La gobba.

Written By: bruno - Ott• 24•15

C’era una volta c’era, un uomo molto malato a cui facevano male anche le più’ piccole minuscole ossa del corpo o delle ginocchia,compresi gli ossuti gomiti ,il collo scricchiolava rumoroso quando girava lentamente la testa,gli occhi arrossati e lacrimosi,viveva,se così si può dire, pervaso da incessante febbre e mal di denti,denti che poi erano pochi e mal fermi, ma lo facevano soffrire,soffrire come fossero stati tanti e troppi.Non bastassero tutti questi affanni,l’uomo viveva accompagnato da dolorose coliche,mentre sulla scapola sinistra sporgeva una gobba.In fondo i dolori,i dolori poteva nasconderli dissimularli ma la gobba,la gobba proprio no,no.E la gobba ,quella sua gobba, era motivo di scherno e allusioni curiose da parte dei passanti che incontrava per via.Un giorno l’infelice, passo’ accanto ad un cimitero , come sempre constatando e contando i suoi mali,dolorosamente guardava con occhi torvi e invidiava i morti che non ne dovevano provare nessuno di dolore, essendo morti,e, come morti,proprio come morti,ripeteva fra sé ,dovevano “vivere”,secondo lui, solo un eterna pace,una pace eterna,eterna eterna, senza più alcun umano tormento.Così piangeva l’infelice,piangeva con sordo lamento.Improvvisamente , dopo tante tante lacrime, gli apparve un morto e il morto disse:”perché piangi e ti lamenti?E lui il disgraziato, giù a contar tutti i mali che lo tormentavano dalla testa ai piedi finché alla fine stanco di enumerare si giro’ e disse ,quasi prono verso il morto:”per di più,guarda,guardami, ho anche una gobba,una gobba”.Il morto che doveva provare,nonostante fosse morto un poco di viva pietà’ lo guardo’ fisso ,e, mosso a compassione rispose:”se è la gobba che così ti infastidisce e ti rende così infelice non preoccuparti, dammela “,detto questo, prese la gobba e se la mise in spalla .Il vivo si sentì come improvvisamente sanato miracolato,corse in città’ felice e, alla gente che incontrava raccontava senza stancarsi la sua avventura,mostrando a tutti impettito la sua dritta schiena.Uno che lo vide per caso ,e per caso aveva tutti i sui dolori,ma non aveva la gobba,rimase stupito da tanto racconto,per cui volle andare anche lui,quasi correndo al cimitero e ,piangendo come pianse l’altro resuscitare così’ il buon morto.Così fece davanti al camposanto e ,tanto pianse pianse e si dispero’ che gli apparve lo stesso morto di prima,gli apparve con tanto di gobba,al che vedendolo il secondo infelice racconto’ anche lui di tutti i suoi mali,contandoli,enumerandoli come fanno i malati ad uno ad uno.Finito di enunciarli tutti,ma proprio tutti, che ci volle una buona mezz’ora fra lacrime spasmi e sospiri,il morto prese a parlare e, rivolgendosi al sofferente disse:”e tu piangi per così poco?In fondo i tuoi sono solo umani passeggeri dolori,quando sarai morto come me vedrai che non avrai più lacrime da versare e allora, per farti capire che il dolore dei vivi e lo sconforto possono essere maggiori di quelli che tu lamenti ,tieni,prendi anche questa gobba, tieni!Così facendo, l’ombra si tolse di dosso la vistosa gobba ponendola sulla spalla dello sventurato senza più proferir parola.

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