Arthur Schopenhauer

Written By: bruno - Apr• 04•20

Rileggere Schopenhauer,anche là dove,negli aforismi ,fa un poco di storia della filosofia ,dell’essere o dell’apparire che poi è la solita questione.Il filosofo assume l’aria del bacchettone e, basta leggere ,o rileggere quando scrive:”la scelta di tali stimoli (il meno motivato cerca stimoli ovunque per riempire il proprio vuoto) perciò non è (scelta)schifiltosa,come attestano i miserevoli passatempi a cui vediamo ricorrere gli uomini,come pure la natura delle loro frequentazioni,la loro conversazione,non meno di tutti che spiano davanti alle porte o alle finestre (il grande fratello non è una novità sic.).E’ principalmente da tale vuoto interiore che scaturisce la ricerca di trattenimenti,distrazioni,svaghi e lusso di ogni sorta che conduce molti alla dissipazione,e poi alla miseria”.Bene fin qui Epitteto,poi, fra o ,in uno di questi vizi che,presi ad uno ad uno potrebbero trovare dei puntelli patologici che l’autore giustamente non appronfondisce o non conosce data l’epoca) cita anche il gioco delle carte (che personalmente non pratico a scanso di equivoci) e dice che, nei giocatori c’è la prevaricazione del vincente,lo sfruttare la buona combinazione contro l’altro, come succede effettivamente negli affari del mondo.Insomma scrive che il gioco delle carte, su cui si dilunga per una paginetta, è propedeutico alle pratiche della vita dell’uomo che deve riempire un vuoto, il suo vuoto.Ed anche su questo, ancora ,come tiratura morale,niente da eccepire, anche se , lascia alquanto perplessi davanti ad un Arthur Schopenhauer;l’autore di:Die welt als wille and vorstellung,sentire parlare,scrivere, sul gioco delle carte come una specie di modello-riempitivo “capitalista”,uno dei tanti surrogati di vuote vite,che,come modello in sè ,a quanto ricordo infatti,il gioco delle carte,e credo di ricordare bene , il gioco delle carte ,ha a che fare con la masturbazione e che, la differenza sta tutta nel ,tirarselo ,ma, anche su questo però vi sarebbe una noticina assolutoria ,o perlomeno dettata da illustri precedenti dove si scrive, nella vita di quel cinico ateniese che ,masturbandosi in pubblico (i cinici facevano tutto in publico),ai rimproveri della gente affermava:”potessi massaggiarmi così lo stomaco per farmi passare la fame”.Ma torniamo ai giocatori di carte ,ed al bollino nero che ci mette sopra Schopenhauer su cui non c’è nulla ,proprio nulla eccepire.

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