Die Zauberflote.

Written By: bruno - Feb• 21•14

Mentre in Ucraina vengono massacrati coloro che protestano,e, in Italia, lo stato partorisce il suo topolino governativo al servizio di un assente Europa,in mezzo al sangue ed al solito tran tran di sciagurate scelte,suicidi e campane a morto,ci viene in mente il:Die Zauberflote di Mozart , paradisiaco compositore.Composto nel 1791,e nel 91 ,Mozart scrisse un sacco di roba,compreso l’abbozzo del Requiem, il Flauto magico,venne eseguito e diretto da Mozart, per la prima volta il 30 settembre dello stesso anno a Vienna,a Dicembre morira’.Il compositore non doveva essere in perfetta forma ,tuttavia scrive e dirige questa meravigliosa costruzione di gemme musicali.Una capacita’ incontenibile di spunti,melodie,passaggi  si sviluppano nel Flauto magico,con i suoi fugati di gioia incontenibile,e, quel suo stare sempre appuntato lassu’,lassu’, alto , perfetto adamantino,dotato di apparente semplicita’ di segno,trascende la musica stessa.Qualcosa ci sfugge sempre,incapaci come siamo di correre appresso al pensiero musicale che si dipana come  rotolo di luminose perle.Occorre una dedizione assoluta,un amore sconfinato per il suo lavoro,occorre apprezzare,esaltare le dorate piegoline del fine,serico tessuto mozartiano.Il padre del compositore aveva suggerito,fin da giovane, al figlio, di essere poco intellettuale musicalmente,ma, di equilibrare con la forza del semplice le sue capacita’ compositive,e, Mozart, esprime bene questo concetto:semplicita’ nella bellezza , si possono afferrare a piene mani ,temi magistralmente resi dalla sua musica popolari.Questi si susseguono , si sostengono,si succedono con armoniosa meraviglia,scorrono sulla pagina felice,perennemente creativa.Il puntato leggero,leggero, in punta di nota, ed il denso operare del grosso del pieno misterioso dell’orchestra, ci preparano momenti inaspettati,per splendore e coinvolgimento personale.Entrare nel Flauto magico è come porre la testa, la mente,finalmente liberata,sgombra,da ogni altro affanno o pretesa gioia  che non sia il suo cantato,la sua aria,i suoi legni che sottolineano il racconto senza soluzione.L’opera di Mozart, infatti,non ha soluzione, e se, la si guarda bene,l’opera,la sua opera, è   gemmato albero,palma rigogliosa in  eterna primavera che non cessa di fiorire,nonostante tutti,nonostante tutto. 5 Dicembre 1791 Mozart muore,qualche anno prima, il 5 Maggio 1789, la rivoluzione francese aveva ghigliottinato un Re al grido di: Libertè E’galitè Fraternitè, per mettere piu’ tardi, sul trono,rendendo vuote quelle parole, un Imperatore.Gente,occhio alle parole!

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