Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Feb• 14•20

Siamo nel 160 d.C. Da circa venti anni Roma é governata da Antonino Pio, uno degli imperatori più illustri della storia romana e ci troviamo in uno dei periodi più prosperosi dell’Impero romano. Sotto il suo regno, tuttavia, assistiamo ad un episodio di cronaca nera che, dopo diciotto secoli, non è ancora stato svelato. In una villa situata sull’Appia antica perde la vita Annia Regilla, una donna appartenente alla più alta nobiltà romana. Ufficialmente, a seguito di complicazioni per un parto prematuro all’ottavo mese di gravidanza ma la vicenda, vista la popolarità dei personaggi coinvolti, non può essere ignorata: Regilla era infatti imparentata con l’imperatrice Faustina, mentre il marito, Erode Attico, era un patrizio tanto noto per la sua ricchezza e la sua cultura (fu precettore di Marco Aurelio) quanto per il suo carattere collerico. La notizia di una morte per complicazione durante un parto non era una notizia così insolita da sentire per l’epoca (circa il 5-10 % delle donne moriva per questo motivo), tuttavia la situazione comincia a prendere una piega diversa quando il fratello di Regilla, il console Annio Bradua, lancia una precisa accusa contro suo cognato: Erode Attico, nel corso di una discussione, in preda ad uno scatto d’ira, avrebbe colpito la moglie con un calcio al ventre. Come termina la vicenda? Nonostante le prove, Erode viene assolto grazie al diretto intervento dell’Imperatore Antonino Pio, il quale intercede per l’amico. A causa della morte violenta della donna, è plausibile che Erode abbia voluto sbarazzarsi velocemente del corpo della moglie, senza nemmeno una cerimonia pubblica, motivo per cui non si conosce con certezza l’esatta ubicazione del mausoleo di Regilla; anche se i resti della donna, con molta probabilità rimasero in Grecia, sul Palatino è stata trovata un’iscrizione (oggi perduta) dedicata apparentemente a Regilla: “Erode dedicò questo monumento anche per commemorare la sua sfortuna e la virtù della moglie.

Kella Tribi.

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.