Lettera al Direttore di Libertà.

Written By: bruno - Feb• 17•20

Gentile Direttore non compro nessun giornale e, per non far torto a nessuno non compro nemmeno il

suo che leggo (non sempre),al prezzo(ridotto) di un euro al bar con il caffè.Questa mattina nelle lettere al Direttore, il “suo” giornale mi ha improvvisamente attizzato,ringiovanito,ringalluzzito,infatti nella prima lettera di testa un meraviglioso psicopompo elogia la celebrazione dei morti sul giornale,mentre l’ultima lettera parla ( come in un fumetto) di dinosauri ,dinosauri e meteoriti assassine che possono piombare sulla terra dal buio dell’universo in una salubre distruzione totale di quella antica specie,quasi fosse una “razza” dannata pericolosa da estinguere(storia purtoppo già sentita (sic)).Basterebbe ricordare a quel dinosauro scrivente di andare a vedere sullo stradone Farnese che tipo di manufatto preistorico è stato posto in essere per capire in che epoca vive e che sola attende di essere distrutta.Ricordare sopratutto a quel dinosauro che, nella preistoria,in quell’epoca mica c’era Michelangelo e nemmeno Fidia o Prassitele,ma in quell’epoca c’erano proprio solo i dinosauri,dinosauri come lui,dinosauri ringhianti esattamente come lo scrivente si accerta di documentare.Per quel che concerne poi il meteorite purificatore piombato sull’Ex Enel occorre ricordare al dinosauro in oggetto che i meteoriti,i meteoriti hanno sempre vagato nel buio stellato cielo (di cui ne conosciamo solo un quinto),viaggiato dico,in modo del tutto gratuito,gratis per intenderci, e non foderati e lardellati di soldi come quella specie di fiera mercantile della preistoria posta proprio davanti al Conservatorio che ben celebra la morte dell’arte.Ma, per chiudere e,tanto per non farci mancare proprio nulla, compreso Nietzsche quando scrive (verrà):”lo stato felice,in cui ci sarà soltanto “solida mediocrità” e l’arte sarà ciò che “di sera è la farsa per l’agente di borsa berlinese”,in cui “i genii non saranno più un bisogno del tempo,perché sarebbe come gettar le perle ai porci.

Bruno Grassi.

lettera spedita nel pomeriggio del 15 gennaio 2020,

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