Olfattiva-retinica.

Written By: bruno - Mar• 05•20

A proposito della così detta “per pochi arte”,pochi perché senza popolo ma amata da coloro che,non sapendo far nulla si trovano perfettamente a loro agio con “l’olfattiva-retinica,arte”.Manifestazione organizzata da gruppi di potere ,gruppuscoli aperti solo ai loro sodali dove vige un alto grado di “insonne,ruminazione,di senso storico che schiaccia i suo cultori,in cui l’essere vivente riceve solo danno e infine perisce,si tratti di un uomo,di un popolo o di una civiltà”.E viene allora,cade a pennello (sic),quello che scrive Nietzsche:”della storia ha bisogno colui che custodisce e la venera-colui che guarda indietro con fedeltà e amore,verso il luogo onde proviene,dove è divenuto;con questa pietà egli per così dire paga il debito di riconoscenza per la sua esistenza.Coltivando con mano attenta ciò che dura fin dall’antichità,egli vuole preservare le condizioni nelle quali è nato per coloro che verranno dopo di lui-e così serve la vita.In tale anima il possesso del patrimonio ancestrale muta il suo concetto:giacché è piuttosto l’anima a essere da quello posseduta”.Fin qui Nietzsche,e ,se poniamo l’anima come materia dell’arte,l’arte è la sua materia,solo la sua materia,quella materia “ancestrale “che fa parte dell’uomo,i conti dovrebbero tornare,in un orizzonte,per dirla ancora con Nietzsche:orizzonti vasti ,non legati e liberi liberati da ogni servitù olfattiva-retinica che è divenuto poi il motto sublime ma ingessato di tutte le galline stressate che fanno uova sempre più piccole e libri sempre più grossi con i soldi di tutti.

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