La mia vita.

Written By: bruno - Apr• 20•21

Leggere la vita di Anissia,raccontata da lei analfabeta e scritta,corretta da Leone Tolstoj è un viaggio interessante dentro l’inumanità delle carceri;sopratutto con una sana diffidenza agli opsedali.Libretto nudo e crudo,dove la miseria e la povertà la fa,come al solito ,da padrona con tutto quel corollario di costumi russi e l’immancabile presenza della volontà di Dio.L’autorità,le carceri e gli ospedali sono in fondo il tema di queste vicissitudini crudeli,una crudeltà che è rimasta,incrostata in tutte quelle struttre concetrazionarie che ne svelano l’origine e il rigore inumano.Dove si conferma che la crudeltà era già prima,prima di ogni crudeltà descritta,prima ancora di ogni descrizione quando l’ospedale;luogo che dovrebbe ispirare fiducia e conforto viene fuggito,giustamente esacrato,in quello che è lo specchio nero,l’altro;l’esatto contrario del vivere quotidiano.

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