Doina.

Written By: bruno - Apr• 15•16

Quella ,in un momento di stupida crudeltà mista ad imprudenza ma sopratutto sfortuna,nella lite infilò la punta dell’ombrello in un occhio all’altra con cui stava litigando,certamente aggredendola.Bene, quel colpo centrò con il puntale, proprio un occhio della povera vittima,un colpo che sarebbe stato difficile centrare anche avendolo voluto,comunque,mira o non mira quel colpo fu mortale,la colpita morì più tardi .L’assassina venne condannata,non ricordo a quanti anni,ma dopo nove anni,ripeto nove anni di galera comunque uscì in libertà vigilata, facendosi fotografare in bikini,con pantaloni corti, felice e sorridente.Il padre della vittima a vedere quella “cosa” viva si sentì morire dentro,avrebbe voluto strangolare con le proprie mani quell’assassina,e, per il dolore si mise ad invocare la pena do morte,la pena di morte, per un colpo di punta, con un ombrello di precisione omicida.Ora ,vi sarà chi dà ,giustamente ragione al padre,genitore che non ha più la figlia,e,ombrello o non ombrello vi sarà, chi alzerà insensibilmente le spalle,tuttavia la sostanza del ragionamento è questa:la punta di un ombrello si rivelò omicida,l’assassina venne condannata,uscita il libertà vigilata si è messa in pantaloni corti o bikini o in mutande e per di più si è messa a ridere,ma scusate,il reato,lo scandalo ,dove è.Vero,non doveva farsi fotografare mentre rideva,mettersi in mutande o in bikini,alzare il ditino,poteva farlo ma farlo,in privato,anzi di nascosto,senza farsi vedere,mai ridere in pubblico,specialmente in mutande,specialmente se si è un assassino,assassino appena uscito, di galera.

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.