L’albero di Natale.

Written By: bruno - Nov• 29•17

Solo un bambino guarda un albero,un albero gigante,solo un sognatore si sofferma sui suoi nidi e al canto che esce dalle sue distese fruscianti fronde,solo chi lo sente vivo,vivo accarezza la sua pelle,la sua corteccia squamosa o liscia,muschiata dura e viva.Solo il tempo cresce un albero,il tempo la pioggia e l’umido della notte o quello del mattino,mentre segrete sorgenti scorrenti bagnano le sue immense radici che respirano e, crescono ,crescono nel buio fertile della terra.Grosso è bello e,grosso è bello l’uomo ce l’ha in testa,in testa fin dalla sua infanzia,alto è bello,grande è bello,costoso è bello,luminoso è bello,tutto quello che è grande alto e costoso per l’uomo,per l’uomo fin dalla sua prima infanzia e per una sua errata interpretazione che, qualcuno chiamerebbe anche prenozione è bello,bello.Tutti lo voglio grosso ma ,la natura e,forse, per caso o per discendenza la Natura da ad ognuo quello che si trova e,se lo deve tenere per forza .Anche la storia dell’albero di Natale comincia da li,li dove Piacenza ha messo il suo,il suo piccolo e modesto abete,modesto in confronto degli spacconi di Natale,spacconi che ce l’hanno grosso,bello grande e costoso.Ma, un albero pagano di Natale,che poi era un semplice alberello dove alcuni abitanti del nord appendevano i ricordi del bambino che cresceva,non era grande,era anche lui modesto,grande quanto un appendi ricordi, misura del tempo che passava, coronato di abiti dismessi,speranze a auguri.Vero,l’albero di Natale davanti al Municipio di Piacenza è modesto,vero,piccolo,quasi un cespuglio,ma a Natale,almeno a Natale ricordatevelo, non è la dimensione che conta.

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