Les carnaval des animaux.

Written By: bruno - Apr• 08•13

Camille Saint-Saens:Parigi 1835,Algeria 1921.Odiavo Sait-Saens per una sua villanella per corno e pianoforte,una decina di righe in tutto,facili e inespressive che veniva eseguita da qualche scalcinato studente di conservatorio piu’ vecchio di me in modo orribile.Oggi risento il suo Carnevale degli animali del 1922, è certamente un” conservatore”, per il 1922,ma un stupendo conservatore,ricco di invenzione e di atmosfere magistrali.Continui sipari musicali,ponti modulatori,strumentazione perfetta,somari, elefanti,uccelli,tutto il bestiario che sarcasticamente amiamo,reppresentazione cromatica del reale,attuale, anche in questi giorni.Sottolineature senza una piega fuori posto,accenti improvvisi,strumentazione ardita e descrittiva piena di efficacia,curiosa,per un autore che non amava i contemporanei o gli innovatori,Debussy.Sent-Saens usa la musica come uno scultore la creta,definendo il piu’ piccolo moto dei sentimenti,dando una vera immagine alle note,cosa che non riusci a Vivaldi nelle sue stagioni, non riusci a  tanti altri illustri autori che si sono cimentati nel descrittivismo,di natura o di paesaggio.Questo autore apre fantastici robusti sipari immersi nel fascino del carattere del visivo e, passa per le orecchie  si stende sul cuore, risale fino agli occhi,popolando il nostro nulla.Il suo somaro che raglia è un somaro lunare  ma piu’ vero,piu’ poetico,piu’ musicale che mai talento umano ha saputo rappresentare sopra un animale.Peccato sia morto dimenticato,peccato lo si ricordi ancora oggi pochino e lo si definisca, a torto, “conservatore” .

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