C’è Rivoluzione & “rivoluzione”

Written By: bruno - Feb• 05•20

Una volta per vedere quello che si vede al Plazzo ex Enel dotato del solito timbro sulla facciata in stile fascita,bastava andare sulla fiera di San Lazzaro dove dentro i baracconi c’era la donna barbuta,l’uomo serpente con tanto di palloncini,oppure più tardi incontrare il Tino che con il suo pianeta Mongo ti metteva in contatto concettuale con altri mondi.A prezzo,poi c’era la Cicci che ti faceva sentire la pelle e ti metteva in imbarazzo o suscitava in te remoti desideri,pulsioni.Chissà dove era la professoressa della Bocconi o della Cattolica ,purtoppo non ricordo bene da dove cavolo viene,questa competente istituzionale che oggi si sente gratificata dalla Fondazione per le sue meravigliose intuizioni.Collezionismo privato come donne barbute serpenti palloncini con l’aggiunta di un fachiro,l’ Abramovic,il prezzo allora era circa quello di oggi al Palazzo ex Enel,ma la sorpresa era grande molto più grande e gratificante.Un sacco di soldi per farci vedere quello che il mercato (nicchia) vende,quello che il mercato sostiene incoraggia promuove,soldi insomma per tornare ai baracconi della fiera di San Lazzaro.Soldi,tanti soldi nel “grigio perla Armani”,roba per gli occhi senza sonoro,e pensare che proprio davanti c’è il Conservatorio,il Conservatorio che avrebbe potuto far sentire quello che gli occhi guardano con un altrettanto Festival di musica contemporanea.Boulez ad esempio,oppure Berio,oppure Karlheinz,Ligeti,Sciarrino,Maderna,Reich,Pederecki e si potrebbe continuare ,continuare all’infinito ma,questi si sono limitati al loro arido sordo orticello di nessuna cultura.Orticello di candidi per dirla con i signor di Voltaire.Basterebbe guardare i muri di tutte le metropoli del mondo per vedere che l’arte contemporaea non è proprio quella del Palazzo ex Enel,basterebbe guardare fino all’ultimo paesino di montagna per capire che l’arte,quella contemporanea non è assolutamente quella proposta dalla Fondazione nel suo costoso caleidoscopio raffazzonato.Basterebbe capire,leggere che Freud,Freud ha un tempo detto e scritto che,la prima materia che usa il bambino per “creare”è la sua merda,la merda signori,la sua merda che contiene un magico io,per cui il bambino come l’adulto ha poi trasformato quella in colore non togliendo però a “quella materia” il suo magico valore per cui,quell’elemento può vivificare un agognato sognato immortale mondo .Questo lo fanno (perla sua materia universale) ancora da cima a fondo nel mondo per quanto è rotondo,indifferenti assolutamente indifferenti e sprezzanti dell’Ex Enel,lo fanno ,lo fanno anche oggi,anche in questo momento.C’è chi afferma,senza sorpresa ,di non vedere assolutamente merda in un dipinto,al che si può rispondere che non si vede nemmeno lo sperma guardando un uomo.Comunque l’arte è la sua materia solo la sua materia non quel che rappresenta e questa è la rivoluzione, sissignori,una bella rivoluzione.

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