l’altro armati,un concentrato di nazioni in Libia,per cui si fa prima a dire chi non c’è,non c’è l’Italia,punto.
Creatura fortunata.
Creatura fortunata l’innocente, creatura viva sopra una carnosa foglia di tropico bagnato di rugiada piangente, creatura assennata e folle, creatura schiaffeggiata e vincente della sua stessa gioia, incompresa e amata dal nocciolo infantile di chi la tange, e derisa e venerata insieme, tu sei colei che dette il senso materno e chiaro al volger del giorno di chi cerca il suo cammino Sponda immobile all’infinito moto di questa terra a noi insicura.
Francesca Pierucci.
Soleimani:una morte sospetta.
A Teheran sono finiti i sanguinosi scontri per gli aumenti sulla benzina decretati dal governo,scontri che hanno tenuto impegnate le forze reppressive di quel paese,forze notoriamente crudeli ed autoritarie nei confronti di ogni opposizione e che, nonostante la loro “fermezza” non riuscivano o non sarebbero riuscite nell’intento di domare la riscossa popolare e che , potevano sfociare ,proseguendo ,in qualche cosa di più sostanzioso e pericoloso per il regime.E’ legittimo il sospetto a questo punto che il generale Soleimani se lo siano fatti ammazzre loro,loro con l’aiuto insperato degli Stati Uniti.Quel numero “due” dava fastidio o poteva dare fastidio,o era diventato troppo ingombrante,le lacrime di regime son comunque sospette,anche perchè è gente che non piange mai.Quelle lacrime velavano la soddisfazione di aver risolto il problema delle rivolte con un colpo ed un morto solo,Soleimani.
Non conoscevano amore.
Come un ladro di sabbia in una tempesta su una spiaggia di gialli arbusti, ciò che rubasti al nostro amore si è annientato nel vento, perché era sacro. E l’ira del mare tumultuoso e fraterno te l’ha tolto dalle mani cieche che tutto volevano per non stringere nulla in se, perché non conoscevano amore.
Francesca Pierucci
Usa & Iran.
Qui si ammazza uno ,a torto o a ragione secondo i punti di vista e si minacciano sfracelli internazionali.Gli USA hanno fatto fuori Soleimani e i suoi compatrioti giurano vendetta,vendetta come quella volta a Sarajevo quando altri hanno scatenato una guerra mondiale per l’uccisone di un erede al trono,una guerra mondiale con la morte di milioni di persone e la perdita del regno austro- ungarico come premio per chi promosse la guerra.Queste nazioni che poggiano sopra una persona sono incomprensibili,storicamente incomprensibili e con i nervi fragili che, se avessero studiato un minimo di storia saprebbero o dovrebbero sapere che, una nazione poggia sul suo popolo,se ha un popolo,non sopra una persona.Se invece non ha nessun popolo si faccia la sua guerra per il gusto di farla a spese di tutti con la certezza però di perdere tutto.
Le perle nere di Kella.
Al tempo di Nerone (37-68 d.C.) nell’Antica Roma, un tribuno della plebe, certo Ottavio Sagitta, si innamora pazzamente di Ponzia, una bella donna sposata, la circuisce coprendola di ricchi doni per farla innamorare e concedergli le sue grazie, insomma ne compera l’adulterio, le promette di sposarla e Ponzia cede alle tentazioni e lascia il marito. Ma una volta libera, spera in un matrimonio più ricco e si riprende la parola data. Ottavio tra suppliche e minacce giunge a dire che la sua vita, é nelle mani di lei e la prega di concedergli una ultima notte di amore, per placare i suoi sensi e potersi controllare per il futuro. Si fissa quindi la notte e l’ora. Ponzia va all’appuntamento, ma, previdente, porta con sé una serva, sua confidente, che mette a guardia della camera; mentre Sagitta si presenta accompagnato da un liberto, celando un pugnale tra le vesti….anche lui previdente. Così, come avviene spesso in amori carichi di contrasti, si succedono nella notte sfoghi e preghiere, proteste e spiegazioni, seppur parte della notte sia serbata al piacere; ma Sagitta acceso dall’ardente passione, nel tema e ormai certezza di perdere l’amata, prende il pugnale che aveva celato preventivamente nelle vesti e trapassa senza pietà alcuna l’amata, indi ferisce la schiava, e si precipita fuori dalla camera. L’indomani, scoperto il delitto, nessun dubbio sull’esecutore: c’è la prova che Ponzia e Ottavio s’erano trattenuti insieme. Ma il fedele liberto per difendere il suo patrono, si addossa la colpa del delitto, per vendicare, dice, l’offesa e il rifiuto della donna al suo patrono. Ma quando aveva ormai convinto commosso tutti per la generosità del suo atto, ecco che l’ancella fedele, riavutasi dalla ferita, svela la verità: ad uccidere era stato Ottavio, l’amante respinto. Denunciato ai consoli dal padre dell’uccisa, una volta uscito dalla carica di tribuno, Ottavio viene condannato, per sentenza del senato, in base alla legge sui sicari.
Kella Tribi
Gioia.
La campagna vive, sussulta la notte trema col tremar delle foglie su cui si accampano i grilli sognando. E richiami di cani che si rincorrono nelle valli buie e frementi di notturno inchiostro. Ci richiamano a vivere. La notte è per vivere, solo chi sa viver di notte può dire di esser stato felice. E i grilli friniscono delicati, quasi silenti divengono uniti nel canto sinfonia danzante alla nostra felicità alla nostra instancabile gioia.
Francesca Pierucci.
Twitter.
“Giuseppi” e l’Italia tutta cancellata con un twitter da Trump,se ,vi furon giorni in cui il Presidente Trump elogiava Giuseppe Conte come valente politico oggi,improvvisamente oggi,si è dilavato ed è scomparso dal suo portatile da dove lanciava e lancia i suoi commenti.Sarà che l’Italia non conta,sarà come dice Mastella che un italiano da Trump c’è già con Pompeo per cui altri italiani non occorrono al richiamo di Trump circa la vicenda Soleimani che ha messo in allarme mezzo mondo.Sarà ,sarà un pò tutto questo, comunque l’ Italia è affogata nel Medirraneo ed è scomparsa con i suoi barconi di cui,su cui tutto improvissamnte tace,nessuno va ,nessuno viene ,sopratutto nessuno annega e muore.Meglio così si direbbe,nessuno va e nessuno viene,nessuno muore.Comunque questa “dimenticanza” americana la dice tutta,si ritorna al tempo dell’autarchia, come al tempo di Mussolini ,e son circa settantacinque anni fa,che tanto tempo è trascorso, mentre per la sinistra è appena ieri ed è l’oggi.Si farà come al tempo dell’autarchia in barba alla sinistra ,grazie anche ai grillini,l’Italia farà da sè come si diceva allora ,mimando il gesto di masturbarsi e allora,allora diamoci da fare.
Soleimani.
Aver fatto fuori il generale Soleimani da parte di Trump ha sollevato una ridda di opinioni,l’una esattamente contraria alle altre,come sempre.Zona complessa quella di cui si tratta di cui e per cui avere notizie e ragioni certe risulta del tutto azzardato.Soleimani era famoso per fare una cosa e dire poi che non l’avrebbe più fatta e così facendo e disfacendo,senza ripetersi ma,di fatto ripetendosi aveva tessuto la sua trama,trama che è sotto gli occhi di tutti.Paese instabile,traballante,in una regione instabile precaria,dove di stabile ci sono solo i propositi di vendette incrociate,minacce e forse una guerra di riserva.Il petrolio vuole le sue vittime e i suoi intrighi , è un poco come se, uomini primitivi della preistoria si fossero fatti la guerra per il fuoco, cosa che forse è avvenuta.
In te.
In te cercai l’eterno canto che la mia vita condusse su intricati sentieri, strabordanti di rose ammazzettate, e costellati delle pietre che superai come montagne. In te cercai le note antiche sulle quali da sempre fluì la mia esistenza, l’anima, la sua ombra nel mondo rincorrendo. Nei fiori, nei bracci volti al cielo degli alberi imploranti, nei canti vivi degli uccelli a intrecciare nel cielo primavera, il canto antico si dipanò come matassa da paziente mano. Sei stato la somma dei molti amori che Penelopi incessanti mi insegnarono a vedere.
Francesca Pierucci.