Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Mar• 03•20

Era una domenica il 15 febbraio 2015 quando a Gioia del Colle Pietro De Mattia, 66 anni ex tipografo in pensione, massacra a colpi di piccone la moglie Antonia Cirasola, 55enne, fracassandole il cranio dopo l’ennesimo litigio. Così è morta Antonia, uccisa dall’uomo che amava. La coppia si era recata in casa di una parente, al momento disabitata, per arieggiare l’abitazione. Poi, all’improvviso, la lite violenta. Dissapori legati alla gestione di una casa in campagna. Nessuno tra i vicini dice di aver sentito grida o rumori. Era una coppia molto unita, persone giudicate miti e pacate. De Mattia, imbrattato di sangue, è sceso in strada a cercare aiuto. Poco dopo sono giunti sul posto l’ambulanza del 118 e i carabinieri: l’assassino era accanto al corpo di Antonia, sfigurata in viso. Uno dei due figli, 25 anni, ha accompagnato il padre in caserma. In un primo tempo il pm aveva chiesto la condanna a 14 anni, poi ridotta a 6 anni e tre mesi Il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola riconoscendo le attenuanti ha concesso gli arresti domiciliari al 66enne reo confesso L’uomo, infatti, avrebbe chiamato il 118 e chiesto aiuto ad altre persone per soccorrere la moglie colpita con un piccone. Di Mattia ha riferito che non la voleva uccidere e che, in un momento d’ira durante una discussione, ha afferrato una busta contenente l’attrezzo e di averla scagliata contro la donna senza rendersi conto di cosa c’era all’interno. Ha aggiunto che si sentiva umiliato e spesso prevaricato dalla moglie. La difesa dell’indagato ha anche depositato una lettera firmata dai due figli della coppia, di 23 e 21 anni, che scrivono di aver perdonato il loro padre e di non volerlo abbandonare. I due ragazzi hanno detto di non provare rancore nei confronti dell’anziano genitore, di comprenderne la sofferenza e di essere pronti ad accogliere il padre in casa. Caso di delitto impunito. Clemenza inspiegabile.

Kella Tribi.

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