Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Feb• 06•21

Il corpo senza vita della 42enne Agitu Ideo Gudeta è stato trovato il 30 dicembre 2020 riverso a terra nella camera da letto della sua abitazione a Maso Villalta di Frassilongo in Valle dei Mochèni tra le montagne del Trentino.
La furia di un collaboratore, custode dell’azienda agricola biologica che lei aveva fondato, ‘La Capra Felice’, le ha tolto la vita spegnendo per sempre il suo sorriso e la sua grande voglia di fare. La donna é stata uccisa a colpi di mazzuolo e fatali sono state le lesioni alla testa.
Il collaboratore è stato fermato dai carabinieri e condotto nella caserma della Compagnia di Borgo Valsugana dove, dopo un lungo interrogatorio, ha confessato. Si tratta di Adams Suleimani, 32 anni originario del Ghana.
Ai carabinieri il pastore africano ha riferito che la lite sarebbe scoppiata per motivi di denaro, pare per uno stipendio non pagato. Inoltre, è emerso che l’uomo avrebbe violentato la donna agonizzante a terra.
Agitu era arrivata in Italia quando aveva 18 anni e si era laureata in sociologia. Era fuggita dalla natia Addis Abeba a seguito degli scontri sociali e dalle minacce ricevute dal suo governo per il suo attivismo politico contro la razzia di terre da parte delle multinazionali.
Si era rifugiata in Trentino dove con enorme forza di volontà aveva fondato, da un progetto di recupero di terreni abbandonati e di razze rustiche locali, una Azienda Agricola Biologica, azienda che si occupa di allevamento caprino (capra pezzata mòchena in via d’estinzione) ma anche della produzione di formaggi biologici, yogurt e prodotti di cosmesi con latte di capra.
L’omicida é stato arrestato e si trova nel carcere di Sini di Gardolo, in attesa dei riultati dell’autopsia della salma, prevista fra tre mesi
Con Agitu si é spento un sorriso, un sorriso di una donna libera e coraggiosa, simbolo dell’integrazione

Kella Tribi

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