Dal Mississippi al poi.

Written By: bruno - Mar• 04•20

Un virus ha fermato la “rivoluzione” della Fondazione,rivoluzione promossa da un notaio e suoi consiglieri.Mai sentita una rivoluzione che si arresta per un raffreddore abituata come è,la rivoluzione a sfidare anche la morte.Questa mattina il giornale locale lista a lutto e a piena pagina la porta chiusa del “palazzo” rivoluzionario” ex ENEL con la “triste notizia che non si potrà tenere un concerto “avanguardistico” di jazz,causa virus,pensate che si chiama e chiamano concerto anche gli spettacoli di Vasco Rossi.Concerto di jazz che doveva uscire dal Conservatorio, come se la massima espressione “contemporanea” musicale di oggi fosse il jazz anche al conservatorio (sic).Purtroppo l’ignoranza regna ,e la capanna dello zio Tom fa sempre la sua presepiale figura retrò in una società regredita e di maniera.Una società che si lardella di denaro per finanziare e suscitare una rada ombra del passato mimandone una qualche vivacità nel suo stato cadaverico,cadaverico ingessato e commerciale come quella della Fondazione “rivoluzionaria”.Per costoro ,costoro che si appuntano sul petto il feticcio alla Catelan,Catelan & C,costoro,costoro che sono e rimangono preistorica espressione,fantasmatica rappresentazione “di una società di eunuchi”,nei loro lussuosi luoghi dove trionfa spenta, anche sulle facciate dei loro edifici la scritta a carattere cubitali che dichiara e tradisce il loro essere per sempre schiacciati dalla storia monumentale e da dove è rigorosamente scacciata e vietata ed esclusa non solo l’arte,quella vera come la vita, di tutti, ma anche quella dell’uomo con ogni sua libertà,in base al principio che”: ogni uomo esercita esattamente tanta vanità quanto gli manca di intelligenza “,sopratutto quando sale sul trono.In base a queste formula, s’aggira il sapere ,il loro “rivoluzionario” sapere anche sulla musica “contemporanea” quella dal Mississippi al Po appunto,e non domandate di più,che di più non sanno.

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