La rivoluzione sono loro.

Written By: bruno - Set• 25•20

Leggo,forse distrattamente,troppo distrattamente che,finalmente ,sul giornale cittadino in un incontro:”la rivoluzione sono loro”,un notaio,un organizzatore e, mi pare il direttore del conservatorio (finalmente),finalmente perchè un istituzione prestigiosa come il Conservatorio per quel che concerne la musica manca e mancava e forse mancherà ancora.Ebbene questi rivoluzionari se, non ho letto e interpretato male mettono il solito jazz come musica contemporanea quando,lo sanno perfino i sassi che la musica contemporanea è un altra,dalla dodecafonia,ai risuonatori Elmuz,da Luigi Nono,a tuttto quel panorama del tutto trascurato,compresi i nostri concittadini compositori contemporanei come Zanaboni,Cataldo,Garilli etc. etc. .Il contemporaneo in musica non è il jazz (che è un ingolfato onnipresente contemporaneo per tutti)ma quello che tutti rifiutano di ascoltare o ascoltano con entusiasmo compreso quello di Ennio Morricone.

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